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Sat09192020

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Meteo for Dummies

Meteo for Dummies (69)

meteofodMolti parlano di Meteorologia, ma pochi ne sanno davvero qualcosa... in questa sezione del sito troverai spiegati molti "concetti" apparentemente semplici ma che però racchiudono degli aspetti spesso sconosciuti. Una guida "for Dummies" scritta da un "Dummies" che vi introdurrà in modo semplice nel fantastico mondo della Meteorologia!!

Wednesday, 08 February 2012 09:39

Leggende sulla Neve - Nevica con +10°...possibile???

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Giovedì 22 Dicembre 2011 a Salerno è successo un fatto davvero strano. Molti testimoni hanno assicurato, giurato e spergiurato che nel corso della giornata è calibro-di-temperatura-nella-neve-thumb17989061iniziata a cadare una fitta nevicata su alcuni quartieri della città campana. Nulla di strano direte voi, siamo in dicembre è pur sempre inverno e la neve si sà, se non cade in inverno, quando può cadere? Tutto giusto, la cosa strana infatti non era ne la "location" nel il periodo... la cosa strana era la temperatura : +10°... si avete capito bene DICECI GRADI SOPRA LO ZERO. Ovviamente sui forum dedicati al meteo questa notizia ha fatto pensare al fatto che la precipitazione fosse di altro tipo (es. Gragnola, o grandine) ma alla fine si è convenuto (prove alla mano) che effettivamente fosse neve.. ma che forse la temperatura era più bassa e compresa tra i +5° e i +7°..

Questa premessa per discutere del motivo per cui la neve, in determinate condizioni, possa cadere anche quando le temperature sono di molti gradi sopra lo zero. Molto spesso si tende a dare come risposta a questo strano fenomeno al fatto che nel corso dei fenomeni (e limitatamente alla zona in cui questi si manifestano) vi siano dei "riversamenti" al suolo, di aria fredda presente in quota, a causa delle precipitazioni, ossia i fenomeni precipitativi  sono così "intensi" da trascinare con sè anche il freddo, favorendo quindi la formazione dell neve. Questa ipotesi traballa in quanto, riversamenti di questo tipo, si hanno solo con precipitazioni a carattere di rovescio date da nubi a sviluppo connettivo, che sono quelle che possono dare il via a fenomeni di updraft e downburst...e questo tipo di nubi sono tipiche dei temporali estivi e difficilmente si verificano nel corso dell'inverno.

Il vero motivo percui può nevicare anche con 10° sopra lo zero ve lo provo a spiegare con un esempio. Supponiamo che al suolo la temperatura non sia prossima allo zero, ma superiore, per non fare gli sboroni diciamo che ci sono 5°. In quota vi siano le condizioni giuste affinchè si possano formare i cristalli di neve e che quindi essi possano iniziare a cadere. Ovviamente se succede questo, iniziando a cadere almeno inizialmente il fiocco incontrerà temperature che sono al di sotto del grado di congelamento, ma mano a mano che si avvicinerà al suolo, le temperature inizieranno a diventare positive e questo porterà allo scioglimento del fiocco che a questo punto dovrebbe arrivare a terra sotto forma di pioggia. Tutto vero se l'umidità dell'aria è molto elevata. Infatti, nel caso in cui il fiocco inizia a sciogliersi all'interno di uno strato d'aria molto secca, l'acqua del fiocco che inizierà a sciogliersi tenderà ad evaporare invece di rimanere allo stato liquido. Per uno dei principi della termodinamica, l'evaporazione dell'acqua rilasciata dal fiocco nel corso della discesa, provocherà un raffreddamewetbulb-fnto del fiocco stesso che a questo punto potrebbe giungere fino al suolo sotto forma di neve.  La condizione per cui questo possa accadere è che la temperatura raggiunta dal fiocco a seguito dell'evaporazione (chiamata in gergo WET BULB o Temperatura del Bulbo Umido) sia inferiore alla temperatura di congelamento (ossia la temperature del fiocco diventi negativa). Chi possiede una stazione meteorologica non per forza professionale, potrà accorgersi che il Wet Bulb è una tempratura che solitamente sta tra la temperatura dell'aria e la temperatura di rugiada (dew point ossia la temperatura alla quale, a pressione costante, l'aria si satura di vapore acqueo)...questo ci porta a dire che :

  • con dew point positivo sicuramente non nevicherà
  • con temperatura dell'aria positiva ma wet bulb negativo, in caso di precipitazioni potrebbe anche nevicare (la tabella allegata al posta mostra appunto la relazione tra la temperatura dell'Aria, la pressione, il wet bulb e la qualità della neve che potrebbe cadere)

Quindi, la prossima volta che sentirete qualcuno dire "fa troppo caldo per nevicare" voi potrete controbattere chiedendo..."hai verificato il wet bulb prima di esserne certo???" :-DDDD


 

Monday, 06 February 2012 22:43

Dopo il Burian, il Blizzard... ma cos'è???

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Con il termine di BLIZZARD si vuole descrivere dei fenomeni meteorologici tipicamente invernali molto pericolosi, caratterizzati principalmente da intense nevicate, vento forte, freddo con temperature anche molto al di sotto dello zero e visibilità ridotta. Spesso possono essere confusi con delle "normali " tempeste blizzard-4di neve ed esistono diversi criteri riconosciuti (ma non normati e quindi non uniformati) per definire cosa è un Blizzard e cosa non lo è. Ad esempio, il Servizio Meteorologico Canadese, classifica una tempesta di Neve come blizzard se:

  • La visibilità nei luoghi interessati dalla tempesta, è inferiore al chilometro.
  • I venti soffiano a più di 40 km/h.
  • La temperatura percepita a causa del vento è inferiore a −25 °C (si chiama windchill)
  • hanno una durata di almeno 4 ore

Tali parameti diventano più restrittivi in Europa, dove il Servizio Meterorologico Inglese classifica la tempesta come blizzard se:

  • I venti soffiano a più di 50 km/h.
  • La visibilità è inferiore ai 200 metri
  • Le precipitazioni nevose presentano un'intensità tra moderato e forte

Le regioni maggiormente interessate a questo tipo di fenomeno sono le steppe Russe, l'America del Nord ed in particolare il Canada ed in Europa soprattutto le Isole Britanniche e la Scandinavia. Nel momento di "massima intensità" il Blizzard può ridurre a zero la visibilità e a causa del forte vento la neve che cade, non viene distribuita uniformemente, per tale motivo nelle aree colpite dal Blizzard, vi possono essere accumuli di neve "ridicoli" ma ance accumuli di neve di qualche metro. Possono assumente connotati simili ad un uragano e per questo motivo poesosno anche essere molto pericolosi. Dal 2000 ad oggi i Blizzard "storici" sono stati:

