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Sat09192020

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Meteo for Dummies

Meteo for Dummies (69)

meteofodMolti parlano di Meteorologia, ma pochi ne sanno davvero qualcosa... in questa sezione del sito troverai spiegati molti "concetti" apparentemente semplici ma che però racchiudono degli aspetti spesso sconosciuti. Una guida "for Dummies" scritta da un "Dummies" che vi introdurrà in modo semplice nel fantastico mondo della Meteorologia!!

In questi ultimi giorni oltre alle enormi ca**ate su Scipione (che ricordo chiamari in realtà Stefan...ma anche questo lascia il tempo che trova), sul il fatto che la primavera appena trascorsa è quella più calda degli ultimi mille mila miliardi di anni e che il 2012 sarà l'anno del caldo record (quando in realtà il 2003 e il 2007 iniziarono in maniera ben più "calda"), si è parlato spesso in TV e non solo (come ogni anno del resto) della temperatura percepita senza però spiegare in realtà cosa sia e come si misuri...

I telegiornali talvolta ci mostrano le due colonne con temperatura reale ed indice di calore, ma capita anche di sentire titoli sbrigativi indicanti “38 gradi a Milano” oppure “41 gradi a Firenze”. Dette così, il pensiero comune corre immediatamente alla temperatura, invece con ogni probabilità questi titoli sensazionalistici fanno riferimento l’indice di calore. Noi non esperti, sappiamo solo che in questi giorni quando usciamo all'aperto ci sentiamo come la carne cotta al vapore... caldi e umidi...e diciamo "ca**o ma che caldo fa?? sono tuto tacaisso" (Trad. Veronese-Italiano : Caspita, fa caldo...mi sento tutto appiccicaticcio!) 

Ad essere micidiale in questi ultimi giorni infatti non è la temperatura in sè (anche se 38° sono comunque na bella badilata nei denti...) ma è il mix "Temperature elevate e umidità" ... ossia quella che chiamiamo l'AFA e che te fà sudar la lengue en bocca!! (Trad. Veronese Italiano - Ti fa sudare la lingua in bocca... :-) )  Per misuare effettivamente la temperatura percepita dal corpo umano, soprattutto in presenza di forte umidità nell'aria (l'afa appunto), non esiste un solo metodo, ma più indici che misurano rilevazioni effettuate in modo diverso e con parametri differenti. Vediamoli assieme

Indice di Calore, "Heat Index" (HI) o "Apparent Temperature" (AT). È un indice calcolato in gradi Fahrenheit (°F), che permette di stimare il disagio fisiologico dovuto all'esposizione a condizioni meteorologiche caratterizzate da alte temperature e da elevati livelli di umidità nell'aria. L'Indice di Calore viene impiegato abitualmente negli Stati Uniti d'America dal National Weather Service della NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration), per valutare il disagio termico durante l'estate. Quando l'Indice di Calore supera per almeno 2 giorni consecutivi i 105°F – 110°F (41°C – 43°C), il Servizio Meteorologico Nazionale avvia una procedura di allerta per la popolazione.

Summer Simmer Index  questo recentissimo indice di benessere, presentato in California nel gennaio 2000, rappresenta una nuova versione del Summer Simmer Index pubblicato nel 1987 ad opera di John W. Pepi. Si tratta di un indice adatto a descrivere le condizioni di stress da calore durante la stagione calda. Esso utilizza i risultati provenienti da modelli fisiologici e da test umani effettuati su un periodo di oltre 75 anni dalla Società Americana di Ingegneria del Riscaldamento e Refrigerazione (ASHRAE) presso l'Università del Kansas.

Indice Humidex I primi studi sono stati effettuati nel 1965 in Canada, ma solo successivamente alcuni meteorologi canadesi hanno individuato una scala, chiamandola Humidex. Considerando la temperatura dell'aria e l'umidità relativa, essa cerca di calcolare un singolo valore in grado di descrivere il disagio per l'uomo in giorni umidi e caldi. L'immagine seguente mostra unatabella che permette di calcolare rapidamente l'Humidex

humidex

Indice di Thom, "Discomfort Index" (DI). È considerato uno dei migliori indici di stima della temperatura effettiva. Quest'ultima è definita come "un indice arbitrario" che combina in un singolo valore l'effetto di temperatura, umidità e movimento dell'aria sulla sensazione di caldo o di freddo percepita dal corpo umano. La temperatura effettiva tiene conto della temperatura di bulbo umido e della temperatura di bulbo asciutto di posti ombreggiati e protetti dal vento. L'Indice è adatto per descrivere le condizioni di disagio fisiologico dovute al caldo-umido ed è valido in un intervallo termico compreso tra 21°C e 47° C. Al di fuori di tale intervallo, anche al variare dell'umidità relativa, l'indice attribuisce sempre la condizione fisiologica alle classi estreme, cioè "benessere" per temperature inferiori a 21°C e "stato di emergenza medica" per temperature superiori a 47°C. La tabella eguente invece mostra come calcolare rapidamente il Thom.

thom

Comunque indipendemente dalle formule o dagli indici... quando fa caldo, fa caldo...c'è poco da fare!! ecco perchè io personalmente amo il freddo :-P

Monday, 18 June 2012 22:12

Monitoraggio ITCZ: Prima Decade di Giugno 2012

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Tra l'1 e il 10 giugno 2012, l'ITF (Intertropical Front) l'ITF si è mantenuta leggermente più a nord rispetto alla media del periodo lungo gran parte dell'Africa Occidentale (retrocede leggermente nella parte più occidentale del fronte), mentre, rispetto alle rilevazioni precedenti reletive alla terza decadi di maggio,  ha fatto un grosso masso indietro su gran parte della porzione più orientale del fronte.

