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Tue09222020

Last update

Il Piave non era tanto secco da un secolo: non scorre, arranca. Gli alberi sono come cerini e basta un niente per mandarli in fumo. E ADIGE-FOCEmentre nei cortili si va via di innaffiatoio a garganella per tener vivi i tulipani, la Regione prepara un piano per affrontare l’emergenza siccità, classificata come «grave» dagli uffici dell’Ambiente. «Abbiamo chiesto a Palazzo Balbi di attivare tutti gli strumenti a sua disposizione per fronteggiare la perdurante assenza di precipitazioni, inferiori del 70% rispetto alle medie stagionali - spiega Giuseppe Romano, presidente dell’Unione dei consorzi di bonifica - primo fra tutti il Piano stralcio per la tutela della risorsa idrica Piave». Ma sotto la lente non c’è solo il fiume sacro alla Patria. Anche l’Adige è un osservato speciale, specie nel tratto più vicino alla foce, perché se i livelli dovessero abbassarsi ulteriormente, a causa del «cuneo salino» si dovrebbero arrestare tutti gli acquedotti che vi attingono. L’esigua portata del fiume in secca (ma un discorso analogo potrebbe valere per tutti i corsi d’acqua che si tuffano nell’Adriatico) non sarebbe infatti più in grado di contrastare la risalita dell’acqua salata del mare, che finirebbe così negli impianti della zona di Chioggia e Rosolina che però non sono in grado di de-salinizzarla. In quel caso, allora, si dovrebbe spegnere tutto e far entrare in azione le autobotti.

Il piano allo studio di Palazzo Balbi prevede vari interventi, come spiega Roberto Casarin, segretario generale dell’Autorità di Bacino dei fiumi dell’Alto Adriatico, che possono essere messi in campo in momenti differenti a seconda dell’evoluzione dell’emergenza: «Nell’immediato la preoccupazione è quella di aumentare la quantità d’acqua conservata nei serbatoi montani, con una contestuale riduzione di quella utilizzata nelle centrali idroelettriche. Quindi si diminuirà il rilascio negli acquedotti a servizio dei centri abitati e quello relativo ai consorzi irrigui attivi in agricoltura, che assorbono la maggior parte dell’acqua immessa nel sistema». Nel lungo termine, invece, «si dovrà pensare a come iniziare ad immagazzinare l’acqua anche in pianura, intercettandola in casse di raccolta installate nel sottosuolo prima che vada al mare - continua Casarin -. In questo senso, ad esempio, si potrebbero utilizzare le cave dismesse sul territorio».

Se però la situazione dovesse precipitare, allora si dovrebbe dare il via alle misure più stringenti, da adottare con apposite ordinanze dei sindaci sotto la regia della Regione, come accadde durante la Grande Siccità del 2003: divieto di annaffiare i giardini durante il giorno, chiusura forzata delle fontane pubbliche e di quelle a getto continuo ancora attive in molte case del Veneto, soprattutto in campagna, divieto di lavare l’auto in cortile. Il piano potrebbe essere pronto entro una quindicina di giorni ed ovviamente la speranza è che il cielo risolva il problema prima che lo si debba utilizzare. «Con il collega del Friuli Luca Ciriani abbiamo incontrato i gestori dei bacini idrici e dei consorzi di bonifica - spiega l’assessore all’Ambiente Maurizio Conte - dobbiamo coordinarci mettendo in campo azioni comuni che garantiscano un flusso vitale costante ai nostri corsi d’acqua, evitando disservizi alla popolazione e danni all’agricoltura». Gli fa eco Ciriani: «C’è grande preoccupazione, dobbiamo pensare con urgenza a misure di risparmio. Con un piccolo paradosso: già da mesi stiamo lavorando fianco a fianco per la messa in sicurezza del territorio sul piano del dissesto idrogeologico. Insomma, vuoi perché l’acqua è troppa, come è accaduto con l’alluvione, vuoi perché l’acqua è troppo poca, come oggi, Veneto e Friuli sono chiamati a darsi una mano».