  • Groundhog Day Blizzard of 2011
  • Dicembre 2010 North American blizzard
  • Terzo Blizzard del nord America nel 2010
  • Secondo Blizzard del nord America nel 2010
  • Primo Blizzard del nord America nel 2010
  • Febbraio  2007,  Tempesta invernale del nord America
  • Saskatchewan blizzard del 2007

Ma il Blizzard più disastroso, fu quello che si verifico in IRAN nel 1972 dove morirono circa 4000 persone. Vsta la pericolosità di un evento di questo tipo, esistono delle regole basilari che è opportuno seguire nel caso di Blizzard, e negli ultimi giorni in Italia di possibili eventi di questo tipo ne abbiamo avuti parecchi, ecco quindi un piccolo vademecum che potrebbe servire alle persone che vivono delle aree del centro italia sommerse dalla neve:

  • conservare una buona scorta di combustibile da riscaldamento e di cibo. Se si viene avvisati del pericolo blizzard in tempo utile, fare scorta benzina o gasolio e cibo. Includere cibi che non hanno bisogno di essere cotti in caso vi sia mancanza di energia.
  • Assicurarsi che gli animali siano protetti, fornendo loro abbondanza di cibo e acqua prima che la tempesta raggiunga il pieno vigore.
  • Non rimanere all’aperto e non uscire se si è al riparo, si può facilmente perdere l’orientamento con la neve che acceca a causa della forza del vento e della scarsa visibilità. Se si deve uscire per forza maggiore, assicurarsi il capo di una corda alla casa e l’altro attorno alla vita per ritrovare la via di ritorno. Se si raggiunge un’altra casa, legare fermamente la corda a quest’ultima.
  • Attendere la fine del blizzard al riparo. Queste tempeste possono durare anche giorni.
  • Prepararsi in caso di mancanza di energia elettrica, controllando le pile delle apparecchiature a batteria come torce e radio portatili prima che la tempesta colpisca.
  • Fare attenzione al rischio d’incendio dovuto a stufe surriscaldate, caminetti, caldaie.
  • Usare la massima attenzione nelle operazioni di spalatura dopo la tormenta. È un lavoro estremamente faticoso e duro specialmente per chi non è in perfette condizioni fisiche e può portare addirittura ad attacchi cardiaci.
  • Conservare una giusta dose di medicinali nel caso qualcuno si senta male durante la tempesta, e soprattutto se si soffre di una qualche patologia.

Per concludere quindi il Blizzard  e Burian sono molto simili (anche se il Burian è tipico Russo) ma mentre con il Burian non è detto che nevichi, con il Blizzard invece la certezza ella neve, è pari al 100% :-)

 

 

Quando ci si "imbatte" in una nevicata "strana" come quella che ha interessato la zona del Garda tra Lazise e Torri del Benaco (vedi immagine) nella notte scorsa lakeeffecte nella mattinata di oggi si cerca sempre di capirne i motivi provando a fare delle ipotesi, magari suggestive. Ed è quello che voglio provare a fare in questo articolo.

Che la neve fosse prevista nella nostra zona è fuori di dubbio. Tutti i modelli matematici di previsione avevano dato come certo che sul Nord-Est si potessero verificare tra Sabato notte e Domenica mattina delle DEBOLI nevicate che avrebbero interessato quasi tutte le Prealpi Venete e parte della Pianura Padana Veneta. Gli accumuli previsti però erano molto limitati (qualche centimetro) in quanto il "nocciolo" dell'instabilità era posizionato molto a sud, grosso modo tra il Lazio e l'Abruzzo, e quindi le nostre zone, pur essendo interessate dalla "rotazione" della depressione, avrebbero potuto ricevere solo le briciole. In effetti così è stato, nel senso che, se escludiamo il Friuli che è stato completamente "saltato" in molte zone del basso Veneto e del Mantovano, ieri sera hanno iniziato a vedere qualche spolverata di neve.

E' andata diversamente invece per una zona molto ristretta compresa tra i paesi di Torre del Benaco e Lazise (lungo la sponda Veronese del Garda) e alcuni lagodigardapaesi nelle vicinanze, come ad esempio Calmasino, Cavaion, i parte Affi, Albarè e Castion, dove il manto nevoso è stato MOLTO più cospicuo del previsto: mediamente 15/20 cm di neve al suolo...ma in alcune zone qualcosa di più. La cosa davvero strana è che mentre a Caprino Veronese (5 Km in linea d'aria da Garda, splendeva il sole, nelle zone suddette la nevicata in atto era "impetuosa".

In mattinata mi sono recato nella zona interessata dalle nevicate ed ho potuto "misurare" tre cose:

  • Temperatura di -6° in tutte le zone interessate dalla nevicata
  • Umidità  che mediamente variava dal 92% al 95%
  • Vento con raffiche da 15 a 20 Km/h proveniente da Nord-Ovest

La neve cadeva piuttosto incessantemente con fiocchi di medie dimensioni e fitti. Quando sono rientrato a Caprino (nel frattempo qualche fiocco aveva cominciato a cadere anche li) ho potuto verificare che:

  • La temperatura era di -3° leggermente più alta rispetto a Garda
  • il Vento era piuttosto debole
  • L'umidità era notevolmente più bassa (nonostante in quel momento nevicasse) rispetto alle zone "più colpite" dalla nevicata 

Al di la del fatto che potrebbe anche essere che su quella zona insistesse una instabilità più "generosa" rispetto alle zone limitrofe, quello che mi è sembrato strano era la disposizione "strana delle precipitazioni". La neve praticamente scompariva nella zone della Valdadige per poi riapparire in Valpolicella. Inoltre il garda1valore dell'umidità molto più alto nelle zone soggette alla nevicata e la disposizione del vento, mi hanno portato ad ipotizzare che la nevicata così forte fosse da attribuirsi a cosiddetto "lake effect" .