La posizione della porzione occidentale dell'ITF è stata posizionata approssimativamente a 16.4°N, ossia di 0,5 gradi più a nord della posizione media climatologica. Questa collocazione "a nord" dell'ITF è il risultato di venti forti venti umidi e meridionali superiori in velocità ai venti misurati in questo periodo su gran parte dell'Africa Occidentale, che hanno contribuito con la loro spinta a spostare leggermente a nord il fronte.

La poizione media della porzione orientale della ITF è stata posizionata approssimativamente a 14.0°N, che corrisponde ad un arretramento medio rispetto alla terza decade di maggio, di quasi 0.5°. Nono stante questo arretramento però, la posizione è ancora di 0,5° più a nord rispetto alla posizione media climatologica di questo periodo. I venti meridionali che hanno soffiato si tutta l'Africa Orientale, non sono stati così anomali come qulli registrati a fine maggio, e questo ha favorito l'arretramento a sud del fronte.

Tirando le conlusioni, possiamo dire che il fronte rimane mediamente in posizione più elevata rispetto alle medie del periodo. Questo si potrebbe tradurre in una fase "anticiclonica africana" un po' più duratura, soprattutto sulla parte occidentale europea. Sicuramente però l'arretramento ad est potrebbe comunque sfavorire ingressi "forti" sul mediterraneo centrale da parte di HP Africani.

La figura 1 mostra la posizione attuale ITF rispetto alle posizioni climatologiche per la prima decade di giugno, e la sua posizione precedente nella terza decade di maggio. Le figure 2 e 3 sono una serie temporale che illustra i valori medi di latitudine delle porzioni occidentali ed orientali della ITF, rispettivamente, e le loro progressioni osservate da aprile, 2012.


itcz

FIGURA 1

Ecco gli scostamenti rispetto ai mesi precendenti

west

FIGURA 2

east

FIGURA 3

La tromba d'aria/marina che Martedì 12 Giugno 2012 ha colpito L'Isola di Sant'Elena e di Sant'Erasmo nella laguna di Venezia ha thurman1provocato danni e gettato nel panico le molte persone che si sono trovate davanti ad un fenomeno così estremo ed inaspettato. Per alcuni momenti si è anche temuto per l'incolumità di 15 bambini che per scappare alla furia del tornado si sono rifuggiati all'interno di un container dove, a causa della caduta di alcuni alberi, sono rimasti intrappolati senza conseguenze fino all'arrivo dei soccorsi... insomma fortunatamente tanta paura, molti danni ma nessun ferito. Purtroppo però L'11 Settembre 1970, sempre in questa zona, le cose andarono diversamente.

Quel giorno, nei pressi dei Colli Euganei nel Padovano, si formò un enorme tornado (classificato F4, considerato ancora oggi uno degli eventi meteorologici più violenti che abbia mai colpito il nostro paese) e dopo aver seminato morte e distruzione sulla terraferma, giunse nel pieno della sua forza distruttiva in laguna  dove affondò un motoscafo dell'ACNIL (Azienda Comunale di Navigazione Interna Lagunare, oggi ACTV) causando 21 morti, provocò gravissime distruzioni nel quartiere di S. Elena e continuò la devastazione nel litorale del Cavallino provocando altre 12 vittime.  Relativamente a quell'evento fino a qualche anno fa esistevano molte pagine web scritte da appassionati che vollero "ricordare" quel "maledetto" giorno, molte però ad oggi sono irraggiungibili per questo motivo ho cercato di raccogliere in questa nuova pagina i contributi ancora presenti. Dal "Gazzettino" è possibile innanzitutto ricostruire la cronistoria di quel giorno