Fonte : www.corriere.it

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L'allarme lo aveva lanciato l'Arpav, l'Agenzia regionale per l'ambiente della Regione, pochi giorni fa: nel Veneto piove sempre meno, bassa incendio3l'inverno e' stato secco e la siccita' si fa sentire con grande sofferenza per l'agricoltura.


  Ed e' gia' stagione di incendi, nel Veronese, ma soprattutto nel Vicentino, sull'Altopiano di Asiago dove, da alcuni giorni, le fiamme stanno letteralmente divorando uno dei boschi piu' belli della zona. Un incendio quasi sicuramente di origine dolosa - sarebbero stati individuati otto focolai - impegna da giorni una cinquantina di vigili del fuoco, compreso un elicottero, che cercando di limitare i danni causati dal fuoco su ettari di verde.

La zona, in Valdastico, e' impervia e difficile da praticare e mette in difficolta' Corpo Forestale e Protezione Civile che cercano di delimitare l'area in fiamme anche se non ci sono pericoli per l'uomo.

Le previsioni non aiutano la situazione: sara' caldo tutta la primavera, dicono gli esperti. E niente neve: sulle Dolomiti intorno ai 1500 metri sono caduti solo 20-30 cm di neve fresca da ottobre, con un deficit del 60-65% rispetto alla media, tanto per fare un esempio.

Fonte: ANSA

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La Giunta regionale del Veneto ha individuato le aree e i siti “non idonei” all’installazione di impianti fotovoltaici a terra. Un fovolprovvedimento grandemente atteso da “cittadini e aziende", ha sottolineato l’assessore regionale ai lavori pubblici e all’energia, Massimo Giorgetti, e che “sarà ora sottoposto alla valutazione della Commissione consiliare competente, in considerazione del fatto che lo strumento normativo ultimo con il quale dovranno essere definite le aree e i siti non idonei all’installazione degli impianti è il Piano Energetico Regionale, la cui approvazione è di competenza del Consiglio regionale”.

“Il nostro obiettivo – ha spiegato Giorgetti – è rendere il più agevole, snello e veloce possibile l’iter di autorizzazione alla costruzione e all’esercizio degli impianti da fonti rinnovabili, offrendo agli operatori un quadro certo e chiaro di riferimento”. Non idonee, pertanto, a questo tipo di installazioni, “in base poi anche alle diverse tipologie di impianti e alle loro dimensioni, - ha proseguito l’assessore veneto - sono quelle aree particolarmente vulnerabili alle trasformazioni, aree di pregio ambientale e storico-artistico, da tutelare per la loro peculiarità in tema di tradizioni agroalimentari locali, biodiversità e paesaggio rurale”. Più nel dettaglio, i siti considerati incompatibili al fotovoltaico a terra sono: “i siti dell’Unesco; le zone umide di importanza internazionale designate ai sensi della Convenzione di Ramsar; la Rete Natura 2000; i territori inseriti nell’elenco delle aree naturali protette; le aree agricole interessate da produzioni agroalimentari di qualità (produzioni biologiche, Dop, Igp, Doc, Docg, produzioni tradizionali); le aree ad elevata utilizzazione agricola, individuate dal Ptrc”.

Secondo le disposizioni della Giunta veneta gli impianti di potenza fino a 6 kW sono esclusi da questi vincoli in quanto rientrano nella categoria dell’autoconsumo. Inoltre, si prevede l’istituzione di uno specifico Registro regionale delle superfici interessate alla realizzazione di impianti solari fotovoltaici con moduli collocati a terra.

Fonte : http://www.zeroemission.tv

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Il Maltempo si sposta a Sud e la protezione Civile ha diramato un allerta meteo che riguarda le estreme regioni meridionali ed in particolar modo la Sicilia e200212 domani la Calabria Ionica.

