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Tue03262019

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Meteo for Dummies

Meteo for Dummies (69)

meteofodMolti parlano di Meteorologia, ma pochi ne sanno davvero qualcosa... in questa sezione del sito troverai spiegati molti "concetti" apparentemente semplici ma che però racchiudono degli aspetti spesso sconosciuti. Una guida "for Dummies" scritta da un "Dummies" che vi introdurrà in modo semplice nel fantastico mondo della Meteorologia!!

Saturday, 22 September 2012 20:59

Monitoraggio ITCZ: seconda decade di settembre 2012

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Ecco come promesso il solito resoconto sull'ITCZ. Tra l'11 e il 20 settembre 2012, l'ITF (Intertropical Front) non ha mantenuto il trend iniziato nella prima decade di Settembre e anche se non di molto è leggermente avanzato rispetto alla sua posizione precedente. L'anomalia maggiore però sta nella differenza che l'attuale posizione ha rispetto alle medie del periodo. Quindi, come successo in precedenza anche in questo caso un'arretramento del fornte non ha significato "il declino" definitivo della posizione. Infatti che il fronte arretrasse era già successo sia a fine luglio che nella seconda decade di agosto (fatti che avevano portato a credere ad un graduale abbassamento del fronte) ma poi puntualmente ITF è sempre avanzato... come in questo caso.

La posizione media della porzione occidentale dell'ITF è stata posizionata approssimativamente a 19.4°N , 0.3° più a nord rispetto alla posizione precedente, e 1.7° più a nord della posizione media sul lungo periodo.

La posizione media della porzione orientale dell'ITF è stata posizionata approssimativamente a 16°N, che è di 0.4° gradi più a nord rispetto alla decade precedente e 0.5° gradi più a nord della posizione media climatologica. Quindi la parte orientale del fronte,  dopo essersi posizionato a sud rispetto la media climatologia (per la prima volta dal mese di maggio) durante la prima settembre, in questa seconda decade è avanzato nuovamente.

La posizione anomala della ITF lungo la parte occidentale del fronte è stata causata da forti venti da sud che hanno determinato piogge tardive e al di sopra della media in tutta la Mauritania, nel Mali e nel Burkina Faso. Probabilmente la rimonta Africana che stanno vivendo le regioni meridionali è favorita anche da questa posizione effettivamente MOLTO più a nord rispetto alle medie... ma sinceramente è plausibile attendersi che la terza decade riporti tutto verso la normalità... staremo a vedere

La figura 1 mostra la posizione attuale ITF rispetto alle posizioni medie climatologiche della seconda decade di settembre, e la sua posizione nella prima decade di settembre. Le figure 2 e 3 sono una serie temporale che illustra i valori medi di latitudine delle porzioni occidentali ed orientali della ITF, rispettivamente, e le loro progressioni osservate da aprile, 2012.

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FIGURA 1 : Posizione ITCZ seconda decade di settembre (fonte: http://www.cpc.ncep.noaa.gov)

Ecco gli scostamenti rispetto ai mesi precendenti

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FIGURA 2: Andamento Posizione ITCZ occidentale  (fonte: http://www.cpc.ncep.noaa.gov)

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FIGURA 3: Andamento Posizione ITCZ occidentale  (fonte: http://www.cpc.ncep.noaa.gov)

Thursday, 13 September 2012 10:18

Monitoraggio ITCZ: prima decade di settembre 2012

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Ecco come promesso il solito resoconto sull'ITCZ. Tra l'1 e il 10 settembre 2012, l'ITF (Intertropical Front) è arretrato su tutto il fronte dopo che nell'ultima decade di agosto aveva toccato la sua posizione più a nord di tutta la stagione estiva. Che il fronte arretrasse era già successo sia a fine luglio che nella seconda decade di agosto (fatti che avevano portato a credere ad un graduale abbassamento del fronte) ma poi puntualmente ITF è sempre avanzato... quindi anche in questo caso, prima di "cantare vittoria" è bene attendere i dati della seconda decade di settembre per vedere se effettivamente si sta andando verso l'autunno anche da questo punto di vista!

La posizione media della porzione occidentale dell'ITF è stata posizionata approssimativamente a 19.1°N , quasi 2° in meno rispetto alla posizione precedente, e solamente 0.6° a nord della posizione media sul lungo periodo.

La posizione media della porzione orientale dell'ITF è stata posizionata approssimativamente a 15.6°N, che è di 1° gradi più a sud rispetto alla decade precedente e 0,5° gradi più a sud della posizione media climatologica. Per la prima volta da aprile quindi la parte orientale del fronte presenta una posizione inferiore rispetto alle medie cliematologiche... e questo fa ben sperare ;-)

La posizione anomala della ITF lungo la parte occidentale del fronte è probabilmente da attribuirsi alle piogge superiori alla media che hanno interessato  gran parte del Sahel in particolar modo la Nigeria, Burkina Faso e Mali. Di rimando invece come abbiamo visto la parte est del fronte non ha avuto significativi apporti ventosi da sud e questo ne ha favorito l'arretramento. Questo arretramento è sicuramente una delle cause del fatto che sulla nostra penisola hanno trovato modo di arrivare 2 affondi Nord-Atlantici che hanno favorito le precipitazioni viste ad inizio di settembre e quelle di questi giorni. Il fatto che i modelli non indichino per l'Italia il ritorno dell'Africano può significare davvero che per l'ITCZ è iniziato il declino...