  • Ore 20.45: Fra Teolo e Revolon nei pressi dei colli Euganei si forma il Tornado che nei minuti successivi investe Padova, Albignasego, Ponte San Nicolò e Selvazzano. I danni ammontarono a 2,5 miliardi di lire e vi fu una vittima nelle zone colpite
  • Ore 21.15: La tromba d'aria arriva nel Veneziano entrando dalla zona di Vigonovo e colpendo Tombelle, Galta e Fossò. I danni rispetto a quanto successo nel Padovano funrono molto più ingenti, le case distrutte furono 10 case sono distrutte, 30 vennero scoperchiate e i feriti furono 5
  • Ore 21.20: Fu la volta di Campognara. 25 case dichiarate inagibili dai tecnici dei vigili del fuoco nei rilievi effettuati i giorni seguenti alla catastrofe. 120 vennero scoperchiate e 4 persone rimasero ferite
  • Ore 21.25: Tocca a Dogaletto e Giare di Mira dove altre 25 case diventarono inagibili, 90 furono gravemente danneggiate e i feriti furono 9.
  • Ore 21.27: Il Tornado arriva a Fusina dove rade al suolo il Camping omonimo. All'interno del campeggio 7 Bungalow vennero distrutti, 30 tende vennero spazzate via dalla furia del vento, più di 2000 alberi vennero sradicati causando il crollo delle linee elettriche...il bilancio in termini di vite umane cresce... infatti vi fu un morto e 14 persone rimasero ferite.
  • Ore 21.32: La tromba d'aria raggiunge l'isola delle Grazie colpendo l'Ospedale. I danni ammontano a 150 milioni di lire
  • Ore 21.35: Viene colpita la Motonave Aquileia dove una donna rimane ferita. La motonave, un mezzo di 400 tonnellate di stazza, subì forti danni: il mezzo  si mise a tremare come se si fosse trovato all'epicentro di un terremoto, tutte le sovrastrutture furono divelte e contorte, mentre il vento come dissero i testimoni: "spostava lo scafo ora da una parte ora dall'altra, come se le sue centinaia di tonnellate fossero soltanto chilogrammi".
  • Ore 21.36: Il Motoscafo 130 dell'ACNIL in navigazione nel bacino di San Marco si trova in rotta di collisione con la Tromba Marina. Il mezzo lungo 22 metri e pesante 22 tonnellate, che da S. Marco stava dirigendosi verso il Lido ed era quasi giunto alla fermata del vaporetto di S. Elena, investito dalla tempesta dopo aver rullato due volte, si capovolse in un fianco e l'acqua iniziò ad entrare. Il mezzo imbarcava circa una cinquantina di persone, tra cui alcuni turisti stranieri. Per 21 di loro non ci fu nulla da fare, morirono intrappolati nello scafo o annegarono successivamente all'affondamento del mezzo (nei giorni successivi alla tragedia si polemizzò sul fatto che un mezzo con una capienza di 143 persone possedesse solamente 5 salvagenti). Il motoscafo affondato si adagiò nel fondo della laguna a 3 metri di profondità, giunti i soccorsi, i sommozzatori iniziarono alle 22.00 il recupero delle salme che si concluse poco prima di mezzanotte .
  • Ore 21.37: Avviene il landfall sull'Isola di Sant'Elena. La pineta viene devastata e un uomo perde la vita schiacciato dagli alberi caduti. 2 case vengono scoperchiate, bar e altre abitazioni vengono devastate dalla furia degli elementi. Il complesso del Cantiere Celli, le sovrastrutture del Pontile dell'ACNIL, le mura del Collegiona Navale Morosini e quello dello Stadio del Venezia Luigi Penzo vengono distrutte e scaraventate a centinaia di metri di distanza (alcune parti dello stadio furono ritrovate al di la del Canale navigabile). Sono numerosissime le imbarcazioni affondate o capovolte dai forti venti. La bufera danneggiò seriamente l'Osservatorio Metereologico situato al Lido, tuttavia alcuni strumenti riuscirono a testimoniare la straordinaria potenza del vortice: il barografo registrò due forti cadute di pressione, mentre l'anemografo, strumento che misura la velocità del vento, fu mandato fuori scala registrando raffiche con velocità superiore ai 220 km orari.
  • Ore 21.40: Il tornado arriva a S. Nicolò del Lido, ancora alberi sradicati, tetti di case danneggiati. Alcuni aerei del Nicelli furono danneggiati, uno di queti in modo grave. A Punta Sabbioni, raggiunta poco dopo le case danneggiate furono 50.
  • Ore 21.42: Nella sua furiosa corsa il Tornado arriva a Caì Savio. L'omonimo Camping che in quel momento ospitava circa 300 persone, viene distrutto. 80 tende spazzate via, 57 bungalow rasi al suolo, 40 automobili fuori uso.Si conteranno 12 morti e 141 feriti.

Ecco la strada percorsa dal "mostro" in quei terribili 57 minuti

Percorsotornado

ECCO IL "VIDEO RACCONTO" DEL TORNADO

E ALCUNE FOTO DELL'EPOCA

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Tuesday, 05 June 2012 21:21

Monitoraggio ITCZ: Terza Decade di Maggio 2012

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Tra l'21 e il 31 maggio 2012, l'ITF (Intertropical Front) si è spostato in maniera piuttosto anomala lungo tutto il fronte da Ovest ad Est, conquistando porzioni di territorio Africano fino a questo momento non toccate. Volendo entrare nel dettaglio di tali "scostamenti" avvenuti nella terza decade del mese di maggio possiamo dire che la porzione occidentale si trova mediamente attorno ai 16.5° Nord che corrisponde a circa 1,4° più a Nord rispetto alle medie del periodo.

Il motivo per cui si è verificato tale spostamento verso Nord dell'ITF nel corso della terza decade di maggio può essere attribuito ai forti venti umidi provenienti da sud, che hanno soffiato incessantemente tanto da  spingere le precipitazioni a nord fino al confine con Niger, Ciad e Libia.

Per quanto riguarda invece la porzione orientale dell'ITF, essa mediamente si trova attorno ai 14.5° Nord, che corrispondono a circa 1,6° piu a nord della posizione media climatologica. La metà orientale della ITF ha progredito a nord rispetto alla posizione media, molto più in fretta e in maniera molto più decisa, rispetto alla porzione occidentale. Basti pensare infatti che ad inizio mese, tale porzione del ITCZ si trovava circa 1° a sud rispetto alla posione media.

La causa principale di questa inesorabile avanzata è l'aumento degli umidi venti meridionali in tutta l'Africa orientale, in particolare in Ciad.

