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Mon09162019

Last update

Veneto e Friuli Venezia Giulia metteranno in campo azioni comuni per affrontare la grave situazione di siccita' che sta attanagliando il siccita1Nordest. A tal fine sono stati attivati dei tavoli tecnici che nel giro di qualche giorno predisporranno una serie di indicazioni operative per consentire il massimo accumulo di acqua negli invasi e un sensibile contenimento dei consumi per tutte le utilizzazioni, da quelle irrigue a quelle domestiche.

La strategia di collaborazione e' stata messa a punto oggi nel corso di un incontro a Palazzo Balbi a Venezia, presieduto dall'assessore regionale veneto all'ambiente Maurizio Conte e dal Vicepresidente e assessore all'ambiente della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia Luca Ciriani, insieme a Roberto Casarin segretario dell'Autorita' di bacino dell'Alto Adriatico e segretario generale dell'Autorita' di bacino del fiume Adige.

All'incontro hanno partecipato, tra gli altri, i rappresentanti degli enti gestori dei serbatoi idrici delle due regioni e dei consorzi di bonifica. In assenza di precipitazioni e in mancanza dell'apporto dello scioglimento della neve in montagna, che quest'anno ha visto un calo del 70-80% rispetto alla media, i volumi idrici degli invasi e delle falde acquifere stanno toccando i valori piu' bassi degli ultimi anni, creando uno stato di grave siccita' che occorre affrontare, in considerazione anche dell'avvicinarsi della stagione irrigua in agricoltura. ''Ci troviamo in una situazione particolarmente pesante - ha detto l'assessore Conte - e insieme al Friuli Venezia Giulia abbiano deciso di mettere in atto azioni comuni, perche' c'e' la necessita' di individuare con tempestivita' misure concrete di risparmio idrico per superare l'emergenza''. ''Abbiamo concordato sulla necessita' di metterci insieme - ha sottolineato da parte sua Ciriani - per affrontare il problema in maniera coordinata, in un clima di collaborazione che consenta l'adozione di indicazioni operative piu' incisive per razionalizzare le risorse disponibili idriche. Torneremo a riunirci tra una quindicina di giorni per la verifica''. In linea di massima, le linee di indirizzo su cui stanno lavorando i tecnici riguardano come intervenire per mantenere l'acqua nei bacini montani, immagazzinare l'acqua anche in pianura, ridurre gli usi irrigui e contemperare anche l'uso dell'acqua ai fini della produzione di energia.

Fonte: ADNKRONOS

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I bacini montani sono a secco: si parla del 70% di precipitazioni in meno rispetto alla media, torrenti in secca, laghi alpini ridotti a un terzo pesci mortidel normale e ghiacciai destinati a ridursi. E’ allarmante la situazione creatasi sulle Alpi per le scarse precipitazioni di questo strano inverno. E il problema “turistico” dovuto alla mancanza di neve nei comprensori sciistici passa in secondo piano rispetto alla preoccupazione per le riserve idriche: si teme una vera crisi idrica nei mesi a venire, sia nel campo civile che agricolo.

Sono molti gli enti che nei giorni scorsi hanno parlato di un vero e proprio allarme siccità, dalla Coldiretti all’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni, dal Cnr alle associazioni locali di pescatori e agricoltori. Secondo il Cnr, questo febbraio al Nord c’è stato il 62 per cento di precipitazioni in meno rispetto alla media, un deficit che raggiunge localmente il 70-80 per cento tra Lombardia, Trentino, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Toscana con il bacino dell’Arno in condizioni senza precedenti. Nei primi due mesi dell’anno in Veneto sono caduti solo 20 millimetri di pioggia quando la media è di 46.

“I grandi laghi di Como, Maggiore e Garda sono tra i 20 ed i 50 centimetri al di sotto del livello medio del periodo – denuncia la Coldiretti -. La situazione e’ particolarmente preoccupante dove è caduta poca neve come in Veneto e Toscana. In difficoltà, al momento, c’è il grano ma con la ripresa vegetativa favorita dal caldo potrebbe soffrire anche le piante da frutta. Si spera dunque nell’annunciato arrivo delle attese nevicate sull’arco alpino e della pioggia”.