Ma in cosa consiste questo "effetto lago"? Si tratta di un fenomeno molto comunue nei pressi dei Grandi Laghi Americani. Quando gelide e asciutte correnti polari (che nel nostro caso invece sono siberiane), provenienti il più delle volte da nord o nordovest,  scorrono al di sopra delle acque relativamente più calde di un Lago, può accadere che dal lago stesso, venga "risucchiata" l'aria più mite e umida che ristagna solitamente al di sopra di un bacino lacustre. Tale "risucchio" porta alla formazione di nubi molto alte e cariche di instabilità. Quando tali nubi, giungono lungo le coste sottovento possono portare a vere e proprie tormente di neve. Il principio dell'effetto lago è del tutto simile a quello che accade in estate con i temporali, infatti in quel caso, quando una massa d'aria "fredda" scivola ad esempio sulla Pianura Padana, da quest'ultima si solleva l'aria calda e umida accumulata nei bassi strati e questo determina la formazione dei cumulonembi ossia le classiche nubi temporalesche. I temporali, come tutti sanno, non colpiscono "uniformemente" una zona, ma colpiscono solo le zone e così accade anche per le nubi da effetto lago.

Quindi secondo questa "teoria" oggi nella zona del garda cosa è accaduto? Beh i venti provenienti da Nord-Ovest hanno convogliato sul lago di Garda unagarda2 massa d'aria fredda (e in questi giorni di aria fredda ce n'è a sufficienza...) che nell'attraversare la parte sud del lago (la più larga) è riuscita a risucchiare l'aria più calda presente sulla superfice e a portare alla formazione delle nubi che una volta arrivate lungo le coste Veronesi (nei pressi delle località sopra citate) hanno determinato le forti nevicate ma ovviamente tali nevicate non si sono estese molto in quanto, come per i temporali, l'effetto lago svanisce nel momento in cui le condizioni atmosferiche non sono più "favorevoli" alla sua formazione. Ad esempio secondo me le nevicate non ci sono state nella parte "alta" della sponda veronese perchè il tratto di lago che la massa d'aria fredda ha attraversato, era così stretto che non ha consentito la formazione delle nubi lungo le coste, ma come è accaduto, per l'effetto dello Stau ha consento alla neve di cadere sul Monte Baldo.

Come dicevo all'inizio la mia è solo un'ipotesi che però, viste le condizioni a contorno potrebbe anche essere che questa "strampalata" ipotesi abbia un fondo di verità :-) ... intanto però lo spettacolo che ha regalato è stato impagabile!

Thursday, 02 February 2012 22:39

L'effetto albedo, l'amico del freddo...

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Lo stiamo dicendo da giorni: Nelle prossime ore sull'Italia farà il suo ingresso un nocciolo d'aria gelida proveniente dalla Siberia, albedoche causerà il crollo le temperature a valori minimi negativi anche di due cifre in pianura... i -10° saranno possibili anche negli spazi aperti a Caprino ad esempio. Oltre a questo "ingresso" però, nelle zone che risultano innevate, le temperature potrebbero subire un ulteriore calo per quello che viene definito "l'effetto albedo"... ma in cosa consiste precisamente questo fenomeno? Perchè riesce a "raffreddare" il suolo anche quando le masse d'aria nei bassi strati non sono poi così fredde?

Per capire in cosa consiste l'effetto albedo, è prima di tutto necessario sapere cosa si intende per albedo. Il nome deriva dal latino albēdo (bianchezza) o da album (bianco), e viene usato per "misuare" la quantità di radiazione incidente su di una superficie che viene "rispedita al mittente" dalla superfice stessa. In pratica ogni superfice che viene colpita da una "radiazione" (ad esempio la luce) tende a riflettere in ogni direzione la suddetta radiazione... il principio è identico a quello che succede quando una palla colpisce un pavimento...essa (la palla) viene rispedita in aria (riflessa) dal pavimento.... in questo caso si direbbe che l'albedo del pavimeno nei confronti della palla è di 1 o del 100%. L'albedo varia da superficie a superficie e dal tipo di radiazione che si sta prendendo in considerazione e il suo valore varia da 0 (o 0%) quando una superfice assorbe senza riflettere tutta la radiazione, a 1 (100%) quando la radiazione viene riflessa completamente.  Superfici di colore scuro hanno un albedo molto basso, superfici più chiare hanno albedo alto...ecco perchè spesso è preferibile vestirsi con solori scuri in inverno mentre per l'estate vanno meglio indumenti di colore chiaro.

Quando in meteorologia si parla di effetto albedo, il tipo di radiazione a cui si fa riferimento è la luce del sole e la superfice è ovviamente il terreno... innevato però! Chi mastica un po' di meteorologia sa che durante il giorno il terreno assorbe quasi completamente la luce proveniente dal sole (albedo basso del terreno) per poi "rilasciarla" sotto forma di calore consentendo all'aria sovrastante il terreno di riscaldarsi. Nelle notti nuvolose il calore disperso tende a ristagnare perchè le nuvole impediscono la sua dispersione, mentre nelle notti prive di nubi il calore tenderà a disperdersi nello spazio favorendo la diminuzione delle temperature minime. A questo punto abbiamo tutti gli elementi per comprendere cosa è l'effetto albedo che si avrà nel corso delle prossime notti.

Infatti, oltre al fatto che:

  • sta arrivado un nocciolo gelido che già di suo abbasserà le temperature
  • il cielo tenderà a rasserenarsi soprattutto al nord nei prossimi giorni

siamo nella condizione in cui, grazie alle copiose nevicate di questi giorni, gran parte del centro nord Italia è ricoperto da uno strato di neve (a tratti consistenti). L'albedo della neve è di 0.9 ossia è in grado di riflettere immediatamente il 90% della luce che riceve. Questo significa che i terreni innevati assorbono solo il 10% della luce solare e quindi disperderanno solo il 10% del calore che disperderebbero se non fossero ricoperti di neve. Se oltre alla presenza del manto nevoso, si ha un cielo sereno e l'assenza di vento le temperature minime nel corso della notte possono scendere anche di molti gradi.