Quali conseguenze potrà avere tale avanzate verso Nord del fronte sul clima della nostra penisola è ancora troppo presto per dirlo, i geopotenziali in gioco in Africa sono ancora piuttosto bassi e non consentono all'anticiclone africano di essere "troppo potente" e poi c'è da dire che il VP è ancora in grado di sferrare attacchi alle besse latitudini, quindi almeno fino a metà mese non sembra che la stagione estiva possa decollare in maniera definitiva

La figura 1 mostra la posizione attuale ITF rispetto alle posizioni climatologiche per la terza decade di maggio, e la sua posizione precedente nella seconda decade di maggio. Le figure 2 e 3 sono una serie temporale che illustra i valori medi di latitudine delle porzioni occidentali ed orientali della ITF, rispettivamente, e le loro progressioni osservate da aprile, 2012.

itcz

FIGURA 1

Ecco gli scostamenti rispetto ai mesi precendenti

west

FIGURA 2

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FIGURA 3

Sunday, 03 June 2012 11:33

Gli indici temporaleschi - Il Lifted Index

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Siamo entrati ormai nella stagione dei temporali e con essa è cresciuto il fermento dei tanti appassionati che aspettano tali eventi per liftedindex"andare a caccia" della foto perfetta, del video da far vedere agli amici, del lampo...sperando sempre però che i temporali non degenerino in eventi tali da portare disagi alle persone. Comunque al di la degli appassionati, sono in molti ad essere attirati da questi fenomeni...così strani ed improvvisi...ora c'è il sole e fra 10 minuti le nuvole nere ed imponenti portano pioggia e vento...e dopo 10 minuti torna a splendere il sole... così come arriva un temporale se ne va....forse è questo a renderlo così "misterioso".

Lo scorso anno in un articolo, avevo spiegato come si formano i temporali e avevo scritto che questo tipo di fenomeni si sviluppano più facilmente quando vi sono giornate particolarmente calde e umide ed in quei luoghi in cui il calore del giorno ha la possibilità di esprimere maggiormente il suo potenziale, ad esempio la Pianura Padana è un posto "ideale" per la formazione dei temporali, così come, ma per motivi diversi, la montagna.

Ovviamente non basta il "calore" serve che poi in quota vi sia uno strato d'aria un po' più fredda, perchè  se l'aria in prossimità del suolo diventa più calda a causa del sole, essa diventa più leggera e tende quindi a salire  e se nel corso della salita incontra appunto uno strato d'aria pù fredda, l'aria calda che sale, tende a raffreddarsi al punto che l'umidità in essa contenuta condensa formando le classiche nubi a sviluppo verticali o torreggianti: i cumuli.

Ma visti i fattori in gioco, aria calda al suolo, aria più fresca in quota, umidità, vento etc. non è così semplice capire o prevedere se un dato giorno si scatenerà un temporale oppure no. Beh diciamo che non è semplice per i "comuni mortali" o i meteo appassionati non professionisti... ma per loro esistono, e sono facilmente reperibili si internet delle mappe che mostrano, attraverso la rappresentazione di appositi indici, se un giorno è propizio o meno alla formazione dei temporali. Di tali indici, ne esistono di vario genere ed uno è già stato trattato e descritto sul sito in un apposito articolo, ossia il CAPE. In questo articolo invece tratteremo il LI ossia il Lifted Index.

Questo indice, misura la stabilità dell'aria e può essere di aiuto, come abbiamo detto,  nel prevedere l'intensità dei fenomeni temporaleschi. Ovviamente non è in grado di prevedere l'intensit di un temporale ma può comunque dare una buona indicazione del potenziale intrinseco nell'Atmosfera e da questo si può dedurre se vi è la possibilità di temporali intensi. In pratica... non mi dice "occhio che si scateneranno dei temporali" ma "occhio perchè nel caso si verificassero temporali potrebbero essere intensi".

In termini "tecnici" il Lifted Index è la differenza tra la temperatura dell'atmosfera alla quota di 500hPa e la temperatura che una particella potrebbe avere dopo essere salita dal suolo fino alla stessa quota (500hPa). In pratica:

Lifted Index = T500 -Tp500 dove

T500 = Temperatura in gradi centigradi alla quota di 500hPa circa 5300/5500 metri

Tp500 = Temperatura in gradi centigradi che alla quota di 500hPa una particella raggiungerebbe se fosse sollevata lungo un'adiabatica secca dalla superficie fino al suo livello di condensazione e poi lungo un'adiabatica satura fino a 500hPa.

Quando la temperatura della particella in risalità è più alta della temperatura presente in quota significa che l'atmosfera è instabile. Questo fatto corrisponde a valori del LI negativi. Più l'indice è negativo più l'atmosfera sarà instabile e quindi più è alta la probabilità di avere temporali di forte intensità. Come per il CAPE non esistono "soglie" certe che correlino il LI ai temporali intensi ma sono state definite le seguenti soglie:

  1. LI > 2 assenza di temporali
  2. LI compreso tra 0 e 2 possibilità di temporali isolati
  3. LI compreso tra -2 e 0 temporali abbastanza probabili
  4. LI compreso tra -4 e -2 possibilità di forti temporali
  5. LI minore di 6 altissima probabilitù di temporali anche molto forti

Va comunque detto che questo indice da solo vuol dire poco, va anche abbinato ai venti in quota e alle velocità verticali a 700 hpa per fare una previsione abbastanza dettagliata sui temporali. Quindi anche se questo indice può aiutare a capire se ci sarà o meno un temporale in realtà non è detto che ad un LI molto negativo corrisponda poi davvero un evento temporalesco. In pratica anche in questo caso la soluzione migliore è "guardar per aria" :-D

Friday, 25 May 2012 06:54

Cos'è l'ITCZ ?