La scarsità di precipitazioni – lontano dall’essere appianata con le poche gocce di neve e pioggia cadute ad inizio settimana, è aggravata dagli sbalzi termici che nel mese di febbraio hanno toccato valori record e mettono a rischio la fioritura. A preoccupare, però, è soprattutto il prosciugarsi dei serbatoi d’acqua in quota e la disponibilità idrica per l’irrigazione primaverile ed estiva.

Alcuni giorni fa i cittadini di Castione della Presolana, a Bergamo, sono stati invitati a “limitare l’utilizzo dell’acqua potabile agli usi domestici al fine di evitare possibili, seppur momentanee, carenze nell’erogazione”. Anche in Friuli Venezia Giulia si è registrato un forte abbassamento delle falde acquifere.
“I principali invasi del fiume Piave (lago di Pieve di Cadore, lago del Mis, lago di Santa Croce) sono ad un terzo della capacità – spiega l’Anbi -; una situazione analoga si registra lungo il fiume Brenta, che va a completare un quadro generale che, dall’inizio dell’anno, segnala indicativamente riserve idriche inferiori del 10% rispetto alla media. Nel lago Centro Cadore e’ stata addirittura verificata una moria eccezionale di pesci”.

La moria di pesci nel lago di Centro Cadore è stata denunciata dai pescatori del luogo, che parlano di un livello del lago mai così basso dal 2003 ad oggi. Si parla di quintali di lucci e carpe morti sui fondali, a causa dell’acqua in continuo abbassamento: i pesci restano intrappolati in pozze che che si ghiacciano totalmente.

“Tutta la provincia soffre una situazione di siccità – ha detto il sindaco di Calalzo, Luca De Carlo -. Siamo preoccupati per i prelievi che vengono fatti dal lago dalla società idroelettrica. La situazione di questi giorni è anomala e tipica della stagione estiva, non di quella consueta in questo mese. Non c’è da star tranquilli per quanto ci si prospetta nei prossimi mesi. L’inverno è già stato difficile per le nostre attività e ora l’estate vedrà purtroppo acuirsi la crisi”.

In tutte le valli alpine, insomma, crescono i timori per l’emergenza idrica, che già sta colpendo alcuni piccoli comuni dove le autobotti hanno dovuto portare acqua. L’intenzione è quella di aprire un confronto tra associazioni, enti territoriali e gestori delle centrali idroelettriche al fine di prevenire un’eventuale situazione d’emergenza nei prossimi mesi.

Fonte : http://www.montagna.tv

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Ormai è certo che a partire da domenica il Nord Italia  e di conseguenza anche il Triveneto, sarà interessato dal maltempo. Ci aspettano 3 siccitagiorni "uggiosi" con cielo coperto e precipitazioni sparse a tratti moderate e la neve che mertedì potrebbe imbiancare alcuni tratti pianeggianti. La cosa buffa è che ho già sentito dire frasi tipo "purtroppo tornerà la pioggia", "purtroppo domenica pioverà", "attenzione tornerà il maltempo" etc. etc. ma io dico, si può essere più "sciocchi" (per non dire altro)? Evidentemente ste persone (tra cui anche qualche conduttore meteo televisivo) non sà che sul Triveneto in pratica sono 6 mesi che non fa una pioggia decente e che quindi la situazione è critica, non tragica, ma sicuramente siamo al limite.

La situazione è peggiorata rispetto a un mese fa, ma non è ancora allarme. Sicuramente si devono evitare catastrofismi... Per il momento. Ma che la falde si siano abbassate e che nei bacini montani vi sia sempre meno acqua è ormai un dato di fatto nel Friuli occidentale, in Veneto e nel Trentino. Il motivo di questa situazione deficitaria è la scarsità di precipitazioni, situazione che si protrae ormai da mesi e sembra che, nonostante la pioggia dei prossimi giorni, il meccanismo Atlantico si sia inceppato e questo è "deleterio" per le speranze piovose per il nord Italia. La poca pioggia caduta e l'assenza di neve hanno ripercussioni dirette sul carico idrico. Ovviamente la speranza è che entro metà marzo si possa invertire tale tendenza negativa, perchè se ciò non dovesse accadere sarebbero guai seri, e non solo per il settore agricolo....ma stando alle ultime emissioni modellistiche, dopo la pioggia dei prossimi giorni non si vede nulla almeno fino al 15 del mese. Se come sperano in molti, agricoltori in primis, tra marzo e aprile ci saranno precipitazioni abbondanti in grado di "riequilibrare" le riserve idriche non ci saranno problemi, ma se questo non accadrà allora, scusate il francesismo, saranno "ca**i".