Ecco il bollettino diramato per la giornata di Martedì 21 Febbraio 2012

Precipitazioni Previste:

  • Da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, sui settori centro-orientali della Sicilia, su Calabria ionica e meridionale, su Basilicata ionica e sulla Puglia centro-meridionale, con quantitativi cumulati generalmente moderati;
  • sparse, anche a carattere di rovescio o temporale, sulle restanti zone di Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia con quantitativi cumulati da deboli a moderati;
  • da isolate a sparse, anche a carattere di rovescio, su Liguria, settori meridionali di Lombardia e Piemonte, su Appennino tosco-emiliano, Marche, Umbria orientale, Abruzzo, Molise, settori orientali del Lazio, Sardegna orientale e su Campania orientale e meridionale, con quantitativi cumulati deboli.

Quota neve:

  • residue fino al livello del mare sull’Emilia-Romagna e settori meridionali di Piemonte e Lombardia;
  • residue fino ai 200-300 metri sull’Appennino toscano e sull’entroterra ligure;
  • fino ai 500-700 metri su Marche, Umbria e Abruzzo;
  • fino agli 800-1000 metri sul Molise e Lazio.

Visibilità: ridotta nelle precipitazioni.

Temperature: senza variazioni di rilievo.

Venti: localmente forti da nord sulla Liguria e da nord-est sulla Toscana; tendenti a forti sud-orientali sulle zone ioniche. Raffiche nei temporali.

Mari: molto mossi il Mare di Sardegna, il Mar Ligure al largo, l’Adriatico centro-meridionale, il Canale di Sardegna e lo Ionio.

Ecco invece il bollettino diramato per la Giornata di Mercoledì 22 Febbraio200212 dopodomani

Precipitazioni Previste:

  • da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, sulla Sicilia centro-orientale e sulla Calabria centro-meridionale con quantitativi cumulati da moderati a puntualmente elevati;
  • sparse, anche a carattere di rovescio o temporale, sulle restanti zone di Sicilia e Calabria e su Basilicata e Sardegna sud-orientale con quantitativi cumulati generalmente moderati;
  • da isolate a sparse, anche a carattere di rovescio o temporale, sulle restanti zone della Sardegna, su Puglia, Abruzzo, Molise, e Campania orientale e meridionale con quantitativi cumulati deboli.

Quota neve: a quote di montagna al centro-sud.

Visibilità: ridotta nelle precipitazioni.

Temperature: senza variazioni di rilievo.

Venti: forti con rinforzi di burrasca dai quadranti orientali su Sicilia e settori ionici della Calabria; forti da est/nord-est sulle restanti regioni meridionali e sulla Sardegna. Raffiche nei temporali.

Mari: agitati o molto agitati i bacini meridionali, molto mossi i bacini centrali.

Fonte: www.protezionecivile.gov.it

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Dalla scorsa notte, soprattutto a partire dalla Mezzanotte, le precipitazioni in Veneto sono aumentate di intensità. Iniziate nel tardo pomeriggio di ieri lungo le coste Venete, col passare delle ore si sono estese a tutto il Veneto Orientale e alla Pianura Veneta lasciando scoperta SOLO la Zona del Baldo-Garda. Inizialmente le precipitazioni, sono risultate nevose solo a quote medio alte, ma con l'ingresso della bora da Trieste la quota neve è scesa di molto (fino a toccare alcuni fondo valle). In quota si registrano accumuli anche consistenti (30 cm) soprattutto nelle Prealpi Bellunesi e sulle Dolomiti. Attualmente sono segnalate nevicate da Belluno fino al Monte Tomba (VR). Le precipitazioni purtroppo dovrebbero esaurirsi rapidamente nel corso delle prossime ore lasciando spazio ad ampi spazi di sereno. Le temperature rimaranno "basse" fino a mercoledì ma poi una spinta anticiclonica porterà un caldo fuori stagione (fino a 10° ai 1500 metri) e questo farà si che la poca neve che sta cadendo oggi venga "mangiata".