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Visto che ieri sera ho pubblicato un articolo relativo al monitoraggio del ITCZ (o InterTropical Convergence Zone), oggi volevo spiegare nel modo più semplice possibile di cosa si tratta, evidenziando come mai "sembra" essere così importante anche per il meteo della nostra penisola.

ITCZ fig02Dal Punto di vista "tecnico" l'ITCZ è  una estesa cintura di bassa pressione di natura termica, nei bassi strati, che circonda la terra attorno all’equatore. Tale fascia di estese depressioni attorno all'equatore è generata sostanzialmente da due fattori concomitanti, il primo è la presenza di un costante riscaldamento del suolo e la seconda è il fatto che in corrispondenze dell'equatore vi è la convergenza degli Alisei da Nord-Est e da Sud-Est che "trascinano" masse d'aria umida e calda in grado di generare fenomeni convettivi molto violenti.Dal punto di vista "non tecnico" invece l'è na gran rottura de co*ioni per gli amanti delle estate MITI senza troppe ondate di calore!!...vediamo perchè tra poco.

Ovviamente tale "fronte" non è statico , esso è fluttuante col cambiare delle stagioni. Infatti durante il semestre caldo dell'emisfero settentrionale, l'ITCZ tende a spostarsi dall'Equatore verso il Tropico del Cancro (Africa Sub Sahariana) per poi ridiscendere di latitudine nel corso del semestre invernale (l'immagine mostra infatti come si sposta). Osservare cosa solitamente accade nel corso del periodo estivo sul Mediteraneo, ci permette di capire come mai questo indice può essere molto importante anche per il "tempo dalle nostre parti".  Quello che accade è che, a parte in rarissime eccezioni, nel corso dell'estate le depressioni di origine atlantica riesco a fatica  a portare i loro minimi nel cuore del Mediterraneo. In alcuni casi riescono ad influenzare il meteo estivo (come successo lo scorso anno a fine luglio...che storia queli ultimi 10 giorni del mese...con le temperature che sembrava di essere ad ottobre...peccato che poi i freddofili l'hanno pagata cara quell'incursione fredda...) solo in seguito da un cut-off  in Atlantico che poi sotto forma di goccia fredda in quota riesce a spostarsi fino nel cuore del Mediterraneo.

Questo cosa ci fa capire? Che apparentemente, l'avanzare verso nord dell'ITCZ ha un'influenza anche al transito perturbato sull'Europa e questo perchè, quando l'ITCZ presenta valori elevati (è molto spostato verso il Tropico del Cancro) è molto probabile che le zone anticicloniche poste ai limiti delle depressioni equatoriali si spingano verso l'alto e quindi fin sul mediterraneo (il famoso CAMMELLO che sta sul ca**o agli amanti del fresco :-) ) deviando di conseguenza l'anticiclone delle Azzorre a latitudini più elevate e determinando sull'Italia periodi di caldo "torrido" . L'ultima risalità dell'ITCZ ha determinato quella violenta ondata di caldo sulla penisola Iberica (con i 40° toccati ad Aprile). Estati come quella del 2003 per l'Italia sono il classico esempio di cosa significa avere in ITCZ MOLTO ELEVATO.

Insomma un indice da non sottovalutare per capire l'andamento del caldo sulle nostre teste!!

Thursday, 24 May 2012 21:57

Monitoraggio ITCZ: Seconda Decade di Maggio 2012

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Tra l'11 e il 20 maggio 2012, l'ITF (Intertropical Front) si è spostato considerevolmente verso nord in molte parti dell'Africa occidentale, mentre è tornato verso la sua posizione più in linea con le medie del periodo, in gran parte dell'Africa Orientale. Volendo entrare nel dettaglio di tali "scostamenti" avvenuti nella seconda decade del mese di maggio,  si può osservare, dalle immagini in calce all'articolo, che la media, della porzione occidentale dell'ITF si è trovato a 15,4° nord, che è di circa sopra la sua posizione normale (14.5°)  in questo periodo.

Il motivo per cui si è registrato queto postamento verso nord dell'ITF è stato imputato ad alcuni giorni caratterizzati da un forte flusso meridionale che si è esteso dalla regione del Golfo di Guinea fino a sud dell'Algeria, che ha provocato rovesci moderati nel nord del Mali e del Niger.

Per quanto riguarda invece la media della porzione orientale dell'ITF, essa si trova al 12,2°mostrando quindi un avanzamento verso nord rispetto alla prima decade di maggio. Questo però ha semplicemente determinato che la sua attuale posizione  sia praticamente in linea con le medie del periodo. Tale avanzamento ha determinato un aumento, delle precipitazioni stagionali sul Sudan e in Etiopia occidentale

L'avanzamento verso nord del ramo occidentale del ITF potrebbe quindi avere conseguenze anche sull'Europa occidentale, determinando quindi un ritorno del gran caldo soprattutto sulla penisola Iberica... cosa che infatti sta avvenendo proprio in questi giorni.

itcz

Ecco gli scostamenti rispetto ai mesi precendenti

west

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Wednesday, 09 May 2012 13:41

Le mappe delle Velocità Verticali a 700hPa

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Quando si guarda una mappa relativa alle Velocità Verticali come quella mostrata nella prossima immagine (fonte www.meteonetwork.it) si possono capire alcune informazioni molto importanti che aiutano a capire la situazione dell'atmosfera, ma che però da sole non ci permettono di determinare se in una data zona pioverà o farà il sole. Vediamo perchè.