La figura 1 mostra la posizione attuale ITF rispetto alle posizioni climatologiche della prima decade di settembre, e la sua posizione nella terza decade di agosto. Le figure 2 e 3 sono una serie temporale che illustra i valori medi di latitudine delle porzioni occidentali ed orientali della ITF, rispettivamente, e le loro progressioni osservate da aprile, 2012.

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FIGURA 1 : Posizione ITCZ prima decade di settembre (fonte: http://www.cpc.ncep.noaa.gov)

Ecco gli scostamenti rispetto ai mesi precendenti

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FIGURA 2: Andamento Posizione ITCZ occidentale  (fonte: http://www.cpc.ncep.noaa.gov)

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FIGURA 3: Andamento Posizione ITCZ occidentale  (fonte: http://www.cpc.ncep.noaa.gov)

Thursday, 23 August 2012 18:39

Monitoraggio ITCZ: Seconda Decade di Agosto 2012

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Ecco come promesso il solito resoconto sull'ITCZ. Tra l'11 e il 20 Agosto 2012, l'ITF (Intertropical Front) l'ITF è rimasto sopra le medie climatologiche del periodo su gran parte del territorio Africano, ma è arretrato rispetto alla sua posizione media avuta nel corso della prima decade del mese di Agosto. Come già successo nella terza decade di Luglio quindi sembrerebbe che il Fronte intenda arretrare verso posizioni a lui più consone per questo periodo. Speriamo che questa volto non intenda avanzare nuovamente perchè vorrebbe dire altre incursioni africane sulla nostra penisola. 

Il fatto che la parte centrale del fronte sia anche stavolta sopra media è molto probabilmente dovuta ai forti venti provenienti da Sud che hanno portato piogge torrenziali nel Shael e nel Mali e nel Niger Occidentale. Il Monsone di Sud-Ovest in pratica continua a spingere nonostante il suo centro si sia notevolmente abbassato.

La posizione media della porzione occidentale dell'ITF è stata posizionata approssimativamente a 19.5°N , 0,3° sotto la posizione precedente, e  praticamente in linea con le medie sul lungo periodo.

La posizione media della porzione orientale dell'ITF è stata posizionata approssimativamente a 17.6°N, che è di 0.6° gradi più a sud rispetto alla decade precedente e 0,2° gradi più a nord della posizione media climatologica. Questa è la decima decade consecutiva in cui il fronte EST è sopra la media climatologica

Tirando le conclusioni possiamo dire, secondo il mio modesto parere, che l'ITCZ pur essendo "alimentato" nella sua parte centrale dai forti venti da sud-ovest che sono alimentati dalle basse pressioni presenti a sud del Ghana , ha comunque arretrato il suo raggio di azione, questo infatti determina il fatto che la nostra penisola verrà probabilmente interessata nei prossimi giorni da un modesto peggioramento con un calo delle temperature che potrebbe essere anche marcato in certe zone. Questo perchè una saccatura riuscirà a "scalfire" il dominio anticiclonico penetrando fin sul mediterraneo

La figura 1 mostra la posizione attuale ITF rispetto alle posizioni climatologiche della prima decade di Luglio, e la sua posizione precedente nella terza decade di Luglio. Le figure 2 e 3 sono una serie temporale che illustra i valori medi di latitudine delle porzioni occidentali ed orientali della ITF, rispettivamente, e le loro progressioni osservate da aprile, 2012.

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FIGURA 1 : Posizione ITCZ seconda decade di Agosto (fonte: http://www.cpc.ncep.noaa.gov)

Ecco gli scostamenti rispetto ai mesi precendenti

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FIGURA 2: Andamento Posizione ITCZ Occidentale  (fonte: http://www.cpc.ncep.noaa.gov)

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FIGURA 3: Andamento Posizione ITCZ Occidentale  (fonte: http://www.cpc.ncep.noaa.gov)

Non dico che oggi, 20 Agosto 2012,  sia una giornata storica per la meteorologia Nazionale... ma poco ci manca. Dopo la petizione per averlo anche in Italia, dopo averlo "visto" per qualche giorno lo scorso anno (ma si trattò solo di un "errore"), finalmente oggi il Radar Nazionale della Protezione Civile è una realtà!

Sì sì non sto scherzanzo... infatti basta andare al seguente Link per vederlo in tutto il suo splendore!!

La Protezione Civile nella pagina di presentazione del Radar sottolinea le seguenti avvertenze:

I dati vengono pubblicati in tempo reale, dunque non sono ancora stati sottoposti a un processo di validazione. Le informazioni contenute nelle immagini hanno quindi solo carattere divulgativo. Non è possibile diffondere, pubblicare, commercializzare né utilizzare le immagini, anche in parte, se non concordato con il Dipartimento della Protezione Civile.