Ecco alcune immagini della neve di oggi

Belluno

Prealpi Bellunesi

asiago

Asiago

cortina

Cortina D'Ampezzo

rifugio

Monte Tomba (VR)

 

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La novità rispetto agli altri giorni sta nel fatto che oggi anche il Nord-Est (soprattutto Veneto e Friuli) sarà interessato dall'ondata di mal tempo che Italia120212ormai non dà tregua al centro sud. Già ieri alcune zone del nord-est sono state interessate da precipitazioni nevose seppur deboli e con pochi accumuli (Caprino probabilmente è stata una delle più fortunate), ma il peggioramento odierno sembra essere più esteso ed in questo momento si segnalano nevicate diffuse (a tratti bufere) dal Friuli fino a Padova, in lento spostamento verso Ovest. In teoria il peggioramento in atto dovrebbe giungere in serata anche sulla Lombardia Orientale. A Trieste continua a soffiare la bora con raffiche oltre i 100km/h e le temperature rimarranno sotto lo zero ovunque per tutto il giorno. I maggiori accumuli nevosi sono attesi, ovviamente, in Emilia Romagna. Al Nord-Ovest si segnalano deboli nevicate iniziate la scorsa notte ma il tempo tenderà a migliorare molto velocemente. Le temperatura però sono le più rigide registrate al nord, con valori anche in pinura che hanno raggiunto i -10°/-11°.

Sulle regioni Tirreniche il cielo sarà a tratti sgombro da nubi ma non si escludono residue nevicate lungo le coste e i rilievi appenninici ma comunque, a parte l'Irpinia non dovrebbero esserci disagi, disagi che invece permangono anche per oggi su Marche, Abruzzo e Umbria. Sulle due Isole maggiori si avranno nevicate in Sardegna a caratte sparso anche a quote basse mentre in Sicilia la neve cadrà abbondante ma solo sui rilievi. Si potranno verificare forti temporali tra Sicilia e Calabria. Sul resto del sud il tempo sarà instabile con nevicate a quote basse e precipitazioni sparse.

 

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Era "nell'aria" e finalmente stavolta è arrivata. Ovviamente parlo della neve che è caduta oggi nella zona del Baldo/Garda e che ha visto i maggiori oggineveaccumuli nevosi concentrarsi nella zona di Caprino Veronese, Affi, e Baldo Orientale (in queste zone si va dai 5 ai 10 centimetri di manto nevoso). Nelle altre zone "limitrofe" (Valdadige, Valpolicella, Zona Lago) pur essendo nevicato l'accumulo a terra è stato davvero minimo. La neve è stata portata nella nostra zona dal vortice ciclonico che da ieri si è formato sul Mar Tirrreno poco a nord della Sardegna. Tale Vortice, nato a seguito dell'ingresso di Lucina sulla nostra Penisola, ha determinato forte mal tempo già da ieri su gran parte del centro/sud Italia risparmiando il Nord, ma oggi la sua ritornante più ad Est, è riuscita a convogliare verso il Nord-Est masse d'aria intabili e umide che ci hanno regalato la neve. Probabilmente la neve caduta a Caprino è stata più del previsto e se vogliamo cercare i motivi possiamo dire che:

  • Il Vortice suddetto è stato più lento del previsto a aspostarsi verso sud-est...anzi potrebbe concedere un bis, meno intenso già nella giornata di domani, 12 Febbraio.
  • L'aria umida ha favorito maggiori precipitazioni nelle zone suddette grazie al fenomeno dello stau, non è un caso che la maggior parte delle precipitazioni si siano avute quando l'Umidità è immediatamente balzata dal 68% al 92% (attorno alle 12.30 a Caprino) e il vento abbia avuto le sue raffiche maggiori provenienti da sud-est.
  • Abbiamo avuto culo :-)

Se effettivamente i motivi siano stati quelli appena descritti, è difficile da sapere, ma sta di fatto che la giornata di oggi, per un amante delle neve, non è andata male anzi... soprattutto quando attorno alle 14.00 i fiocchi sono cominciati a cadere più grossi e più fitti (in 30 minuti 3 cm di neve fresca) per un nevofilo è stata l'apoteosi :-). Lo spettacolo è continuato fino alle 17 e al termine, Caprino si è ritrovata ricoperta da 4/6 cm di neve...non male no? Vediamo se adesso concederà il Bis domani... ma per ora godetevi questo video:

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Di seguito l'allerta meteo diramato alle ore 13 dall'ARPA VENETO su segnalazione del Dipartimento per la Sicurezza del Territorio e ct2ddel Centro Meteorologico di Teolo

ATTENZIONE METEO
Fino a sabato sera Bora forte in quota, sulla costa e sulla pianura limitrofa, in successiva attenuazione. Da sabato pomeriggio alle prime ore di lunedì sarà probabile qualche debole nevicata anche in pianura, con varie significative pause; accumuli al più di 1-5 cm, solo localmente 5-15 cm sulla pianura meridionale, nonchè occasionalmente sulla fascia pedemontana e prealpina centro-occidentale.

Fonte : http://www.arpa.veneto.it

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Di seguito l'allerta meteo diramato alle ore 13 dall'ARPA VENETO su segnalazione del Dipartimento per la Sicurezza del Territorio e ct2del Centro Meteorologico di Teolo

ATTENZIONE METEO:
Fino a sabato sera Bora forte in quota, sulla costa e sulla pianura limitrofa, in parziale attenuazione domenica. Sabato nevicate anche in pianura; probabili accumuli generalmente di 1-5 cm, possibili locali massimi di 5-15 cm sulla pianura meridionale e occasionalmente sulla fascia pedemontana e prealpina centro-occidentale. Domenica probabili modeste nevicate specie verso sera, la cui entità sarà oggetto di successivi aggiornamenti.

Fonte : http://www.arpa.veneto.it

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Buongiorno a tutti

Prosegue anche per oggi questa spiccata fase invernale per il bacino del mediterraneo sud orientale e di consenguenza per gran parte della nostra penisola. La Italia070212profonda depressione originatasi nella giornata di ieri sul Mar Ionio, sta contribuendo a rendere il tempo instabile e molto perturbato soprattutto sulle estreme regioni meridionali e le regioni Adriatiche fino al Veneto.

Ma vediamo nel dettaglio cosa ci si deve attendere dalla giornata di oggi. Sul Nord-Ovest e sulle regioni tirreniche il tempo per oggi dovrebbe mantenersi privo di precipitazioni anche se i cieli potranno risultare a tratti coperti. Solo dalla serata alcune deboli nevicate potranno estendersi fin sulla Lombardia e il Basso Piemonte. Ho parlato di Nevicate in quanto le temperature al Nord-Ovest sono state, e lo sono tutt'ora, degne delle steppe russe, con valori fino a -20° nelle vallate ma in pianura le temperature minime sono state mediamente attorno ai -15°. Neve a quote basse potrebbe interessare anche la Sardegna o comunque a quote attorno ai 100/200 metri. Sulla Sicilia e la Calabria la neve potrebbe cadere a quote più elevate a causa sel richiamo di correnti più calde da sud (non si esclude che in Sicilia si possano raggiungere anche valori superiori ai 10/15° nel corso della giornata). Sulla Puglia, la Basilicata e tutte le regioni Adriatiche invece la neve cadrà, a tratti copiosa, fin sulle coste per le correnti orientali innescate dal vortice depressionario sullo Ionio. Anche in Emilia nevicherà ma in modo "sparso" e più deciso lungo le coste della Romagna. Per il Nord-Est invece le precipitazioni saranno nevose e più intense sul basso veneto, anche se deboli fioccate potranno verificarsi fin sulle prealpi. Più "riparato" il Trentino Alto Adige. Domani il tempo migliorerà rapidamente in attesa di un nuovo marcato peggioramento da giovedì sera che, dopo un momentaneo rialzo termico, riporterà le temperature a valori decisamente bassi  e la neve potrebbe finalmente colpire in modo deciso anche il Veneto.

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