700vv domenica1305

Innazitutto, nell'immagine precedente, le informazioni in gioco sono due:

  • La pressione atmosferica al suolo
  • La velocità verticale

La pressione al suolo la conosciamo tutti, ed è anche abbastanza semplice da leggere sulla mappa,  nel senso che le "linee nere" rappresentano le isobare, ossia zone ad egual pressione, alle quali è associato il valore nomerico della pressione espressa in mbar. Ricordo che per convenzione valori di pressione al di sotto dei 1013/1015 mbar sono considerati "bassa pressione", valori superiori sono considerati "alta pressione". Dalla precedente immagine poi si può evincere un fatto interessante. Osservando le isobare presenti sul Nord-Italia possiamo notare come esse siano piuttosto vicine. Questo indica che la ventilazione potrebbe essere piuttosto intensa...ed in effetti domenica (giorno a cui la suddetta mappa si riferisce) sarà proprio così. Si avranno forti venti provenienti da Est.

La velocità verticale è un po' più complessa, anche perchè difficilmente se ne parla nelle trasmissioni meteo che siamo abituati a guardare in televisione.... diciamo che è più una cosa da "malati di meteo" come me :-). L'unità di misura utilizzata nella mappa precedente è hPa/hr ed esprime la velocità con cui una massa d'aria si muove tra le diverse quote in un certo tempo (ricordo che hPa pur essendo una unità di misura della pressione, nelle mappe meteorologiche è solitamente utilizzata per rappresentare una quota...ad esempio i 700hPa a cui si riferisce la mappa sono circa 3000 metri). I Valori della Velocità Verticale (d'ora in avanti VV), possono essere positivi o negativi a seconda che rappresentino il moto di una massa d'aria rispettivamente in discesa o in acesa.

Una VV negativa rappresenta il fatto che la massa d'aria si sta spostando verso l'alto. E' un valore negativo in quanto all'aumente dell'altezza il valore delle pressione diminuisce. Una VV negativa indica inoltre che la massa d'aria è instabile e adatta alla formazione di nubi convettive temporalesche... e più i valori sono negativi (ossia più è alta la velocità di ascesa) più è probabile che le nubi temporalesche siano imponenti. Attenzione però che non è sufficiente avere VV molto negative perchè possa piovere ma è INDISPENSABILE che l'aria sia piuttosto Umida. Valori al di sotto del 50% di umidità difficilmente portano a precipitazioni a meno che le VV non siano estremamente elevate, viceversa, valori di umidità molto elevati possono favorire le precipitazioni anche in assenza di VV elevate.

Una VV positiva invece indica che la massa d'aria è in discesa, ossia dalle quote elevate si sposta verso il suolo. Questa configurazione è tipica delle situazioni in cui una zona è sotto l'azione, ad esempio del Foehn.

Insomma per riassumere, La Velocità Verticale è un buon indicatore per capire se l'aria è stabile oppure no. VV negative indicano che potenzialmente la massa d'aria è instabile ma, se non vi sono le correte condizioni di umidità è praticamente impossibile che possa piovere.... Volevo solo aggiungere un'ultima nota. La misura dei 700hPa per misurare tale valore non è scelta a caso. Essa rappresenta come detto in precedenza circa i 3000 metri di altezza... bene, sono le nuvole che si formano a tale altitudine ad essere quelle più "propense" a far piovere :-)

 


 
Sunday, 22 April 2012 22:29

I Signori del Meteo in Italia

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Che negli ultimi anni il meteo non sia solo un argomento "per far passare il tempo dal barbiere" ma sia ImmagineLinkPrevisioniAggiornatediventato anche un business non indifferente lo si può capire facilmente se osserviamo le continue diatribe che nascono "tra i meteorologi" ogni volta che il meteo sta per cambiare. Ormai siti meteo, meteorologi, meteorine e tutto quello che il web e la tv ci propone per quanto riguarda la meteorologia, si "battono" a suon di cag*ate solo per fare audience e per attirare lettori o telespettatori per le proprie rubriche.

La settimana scorsa abbiamo assistito alla diatriba "Mini-Cicolone" Lucy...sembrava dovesse arrivare un uragano sull'Italia ed invece poi si è trattato di maltempo "importante" ma non così disastroso (menomale) come qualcuno ce lo aveva spacciato... ora invece è la volta del Caldo...occhio perchè arriva Hannibal l'anticiclone Africano che ci cuocerà tutti...ma se questo anticiclone si chiama Hannibal...quelli che l'hanno preceduto, come si chiamano?? Farà tutto sto caldo che ci ritroveremo in estate o sarà un caldo sopportabile? anche in queto caso c'è stata la divisione tra chi dipinge scenari estivi e chi invece va più cauto ed esclude categoricamente che si tocchino i 30°... chi avrà ragione lo vedremo nei prossimi giorni...anche perchè sta fiammata dovrebbe durare qualche giorno e niente più...