Per dirlo in parole povere: la neve riflette la luce del sole, quindi il terreno non assorbe calore, quindi il calore non verrà disperso nella notte, quindi...farà freddo :-)

 

Friday, 27 January 2012 10:23

La Neve e le sue "razze"

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La settimana scorsa, abbiamo parlato del tipo di precipitazioni e abbiamo visto come, a livello internazionale, siano state codificate e "uniformate" nei nomi fioccoaffinchè tutti possano, senza pericolo di errori, conoscere le condizioni meteo in una determinata zona (Metar e Synop utilizzano delle codifiche standard per descrivere il meteo negli aereoporti o quello rilevato dalle stazioni meteorologiche sparse in giro per il mondo). Abbiamo visto che vengono universalmente riconosciute 4 tipologie principali di precipitazioni: Pioggia, Pioviggine, Grandine e Neve. Per la neve, se vi ricordate, avevo anticipato che ne esistono di diverse "razze", lo scopo di questo post è appunto quello di approfondire questo argomento :-)

Vediamo quindi in che "forme" si può presentare una precipitazione nevosa:

  • Cristalli di Neve - IC78 : Sono i singoli cristalli di ghiaccio che poi aggregandosi formano il fiocco di neve che noi siamo abituati a vedere. La dimensione del fiocco varia a seconda delle condizioni atmosferiche in cui la precipitazione nevosa di verifica.
  • Light Snow - S70: Si tratta spesso di fenomeni che vengono associati a deboli nevicate in cui i fiocchi risultano essere molto piccoli, La neve chimica o la neve da nebbia sono spesso considerate Nevischio vista l'esigua dimensione dei fiocchi...che spesso sono dei singoli cristalli che in presenza di un cuscino d'aria al suolo, molto freddo o secco, riescono a giungere fino a terra.
  • Pioggia mista a neve (acquaneve) - Non Codificato: Si tratta in pratica di una mix di gocce di pioggia e fiocchi di neve parzialmente fusi che raggiungono comunque il suolo (spesso quando si è in macchina la si riconosce perchè tende a "spiattellarsi" contro il parabrezza formando una sorta di "esplosione"... non so se mi sono spiegato :-)). Se un fiocco di neve che sta cadendo al suolo, attraversa uno strato d'aria più caldo inizia il processo di scioglimento, ma se lo strato è troppo sottile, o sotto di esso è presente uno strato d'aria più freddo che impedisca il completo scioglimento del fiocco di neve allora si parla di Pioggia mista a neve. Spesso la si può confondere con grandine molle o pioggia grossa.
  • Gragnola (o Graupel o snow pellets) - SP87: Solitamente sono forme di precipitazione che si formano all'interno di nubi convettive e che quindi sono più probabili nei mesi primaverili e soprattutto in montagna. Si tratta di palline di ghiaccio opaco che si formano quando piccole particelle di ghiaccio (cristalli, fiocchi etc.) nel loro processo di caduta, incontrano una nube sopraffusa (ossia contenente vapoer acqueo che pur essendo a temperature inferiori allo zero, permane nello stato liquido) e nel passaggio, "toccano" le goccie di vapore sopraffuse che gelano immediatamente e si uniscono alla particella di ghiaccio formando appunto la pallina.
  • Neve tonda (o Ice Pellets) - IP75: Possono sembrare simili nella forma alla gragnola, ma sono molto diverse invece nel modo in cui si formano. Quando un fiocco di neve attraversa uno strato d'aria calda inizia a fondere, se nel processo di caduta incontra una massa d'aria abbastanza spessa e fredda da consentire al fiocco di neve parzialmente fuso, di solidificarsi nuovamente, si formerà una pallina di ghiaccio leggera e trasparente e dal dimetro di circa 5mm che al contatto con il suolo tenderà a rimbalzare (non confondiamola ovviamente con la grandine).
  • Grani di Ghiaccio (Snow Grain) - SG77: Simili alla grandine e ai Pellets visti poco fa ma a differenza di loro non hanno un nucleo e sono completamente trasparenti. Essi si formano quando una goccia di pioggia attraversa uno strato d'aria così fredda da congelarla e farla arrivare a terra congelata. Solitamente deve essere lo strato d'aria adiacente a suolo a produrre il congelamento.

Ecco queste sono le "razze nevose" ovviamente la "Dama Bianca" è solo quella composta da fiocchi di cristalli di neve...ma in questo momento visto l'inverno che stiamo passando, ed essendo un amante della neve mi andrebbe bene una qualsiasi dei tipi appena visti.... a voi no?? :-)


 

 

Tuesday, 24 January 2012 12:15

L'Orso Russo: Il re del gelo!

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Modello ECMWF - ORSO RUSSODa qualche giorno chi segue un pochino le vicende meteorologiche o in televisione, in internet o anche sui quotidiani si trova spesso a leggere/sentire che le sorti di questo inverno anonimo sono tutte nelle mani dell'Anticiclone Russo-Siberiano...ma cos'è? e come mai è così importante da "determinare" il tempo fin da noi?

L'Orso Russo (così viene chiamato dagli amanti della meteorologia) è una figura anticiclonica (quindi di alta pressione) che si forma solitamente nei mesi invernali nella zona compresa tra la Russia Asiatica, la Mongolia e la Siberia. Si tratta quindi, di una altapressione termica di natura artico-continentale a cuore freddo, che solitamente se ne sta "rintanata" nelle pianure nord asiatiche e che determina, in quella regione, i picchi di gelo di cui sentiamo parlare e che ci lasciano a bocca aperta.

Il motivo per cui si forma tale figura barica dipende da alcuni fattori caratterizzanti la sua terra d'origine ossia, la scarsa insolazione che quelle terregfs-2012012406-1-240 subiscono nel corso dei mesi invernali (latitudine molto elevata) e l'enorme distanza dal mare: Tali fattori contribuiscono a far si che le temperature precipitino molto al di sotto dello zero. Cosa succede a questo punto? che i bassi strati atmosferici (dai 2500/3500 metri in giù) si raffreddano moltissimo e l'aria gelidà esendo "pesante" forma al suolo un esteso campo di alta pressione...perchè al suolo? perchè l'alta pressione non è presente su tutta la colonna d'aria che sovrasta la zona in cui questa figura barica si forma anzi a quote più elevate tende ad abbassarsi (come possiamo notare nell'ultima immagine allegata al post, dove a fronte di una pressione al suolo di 1045mbar, alla quota di 500hPa la pressione decrese notevolmente). L'arrivo della primavera ovviamente fa si che le condizioni necessarie alla sua formazione decadano e quindi l'Orso viene sostituito che figure di bassa pressione.