Ci sono molte analogie con il 1993: dopo mesi con scarse precipitazioni arrivò una primavera con intense piogge riequilibrò i livelli idrici, facendo rientrare l’allarme siccità. Una situazione che potrebbe ripresentarsi quest’anno ed è quindi consigliabile attendere prima di lanciare allarmismi. Prima di chiudere però alcuni numeri molto significativi che dovrebbero far riflettere chi vede le prossime precipitazioni come la lebbra...tra settembre 2011 e gennaio 2012 le precipitazioni sono state del 40 percento inferiori alla media del periodo 1995-2009 e del 60 percento rispetto allo stesso perdiodo del 2010 e i dati delle falde non incoraggiano infatti in quasi tutto il Triveneto si registrano abbassamenti, rispetto allo scorso anno, tra i 4 e i 14 metri. Le conseguenze? le lascio immaginare a chi odia la pioggia :-)

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roccaforteL'immagine a sinistra, mostra le temperature registrate alle 18 dalla rete meteo di LineaMeteo. Come possiamo vedere spiccano su tutti due colori il Verde e il Blu ... se andiamo nel dettaglio possiamo vedere che al Verde corrispondono temperature al di sopra degli 8/10° (se poi arriviamo al giallo parliamo addirittura di 15°!) e al blu corrispondono temperature negative o comunque al di sotto dei 3° ...

E' evidente che è ancora il Nord-Est ad essere alle prese con "il cuscino freddo" che si è accumulato al suolo nei giorni scorsi e che la nebbia è riuscita a mantenere, nonostante l'aria gelida abbia smesso di fluire sull'Italia già dalla giornata di ieri...eh, cosa ci combina questa inversione termica!!. Sul resto del nord invece le temperature sono schizzate in alto in pochissime ore, merito del Foehn che, anche se in ritardo, è giunto come previsto a "spazzare" la Pianura Padana, togliendo di torno le nebbie, rialzando le temperature, abbassando di molto i valori dell'umidità ma soprattutto, e questo forse è il vantaggio maggiore, è giunto a smuovere l'aria disperdendo un po' di polveri sottili.

Il foehn ha iniziato a "depurare" l'aria gia dalla mattinata sul Piemonte (ricordate che questa mattina avevo segnalato i quasi 16 gradi di Pinerolo??), dal pomeriggio poi è toccato al resto della pianura padana centro occidentale con Milano che ha raggiunto temperature superiori ai 10°... insomma mentre da noi eravamo alle prese con un'altra fredda giornata (anche se a dire il vero il sole si è visto e la temperatura è arrivata a 5°) il Nord-Ovest viveva un'altra giornata primaverile di questo inverno...ah e il resto dell'Italia?... li non è stato il Foehn ma l'altantico la causa, ma anche li le temperature sono state piuttosto primaverili con quasi tutte le località con temperature che hanno superato i 10°.

I venti attualmente sono sostenuti sul Nord Ovest e sulla Sardegna ma anche su alcune zone appenniche sui versanti adriatici...tra i valori più alti misurati alla 18 spiccano i 43Km/h misurati nella zona di Pinerolo....già da stasera il Foehn dovrebbe comunque giungere anche sul Triveneto ponendo fine alle nebbie e ripulendo l'aria...è infatti possibile notare dalle immagini in calce al post, come le temperature in alta Valdadige sianodi qualche grado superiori rispetto alla bassa pianura, segno che la, in Alto Adige (oltre alla neve di sconfinamento) il foehn è già arrivato!

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