Comunque, il fatto che il meteo sia diventato un business, lo dimostra il fatto che ieri è apparso sul Sole24Ore un articolo molto interessante che riporto di seguito...a voi scegliere lo schieramento... :-)

dal Sole24Ore:

«Sul clima dei prossimi giorni i meteorologi si dividono». Apriti cielo. La frase rifugio dei commentatori è come un'esca per la gola di meteomaniaci e no. Intriga, alimenta il sospetto, scatena la corsa (sempre più frenetica) all'ultimo aggiornamento: da fonti nuove, provvisorie e variabili, e da salde fonti di fiducia. O anche solo a collazionare puntate flash, intervalli meteo, per trarne una personale mediana: che tempo che fa (o farà).

Così i bollettini in tivù raggiungono picchi del 30% di share e i siti specializzati balzano in testa alle classifiche di audience. L'ombra della cataclisma e, più in basso, quella del weekend mandato all'aria si nascondono dietro gli annunci di rovesci e folate. Si costruiscono notizie con la neve d'inverno o il caldo d'estate: figurarsi quando piove senza sosta e fa freddo in primavera, arrivano in visita mini-cicloni mediterranei e vortici, battezzati Lucy o Madeleine dal centro meteorologico di Offenbach, in Germania.

In Italia si contano centinaia di siti meteo, e i più aggregano notizie prese in rete e offrono servizi da dilettanti. Sono meno quelli veramente autorevoli, che lavorano su complessi calcoli matematici. Sul versante pubblico ci sono i servizi dell'Aeronautica, delle Regioni, della Protezione Civile, del ministero (mentre ad esempio nell'ordinata Svizzera il portale per le previsioni è unico). Dal lato privato, siti che prendono a modello di riferimento il Centro Europeo di Reading con il modello ECMWF ed elaborano dati, come ilmeteo.it o 3bmeteo.com.

La professionalità ripaga. A febbraio, complici le nevicate che hanno colpito Roma nelle prime settimane, il sito ilmeteo.it ha raddoppiato i contatti rispetto ai mesi precedenti e si è portato al secondo posto tra i portali d'informazione, con 1.311.189 utenti unici nel giorno medio (fonte Audiweb). Il mercato vale sempre più: come ha dichiarato il fondatore e amministratore delegato Antonio Sanò, ilmeteo.it è passato in tre anni da 1 a 5 milioni di euro di raccolta pubblicitaria (e un altro milione arriva dalla vendita di servizi).

Su internet, manco a dirlo, ci sono servizi per tutte le esigenze. Si può stringere e stringere ancora il focus. Siti che si dedicano solo a una specifica area geografica, come «il meteo dei milanesi», a cura dell'Osservatorio Meteorologico di Milano Duomo, che prevede quale sarà il tempo nell'arco di tre giorni. E poi webcam, immancabili gruppi su Facebook e applicazioni in prima linea sullo schermo dello smartphone: ogni tanto, un'occhiatina al tempo, magari prima di alzare gli occhi al cielo o sporgersi dalla finestra.

Il servizio pubblico dei bollettini è cominciato alla radio e poi è arrivato in tv, che ha istruito e illustrato, e cambiato poco a poco le abitudini degli utenti. In bianco e nero l'appuntamento con il primo dei colonnelli, e anche il più famoso, Edmondo Bernacca. Capace di raccontare «Il tempo in Italia», spiegando al largo pubblico la variazione di pressione, l'anticiclone, la nascita di un temporale, e poi traghettare questi concetti nella tv a colori.

La convenzione tra Aeronautica e Rai ha dato il via alla serie dei colonnelli, che devono unire formazione professionale, stellette (quando non in pensione), e doti comunicative: almeno provare ad acquisire un po' i tempi televisivi. Con la gemmazione degli spazi meteo hanno proliferato gli epigoni di Bernacca, che oggi si chiamano Massimo Morico, Guido Guidi, Francesco Laurenzi. Colonnello è Mario Giuliacci, che non fa servizio pubblico ma si è occupato delle previsioni meteo per i programmi Mediaset prima di passare a La7, e che gestisce anche un sito internet. Come il figlio Andrea, che colonnello non è, ma ha coltivato lo stesso interesse del padre e ne ha preso il posto a Medisaet.

Figura diversa, Luca Mercalli, il climatologo impegnato e presidente della Società Meteorologica Italiana, diventato noto ai telespettatori con la trasmissione di Fabio Fazio «Che tempo che fa». Si preoccupa della ricerca scientifica, del risparmio energetico, delle politiche del territorio.

Anche per sanare la scissione tra meteorologi modellisti e meteorologi divulgativi, rappresentata a pieno dalla figura della meteorina, e al parossismo raggiunto nel Tg4 di Emilio Fede. A proposito, la veste indicata dal nuovo direttore Giovanni Toti non prevede belle ragazze per gli annunci sul tempo. Perché sarà pur vero, come sosteneva Oscar Wilde, che ogni volta che si parla del tempo «s'intenda parlare di qualcos'altro». Ma forse anche a questo c'è un limite.

Potremmo dire "Alea iacta est"... ossia il "dado è tratto" e a lanciare il dado è stato Mario Giuliacci, che dal suo sito (www.meteogiuliacci.it) scopre le carte i merito alla "diatriba" meteorologica che da giorni appassiona e divide i meteoappassionati italiani, ma prima riportare dubbio quanto riportato dal noto meteorologo sul propio portale, vorrei riassumere brevemente di cosa stiamo parlando.