Quando in una zona è presente l'Anticiclone Russo le condizioni meteorologiche sono bene definite: clima molto secco e molto molto freddo. Attenzione però che in tali condizioni, l'orografia del territori può facilmente portare (per l'effetto del fenomeno dello Stau) ad abbondanti nevicate. La potenza dell'Orso la possiamo intuire con due solo dati:

  • Il record mondiale per la pressione più alta mai registrata al suolo spetta alla Mongolia con 1085.6hPa, registrata nel dicembre del  2001
  • Il record di freddo misurato in presenza dell'Orso invece è di -60° e fu registrato in diverse cittadine della Rusia Siberiana

Non c'è che dire...questa figura per gli amanti del freddo è l'ideale. Ovviamente essa è in grado di "controllare" la condizioni meteorologiche invernali in gran parte del territorio euroasiatico ma anche nelle immediate zone ad esso adiacenti è (purtroppo aggiungo io che sono un freddofilo fino al midollo)  però difficile che esso venga a "rompere le scatole" anche in Europa ma soprattutto fin sul mediterraneo. Questo perchè, come tutti sanno (o forse no ma ve lo dico ora) nell'Emisfero Settentrionale (quello in cui ci troviamo noi...) solitamente le masse d'aria seguono una direttrice di spostamento da Ovest verso Est...quindi è logico attendersi che (se la geografia non è un'opinione)  visto che "l'orso" si forma più ad Est di noi, esso debba disturbare più che altro Cina e Giappone che si trovano più ad Est...ma (perchè come dico spesso in meterorologia i ma ci sono sempre) in determinate circostanze (rare) può succedere che esso compia un moto retrogrado e che quindi dalle steppe siberiane si muova verso ovest andando ad interessare l'Europa Centrale e se ci va di culo anche il Mediterraneo.

Bene, sembra che nei prossimi gioECM1-240rni "i pianeti" si siano allineati, i tarocchi abbiano estratto la carta del gelo e il governo del mondo abbia deliberato affinchè le condizioni per un moto retrogrado dell'Orso ci siano tutte! Partiamo da lontanto per spiegare cosa potrebbe portare anche da noi il gelo... Lo abbiamo spesso sentito negli ultimi due mesi che "l'assenza dell'inverno" alle nostre latitudini era da ricercarsi nella forza del Vortice Polare. Esso è rimasto così forte che ha impedito al freddo di giungere fino a noi e non parlo solo dell'Orso ma anche delle "normali" colate artiche provenienti dalla Gronenlandia o dall'Islanda.  Qualche settimana fa il VP ha iniziato a subire un'attacco non indifferente da parte dello Stratwarming, ossia è iniziato un riscaldamento a livello Stratosferico che si è poi diffuso alla Troposfera (e già che questo accada non è sempre certo...ossia uno stratwarming accade quasi ogni inverno, ma perchè questo sia efficace deve poi estendersi anche alla quote inferiori...e questo non è detto che accada). Questo "caldo" ha fatto si che il VP si "dislocasse" dalla sua posizione iniziale e si splittasse in due lobi. Ovviamente questo cambia tutto lo scenario che ci ha "guidati" in questo inizio di inverno. Un VP meno forte consente alle Basse pressioni che prima stazionavano a latitudini elevate di scendere anche verso il Mediterraneo, ma soprattutto, all'Alta pressione delle Azzorre (che fino ad oggi ha rotto le palle sull'Europa Occidentale e sul Mediterraneo) di protendersi anche a latitudini elevate.

E' soprattutto questa seconda condizione che favorirebbe il moto retrogrado del freddo Siberiano Infatti se l'Alta Pressione delle Azzorre si disponesse lungo la direttrice Sud-Ovest/Nord-Est questo consentirebbe il "ricongiungimento" (ponte di Wejkoff) con l'Altapressione Russa Siberiana, che favorirebbe lo scorrimento lungo il suo bordo inferiore della massa d'aria gelida dell'Orso...figata!! Ma sto ponte ci sarà? Da quello che dicono i modelli (a run alterni sinceramente...) la risposta è si, come mostra l'ultima figura relatva al RUN 0z del modello Europeo ECMWF in cui si vede chiaramente l'Alta Azzorriana congiungersi con l'Alta Russa e sotto "il ponte" scorrere l'Aria fredda (vedi la prima immagine in alto a sinistra).

Diciamo che questo è lo scenario prospettato dai modelli..e sappiamo che previsioni così a lungo termine ( si parlerebbe di fine gennaio) sono sempre ballerine...soprattutto quando si ha a che fare con questi moti retrogradi così "contro natura" diciamo... ma il fatto che siano diversi run a confermare l'andamento ma soprattutto il fatto che erano anni che non si vedeva un Anticiclone Siberiano così in forma (oggi 1060hPa)  ci dà una speranza di vedere anche da noi il vero inverno... si perchè se arriva l'Orso non si parla di freddo ma di gelo... come mostrano le termiche visibili sulle prime due immagini :-). Che sia la volta buona? non lo so ma intanto vi ho spiegato, spero in modo semplice, cosa vuol dire che arriva l'Orso :-)

 

 

Saturday, 21 January 2012 21:21

Pioggia, Neve e Grandine ... cosa sono?

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Tutti conoscono a grandi linee cosa si intende quando si parla di neve, pioggia o grandine, ma forse non tutti sanno che tutti questi fenomeni sono stati codificati a livello internazionale per essere utilizzati nella trasmissione dei dati provenienti dalle rilevazione dei METAR ( METeorological Aerodrome Report) ossia dalle stazioni meteorologiche situate negli Aereoporti, piuttosto che dalle rilevazioni SYNOP (Surface synoptic observations) che non sono altro che le rilevazioni meteorologiche provenienti dalle stazioni meteo sia presidiate che automatiche sparse in giro per il mondo. Questa codifica, universalmente riconosciuta consente quindi a chiunque di "capire" cosa sta "accadendo" dal punto di vista meteorologico in giro per il mondo, semplicemente "decodificando" questi codici senza bisogno di conoscere la "lingua locale"... in ogni applicazione un codice è meglio di una descrizione! :-)

Comunque, tornando all'argomento del post, le tipologie di precipitazioni "riconosciute" e codificate sono sostanzialmente 4:Neve, Pioggia, Grandine e Pioviggine. Vediamo nel dettaglio cosa si intende per ognuna di esse e come queste sono state descritte nel momento in cui sono state cofoto4dificate!

Neve - Codice da S70 a S74

Per noi la neve è "qualcosa di bianco" che in determinate situazioni cade dal cielo e per i nevofili e motivo di "orgasmo" :-) in pratica però è un insieme di cristalli ghiacciati più o meno legati tra loro a formare fiocchi di dimensioni più o meno grandi. Un singolo cristallo di neve può raggiungere dimensioni massime di mezzo centimetro, ma un fiocco può raggiungere dimensioni notevoli fino addirittura a 5 cm di diametro... la neve però è un fenomeno così straordinario che ne esistono di vari tipi a seconda delle dimensioni, della forma e delle condizioni in cui i fiocchi si formano... vedremo nel dettaglio le tipologie di neve in un'apposito post.