Qualche giorno fa sui principali modelli meteorologici è apparsa (e poi confermata nei vari Run usciti fino ad oggi) una figura barica, apparentemente inusuale, che mostra una "profonda bassa pressione", in lento movimento dalla Sardegna verso l'Italia Centrale per poi risalire lungo il mar Adriatico dove, nella giornata di domenica verrà assorbita da un'altra depressione situata sui Balcani. Osservando le mappe sicuramente tale "figura" è estremamente interessante soprattutto dal punto di vista dei minici barici previsti: 985mbar! Sicuramente una bassa presisone molto profonda. Osservando poi le altre carte meteo (come ho fatto io in questo articolo), si possono intuire alcune caratteristiche di tale "robo mediterraneo", ad esempio il cuore è caldo (la temperatura del suo "nucleo" è più alta rispetto alle zone limitrofe)... i venti si dispongono in moto rotatorio attorno al centro e sembrano piuttosto forti (oddio... 60Km/h... la Bora tira molto di più...) e le precipitazioni?!?! Abbondanti... 100 mm in due giorni nelle zone interessate (a Genova il giorno dell'alluvione dello scorso autunno ne erano caduto 500 in poche ore...). Insomma sicuramente questa "figura barica" avrà la capacità di portare sull'italia una cospicua ondata di maltempo non c'è che dire...

La vera chiacca però è stata la diatriba che sul web si è scatenata... da una parte i sostenitori della tesi : Venerdì arriva un Ciclone Mediterraneo e sono cazzi per le zone colpite, dall'altra parte i sostenitori della tesi: Venerdì arriva una profonda depressione che porterà una forte ondata di maltempo sull'Italia. Ovvio, se io fossi un uomo di marketing e dovessi scegliere se è più figo scrivere "Miniciclone"  o "depressione", sceglierei sicuamente la prima... che mi fa venire in mente i Caraibi, mentre la seconda mi fa venire in mente il Prozac :-).

Le Agenzie di stampa e le testate giornalistiche online ovviamente hanno fatto incetta del termine miniciclone, "coniato" da Antonio Sanò (de ilmeteo.it) in un'intervista all'Ansa, prospettando per Venerdì l'arrivo sull'Italia di questo coso... poi si sà che sul web una "notizia" viene subito ingigantita e addirittura qualcuno ha scomodato il termine "uragano di categoria 1"  :-DDD ... di "landfall" (certo atterra gli ufo) e di tanti altri termini più o meno altisonanti. Dall'altra parte della "barricata" invece, capitanati da Mario Giuliacci si sono schierati quelli che invece hanno chiamato la figura barica come "depressione mediterranea"... un termine poco di "appeal" ma forse più corretto

Come scrivevo nel mio articolo, io non sono un esperto e non mi permetto di dire cose che "non conosco" e per le quali non ho "l'autorità" per dire la mia, ma qualche dubbio sul fatto che i 985mbar e il cuore caldo, bastassero per affermare che sta arrivando un Tropical Like Cyclone o miniciclone...o un uragano di categoria 1 (sta roba fa proprio ridere...), è venuto anche a me. Bene oggi Giuliacci ha "calato le carte" e dal sui sito ha puntualizzato alcune cose molto importanti che dovrebbero togliere ogni dubbio classificando "Sulley" (così è stata chiamato) come depressione mediterranea.

Riportoalcuni passaggio di quanto scritto sul sito www.meteogiuliacci.it e che potete leggere integralmente qui:

  1. il valore molto profondo delle pressione nel centro della depressione, stimato per venerdì  su  valori intorno 985 sulla Sav13rdegna,  non è una delle condizioni perché si possa parlare di TLC ( come invece  ha fatto la maggior parte dei male informati).  Infatti anche nelle  depressioni  mediterranee si raggiungono spesso valori  così  bassi ;
  2. La presenza di un cuore caldo nel centro della depressione, come in effetti  avverrà  nella depressione di venerdì ,   è una condizione necessaria ma non sufficiente perché si possa parlare TLC;
  3. I TLC sono sempre barotropici ovvero intorno al centro di bassa pressione le isoterme  sono sempre  parallele alle isoipse; le depressioni mediterranee invece sono sempre barocline ovvero le  isoipse tendono ad intersecare le isoterme;
  4. I TLC non hanno un fronte freddo e un fronte caldo; le depressioni mediterranee invece sì;
  5. La violenza dei venti e  delle piogge  nelle  depressioni mediterranee  può essere pari a quella dei TLC.  Lo dimostra il fatto che tutti gli eventi alluvionali in Italia sono collegate alla presenza di depressioni mediterranee, come ho già scritto ieri nell’articolo sulle depressioni mediterranee

Ora osservate la Fig. allegata, che riporta la configurazione a 850 hPa alle ore 14 di venerdì 13.

Come potete vedere la struttura è baroclina  e,  per  di più è dotata di un fronte freddo e di un fronte caldo. (come ovvio essendo baroclina). Insomma  non vi sono le condizioni perché  si possa parlare di TLC; al contrario  vi sono tutte le  condizioni perché si possa parlare di depressione mediterranea.


insomma secondo Giulicci non è un miniciclone... e  mio modesto parere ha proprio ragione :-)

 

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