Pioggia - Codice da R60 a R64

Sono gocce d'acqua che cadono al suolo e che hanno una dimensione superiore ai 500 micron, ma che possono arrivare fino a mezzo centimetro nei fenomeni violenti (temporali, rovesci). La pioggia ha la "capacità" (soprafusione) di non ghiacciare se nella sua discesa verso terra, dovesse incontrare uno strato d'aria molto fredda con temperature inferiori allo zero. Essa però ghiaccia immediatamente nel momento in cui pioggiatocca il suolo (Gelicidio). A seconda delle dimensione delle gocce si formerà o ghiaccio opaco (quando le gocce sono piccole) o ghiaccio trasparente (quando le gocce sono più grandi)...comunque indipendentemente se è trasparente o opaco, una cosa è certa...si scivola! :-)

Pioviggine - Codice L50

Simile alla pioggia, ma di dimensioni molto più piccole (inferiori ai 500 micron). Sembra impossibile, ma la pioviggine è molto più "fitta" rispetto ad  una normale pioggia. La pioviggine inoltre si differenzia dalla pioggia anche per il fatto che oltre dalle nubi si può generare anche da fitte nebbie quando ovviamente la temperatura è tale da non consetire la formazione di neve chimica o di galaverna. Come per la pioggia, anche la pioviggine può raggiungere il terreno pur attraversando uno strato d'aria a temperatura inferiore allo zero ed in questo caso (viste le dimensioni delle gocce) si formerà sul terreno uno stratgrandineo di ghiaccio opaco.

Grandine - Codice A89

La grandine si forma generalmente all'interno di nuvole temporalesche (Cumulonembi) quando le correnti ascensionali (causa dello sviluppo verticale delle nubi temporalesche) sono così forti da consentire ai cristalli di ghiaccio in esse presenti di aumentare di dimensione grazie a ripetuti "sali e scendi" all'interno della nube...ovviamente più le correnti ascensionali sono forti e più "hanno la forza" di sostenere cristalli via via sempre più grandi e quindi di generare grandinate di dimensioni notevoli. Teoricamente è possibile sapere quante volte il chicco è stato "rimandato in alto" contando il numero di strati di ghiaccio che si sono accumulati attorno al nucleo centrale...insomma è un po' come verificare l'età di un albero dal numero di anelli che compongono il suo tronco...Ovviamente tra le manifestazioni "precipitative" la grandine è la meno amata...chissà perchè...beh provate a prendervi in testa un chicco di grandine grande come n'arancia e poi vediamo :-)

Ciao alla prossima!

 

Monday, 16 January 2012 00:00

Ma Galaverna e Neve chimica...sono la stessa cosa??

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Negli ultimi due giorni sia in TV che sui siti meteo più importanti, si sente spesso parlare di Galaverna e Neve chimica associandole ad immagini di auto ricoperte da uno strato ghiacciato, strade imbiancate come se fosse nevicato e paesaggi "irreali" in cui alberi "bianchi" emergono dalla coltre nebbiosa in dissolvimento... sono queste le conseguenze dei due fenomeni sopra menzionati che però pur essendo spesso "associati" l'uno all'altro, sono due manifestazioni meteorologiche ben distinte che avvengono sostanzialmente in due modi e per due motivi diersi.

La neve chimica è quel fenomeno che spesso ci fa gridare "alla neve" poi ti guardi attorno e dici..."cavolo ma non può essere neve...c'è il sole!!". Io ricordo perfettamente la prima volta che ho osservato il fenomeno verso la fine degli anni 90. Mi trovavo con la macchina sulla Stada Statale 11 , tra Peschiera del Garda e Castelnuovo erano da poco passate le 9 del mattino la nebbia si stava diradando e il sole faceva capolino...improvvisamente mi ritrovai in un tratto di strada completamente imbiancato e mi accorsi che dal cielo scendevano minuscoli cristalli ghiacciati...ovvio che gridai alla neve ma mi resi subito conto della cavolata :-). Comunque incuriosito parcheggiai l'auto e scesi a toccare con mano quello che stava succedendendo... in effetti si trattava di "neve" molto leggera e fine...beh una bella sorpresa non c'è che dire :-)...ovviamente pochi chilometri dopo, tutto finiva e la strada tornava ad essere sgombra e senza "manto"... Bene, questo fenomeno a cui ho avuto la "fortuna di assistere" era un episodio di neve chimica... La galaverna invece è quella "cosa" che nelle giornate nebbiose osservavo spesso nelle campagne ancora avvolte dalla nebbia e che trasformava ogni cosa, auto parcheggiate, alberi, lampioni, erba...insomma qualsiasi cosa, in magnifiche statue di ghiaccio... fenomeni simili come detto ma non identici...capiamo il perchè.

2012-01-16 08.08.29La Neve Chimica è un particolare fenomeno atmosferico che solitamente si verifica in inverno quando le temperature dell'aria si mantengono sotto lo zero. Oltre a questa condizione (indispensabile), l'aria deve "contenere" particelle inquinanti. Essa è tipica delle zone con una forte presenza industriale nelle aree circostanti. Infatti, le polveri emesse dalle combustioni industriali fungono da nuclei di condensazione che si "arricchiscono" man mano di umidità fino a raggiungere la saturazione e, viste le temperature negative (o prossime allo zero), questi nuclei umidi ricadono al suolo sotto forma di cristalli di ghiaccio. In pratica si verifica artificialmente quello che più a larga scala avviene con i corpi nuvolosi, solo che i nuclei che fungono da catalizzatori per l'aggregazione sono le polveri emesse e non le particelle di vapore acqueo. Non è chiaro quali siano "gli inquinanti" (se esistono) che favoriscono meglio di altri il fenomeno. Solitamente gli accumuli al suolo non arrivano mai a più 4/5 centimetri, e a differenza della "vera neve" si sciolgono immediatamente con la comparsa del sole. La prima notizia ufficiale della comparsa di tale fenomeno fu una nevicata con cielo sereno e nebbia fitta verificatasi nel periodo natalizio del 1984, a Segrate (Milano). ma come detto poco fa essa è piuttosto diffusa in Pianura Padana...non che sia un bel segno eh!! :-). L'immagine a lato mostra il fenomeno della neve chimica verificatosi il 16 Gennaio 2012 sull'autostrada A22 nei pressi di Verona Nord.

La Galaverna invece è un fenomeno naturale, essa è si manifesta come un rivestimento cristallino e bianco attorno alle superfici solide esposte alla nebbia e alle basse temperature. A differenza delle brina (altro fenomeno simile) che per staccarla dal cruscotto della macchina ci vuole lo scalpello :-), di solito la galaverna non è solida e può essere facilmente tolta dalle superfici. La galaverna si forma perché il vapore acqueo sospeso nell'atmosfera, per MonteAcuto-neve-galaverna500il fenomeno della soprafusione, puo rimanere liquido anche sotto lo zero, si tratta però di uno stato "molto instabile" e non appena le cocce di vapore, vengono a contatto con una superficie solida esse si solidificano immediatamente formando la galaverna.  le condizioni ideali per la formazione della galaverna sono:

  • piccole dimensioni delle gocce di nebbia
  • temperature basse
  • ventilazione assente
  • lento accrescimento delle gocce di vapor acqueo
  • dissipazione veloce del calore latente di fusione

Se tali condizioni si verificano allora si puà parlare di galaverna altrimenti si parla di altri venomeni meno noti come ad esempio la calabrosa, che si forma in presenza di "nebbia grossa" e forte vento.

Ecco questa è sostanzialmente la differenza...la prima è un fenomeno diciamo "aritificiale" provocato in parte dall'uomo ... la galaverna invece è un fenomeno più naturale... a me personalmente piace molto la galavern e a voi?? :-)

Ciao a presto!

Ciao a tutti

Ho pensato di scrivere due cavolate sul Buran (ma in Italia va bene anche la forma Burian..e d'ora in avanti useremo quella) per due motivi:

  1. Negli ultimi giorni si sente spesso parlare della possibilità che a partire dalla prossima settimana possa venire a farci visita
  2. Spesso si crede che grazie al Burian nevichi su tutta Italia

Il titolo del post si collega proprio al secondo punto e la risposta corretta secondo me è NO, almeno non da subito... ma cerchiamo di capire il perchè!

Il Burian (dal russo буран che significa vento molto forte) è un vento molto freddo e secco caratteristico delle stepe della pianura Sarmatica situata a Ovest degli Urali. Il tutto parte da un'area di bassa pressione che andando a rompere le scatole all'alta pressione che solitamente staziona in quelle zone (l'Orso Russo in gergo) innesca la genesi del vento che disponendosi da N-NE trascina verso S-SO aria fredda di origine Siberiana. Esso, nelle sue terre di origine, è quasi sempre accompagnato da bufere di neve congelata e leggera (ricordo che i fiocchi "grandi" si hanno quando le temperature non sono troppo basse).

In Italia però con tale termine si intende una irruzione di aria fredda continentale (l'Italia in effetti è posta a SO rispetto Ponte di Weijkoffalla pianura Russa) ma, nonostate il Burian sia frequente "a casa sua", da noi le sue scorribande sono piuttosto rare e se non ricordo male (ma posso sbagliarmi lo ammetto) l'ultima sua "vera" visita risale oramai al lontano 1996 quando a fine dicembre arrivò portando neve su tutta la penisola, soprattutto al Sud Italia...più recente ma meno estesa (coinvolse solo il Nord Italia...e molti però lo ritengono un evento di Blizzard e non di Burian) fu invece la visita che ci fece il 13 Gennaio 2001 . Le "Burianate" in Italia, sono così rare perchè tutta una serie di tasselli devono mettersi al posto giusto... insomma il Burian è come un Puzzle... se manca un pezzo più che Burian è na cagata!

Le condizioni che si devono verificare affinche sull'Italia si possa parlare di Burian sono le seguenti:

  • Innnazitutto, l'Alta delle Azzorre, invece di rompere le scatole sul Mediterraneo Centrale, deve gonfiarsi come un pavone seguendo una direttrice SO-NE, protraendosi dall'Atlantico fin sulla Scandinavia e oltre, ponendosi quindi come blocco del flusso zonale alle alte latitudini, impendendo quindi alle perturbazioni Atlantiche di arrivare fin da noi.Rrea00120011213
  • E poi, come dicevamo ad inizio post, deve muoversi l'Orso Russo ossia l'Anticiclone Gelido Siberiano che dovrebbe spingersi verso la russia continentale...meglio se più ad Ovest.
  • Infine, se l'Alta Azzoriana e l'Orso Russo arrivano a "toccarsi" dalla loro unione nasce quello che meteorologicamente parlando si chiama Ponte di Weijkoff. La prima figura a lato mostra tale configurazione relativa al mitico inverno del 1956. Mentre la seconda mostra la situazione nel Dicembre del 2001

A questo punto cosa succede? Beh le correnti miti Atlantiche, non riescono a sfondare verso il mediterraneo scivolando a nord del Ponte, e l'aria secca di origine Siberiana del Burian si riversa verso i Balcani e da li in Italia. Ovvimente la traiettoria del Burian, come potrete intuire dipende da come è disposto il Ponte, un ponte troppo a Sud coinvoglia l'aria solo sulle regioni centrali e meridionali Italiane, Un po' più a Nord riesce a coinvogliarle anche in Pianura Padana...più a nord ancora le correnti passano al di sopra delle Alpi (come accadde nel 1985) e in questo caso posso essere gioie o dolori...

Ora che abbiamo capito più o meno cosa è il Burian, cerchiamo di capire perchè ho detto, che non in tutta Italia esso porta con sè la neve... Come abbiamo più volte scritto, il Burian è originariamente un vento freddo, ma molto secco e questo ovviamente non favorisce le precipitzioni per "mancanza di umidità"... se il Burian arriva direttamente in Pianura Padana (a meno che non vi siano condizioni molto particolari), vi arriva mentenendo inalterate le sue condizioni originali...gran freddo nei primi 2000mt di quota con brusco e veloce calo delle temperature e pochissima umidità...ergo bassissime probabilità di neve... se nella sua discesa però coinvolge anche le regioni centro meridionali Italiane, per queste, le cose sono molto diverse...Il Burian infatti per arrivare al Centro-Sud, deve attraversare il Mar Adriatico (non è che entra a Trieste e poi prende l'Autostrada....) e così facendo si carica di umidità. Appena tocca la costa, come accade in Pianura Padana l'aria nei primi 2000 metri si raffredda immediatamente, ma in questo caso, l'orgrafia della Zona aiuta la neve... l'Aria fredda e umida "sbatte" contro gli Appennini e per l'effetto Stau (non sto qua a spiegarlo...ho scritto poco tempo fa un articolo a riguardo...) inizia a nevicare anche copiosamente fin sulle coste Adriatiche...si perchè sulle coste Tirreniche in realtà si attivano correnti favoniche, che scendendo dagli appennini attenuano di molto gli effetti gelidi del Burian garantendo bel tempo...

Quindi diciamo che quando arriva il Burian ad essere quasi sempre contenti possono essere gli abitanti delle regioni centro meridionali Adriatiche...le Tirreniche direi che sono le più sfigate...e per il Nord? E' il Nord Est ad essere più avvantaggiato (come nel 2001) rispetto al Nord Ovest... di sicuro il Burian è in grado di garantire alla Pianura Padana, la formazione di un cuscino d'aria gelida nei bassi strati e al suolo tale per cui l'arrivo di una perturbazione da Ovest troverebbe le condizioni ideali per la neve...quindi pone le basi per la neve, ma non necessariamente la porta immediatamente con sè.

Immagino che adesso vi starete chiedendo...e quindi? cosa serve perchè arrivi la neve copiosa su tutto il Nord? la risposta è semplice, na bella Rodananta... ma di questo vi perlerò in un'altro post :-P

Wednesday, 28 December 2011 00:00

Robert, un uragano (artico) per amico!!

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Non so da voi, ma oggi qua a Caprino sembra davvero primavera con 13° e un bel sole, nemmeno offuscato dalle nebbie che solitamente ci fanno compagnia in inverno quando le condizioni meteo sono quelle degli ultimi giorni. Questa situazione ormai dura da qualche settimana e sta diventando abbastanza monotona :-)...ma se da noi viviamo questa condizione di "stallo meteorologico", nel Regno Unito, gli ultimi due mesi sono stati piuttosto movimentati :-) ... non parlo di grandi nevicate, freddo intenso, giorni e giorni di maltempo.... parlo del fatto che ogni tanto, a quelle latitudini arrivano "dei mostri" barici che solitamente si vedono a latitudini ben diverse...ossia particolari "tempeste" che vengono chiamate Polar LowsUragani Artici.

L'ultima in ordine di tempo è quella che sta interessando il nord dell'Irlanda e la Scozia in queste ore chiamata, dal Dipartimento di Meteorologia dell'Università di Berlino, ROBERT. Questa tempesta è già formata come possiamo vedere dall'immagine ripresa dal satellite e mostra il caratteristico "occhio del ciclone" e la spirale di nubi convettive che ruota attorno ad esso:

SatPL

Come possiamo notare dalla seconda immagine (Fonte Wetterzentrale), Robert presenta un minimo depressionario di 970 mbar e il fronte naturalmente occluso (si parla di fronte occluso, quando un fronte freddo, raggiunge un fronte più caldo...anche essi visibili dall'immagine)... sinceramente non conscendo la temperatura delle varie masse d'aria in gioco quando i due fronti si sono "scontrati", non posso dire con sicurezza se si tratti di un fronte oclcuso di tipo caldo o freddo... ma azzardo dicendo che è di tipo caldo...anche perchè è il più comune :-)).

SatPL4

Robert è sicuramente una Polar Low a cuore caldo, come possiamo notare nella terza immagine dalla quale è possibile apprezzare come agli 850hPa di quota, in prossimità dell'occhio, la temperatura sia notevolmente più alta rispetto alle zone circostanti che si trovano a temperature inferiori allo 0.

SatPL3

COn una simila configurazione barica ci si aspetta che vi siano venti piuttoto forti... beh diciamo che in effetti è così :-). Come possiamo notare dalla prossima immagine infatti i venti previsti al suolo superano i 160-180 Km/h...insomma un altra bella "sfuriata" dopo quella che il 13 Dicembre aveva causato danni ingenti sia nel Regno Unito che in Scandinavia... se ti trovi a fare Kite Surf in mezzo a sto robo finisci direttamente sulle coste della Normandia a mangiare Brie...

SatPL2

Robert, da gente più esperta di me sicuramente è stato classificato come Polar Low...Ma in pratica di cosa si tratta? Sicuramente erano un incubo per i marinai dei secoli scorsi che bazzicavano i mari a quelle latitudini, in quanto una delle caratteristiche di una Polar Low è appunto la velocità con cui si forma...oggi (forse) grazie ai satelliti si possono prevedere, un tempo invece no, ti ci ritrovavi in mezzo con la tua barchetta di legno e dovevi sperare di fare la fine della casa di Alice nel Paese delle Meraviglie :-).

A tutti gli effetti le Polar Low sono dei mesocicloni marittimi che si formano quando una massa d'aria polare passa su di una superfice marittima più calda (anche leggermente) attivando il processo di convezione, tipico dei più noti cicloni tropicali... quindi non è detto che il mare debba per forza essere caldissimo per generare ste cose...basta che lo sia rispetto all'aria che gli passa "sopra"...e che vi siano comunque alre condizioni a contorno che favoriscono la loro formazione! Queste formazioni sono più piccole dei loro lontani parenti (dai 100 ai 500 Km di diametro) e durano al massimo 12/36 ore.

Il modo con cui queste formazioni cicloniche "nascono" è piuttosto "standard", infatti come detto si innescano per convezione solitamente ad ovest di un fronte occluso precedentemente formatosi, in concomitanza del quale inzia a vedersi dalle immagini satellitari una caratteristica formazione nuvolosa a "virgola"...che poi maturando, diventa una spirale...fino a formare l'occhio (ecco perchè viene anche definito anche uragano artico... ma il vero motivo lo vedremo a fine post), ovviamente oltre al vento forte, questo tipo di tempeste genera intense bufere di neve... peccato però che visto il vento non ci si possa proprio divertire :-) e, dopo il passaggio del centro, la temperatura delle zone appena "liberate" può crollare di molti gradi, causando spesso la formazione di ghiaccio in mare... ma perchè solo in mare? perchè come i cicloni tropicali, le Polar Low tendono a dissolversi a contatto con la terra ferma (viene a mancare l'apporto umido del mare) anche se non sono escluse abbondantissime nevicate anche lungo le coste o nell'entroterra immediatamente adiacente ad esse.

Ma allora, dire che una Polar Low può anche essere chiamata Uragano Artico, significa sparare na cagata? se analizziamo alcune caratteristiche comuni tra una PL e un Uragano "tradizionale" viene da dire di no infatti:

  • La generazione di queste figure polari è simile a quella dei cicloni tropicali come abbiamo descritto in precedenza, e la scintilla che fa innescare la loro nascita è la temperatura superficiale marittima (SST)
  • Il sistema nuvoloso una volta maturo presenta, come i cicloni tropicali, un moto costante come direzione in quanto non è "influenzato" da fattori esterni
  • Entrambi presentano il cuore caldo.

Quindi a tutti gli effetti Robert è un uragano anche se nato lassù :-) ...ma a sto punto, è meglio la nostra "noia barica" o un robo del genere?? mah se devo essere sincero non scelgo nessuna delle due alternative...ma la terza... ossia na bella Rodanata!!! :)

Ciaooooooo

 
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