Le immagini visualizzate sono un prodotto di quanto acquisito ogni 15 minuti dai radar operativi e regolarmente funzionanti della Rete Radar Nazionale e si riferiscono al Vertical Maximum Intensity (VMI), che rappresenta il valore massimo di riflettività – o valore di ritorno – presente sulla verticale di ogni punto. L'orario indicato si riferisce al Tempo Coordinato Universale - UTC.

In caso di malfunzionamento di un radar il quadro riportato potrebbe risultare parziale. Inoltre, il segnale potrebbe incontrare ostacoli come colline o montagne che impediscono di raggiungere le idrometeore e quindi di stimare la presenza di eventuali perturbazioni.

Il VMI presentato è dunque, a titolo esemplificativo, un prodotto riferito al composito nazionale, dando evidenza del contributo di ciascuna amministrazione partecipante al fine di rendere pubblico in modo tangibile lo sforzo compiuto in questi ultimi anni da parte di tutti gli attori che concorrono alla realizzazione della Rete Radar Nazionale.


Insomma...sembra che finalmente anche in Italia (come in molti altri stati) si potrà finalmente avere la situazione in tempo quasi reale di quello "che sta per accadere" sulle nostre teste... non dovremo più noi appassionati (e non solo) rincorrere i "mille mila" radar locali sparsi in giro per i molti siti web...che spesso non funzionavano...e che non davano una visione di insieme della situazione "italiana"... visti i fenomeni sempre più violenti che colpiscono anche la nostra Penisola, mi viene da dire solo una cosa: ERA ORA!!

 

Monday, 06 August 2012 22:01

Il Downburst non è una tromba d'aria....

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Ogni volta, dai non esageriamo...quasi ogni volta che nelle ultime settimane abbiamo letto le cronache dei forti (in alcuni casi fortissimi) temporali db1che hanno interessato alcune zone del Nord Italia (in particolar modo il Piemonte, la Lombardia, il Trentino Altoadige, l'Alto Veneto e il Friuli), ci siamo imbattutti in alcuni termini ricorrenti... grandine, piogge torrenziali, e tromba d'aria... Caspita, se adesso ogni volta che arriva un temporale arriva anche na tromba d'aria siamo messi maluccio...

In realtà però nella quasi totalità delle volte in cui si è usato questo termine (che dal punto di vista giornalistico fa molto figo), lo si è usato a sproposito. Il fatto è che spesso il giornalista che si trova ad osservare un fenomeno temporalesco violento in cui improvvisamente non si vede più nulla e si viene investiti da raffiche di vento a volte "esagerate", è portato a credere di trovarsi di fronte ad un "tornado" quando in realtà è molto probabilmente il fenomeno del Downburst!

Per dirla in parole semplici  (prima di spiegarla con termini più tecnici) il Downburst è il vento, che si forma "davanti" ad un fronte temporalesco che avanza, alzato dalla pioggia, e dall'aria che con essa scende, che sbatte per terra...più la pioggia scende violentemente e più il vento è più forte... provate a lanciare un sasso in una pozzanghera... se lo lasciate cadere esso schizza... ma se lo lanciate con violenza lo schizzo è più forte... :-) Ma vediamo nel dettaglio cosa è il downburst...

Esso è generato da un forte "Downdraft"  ossia una colonna d'aria fredda a piccola scala che scende rapidamente dal cumulonembo accompagnata da forti piogge. La forte discesa crea un impatto con il suolo tale che, una volta raggiunto il suolo la colonna d'aria si espande orizzontalmente. In queste condizioni si viene a formare un "vortice" rotante al interno del quale si sviluppano dei venti molto ravvicinati tra loro di elevata velocità ma soprattutto di direzioni opposte.

Un downburst può avere quindi una variazione improvvisa del vento in intensità e direzione di due diversi tipi (in gergo questo fenomeno si chiama Wind Shear)

  1. verticale - cioè consiste in una rapida variazione di velocità e intensità del vento in linea verticale;
  2. orizzontale - cioè la rapida variazione di velocita ed intensità del vento in linea orizzontale;


db2Nella maggior parte dei casi si tratta di Downburst accompagnati come detto in precedenza da precipitazioni (wet downburst), ma in alcuni casi non sono accompagnati da precipitazioni e vengono quindi detti "dry downburst". Questo ultimo tipo avviene quando le precipitazioni attraversano uno strato di aria secca che fa evaporare la pioggia impedendole di arrivare a terra... cosa che però non accade con la massa d'aria che l'accompagna.

Se la base del cumulonembo si sviluppa ad una quota elevata molto probabilmente si è in presenza di un'umidità piuttosto bassa e quindi scarse precipitazioni e forti downdraft, in questo caso la probabilità che si formi un dry downburst è alta. Se invece il cumulonembo si sviluppa ad una quota bassa molto probabilmente saremo in presenza di aria umida e quindi abbondanti precipitazioni con deboli downdraft in questo caso la probabilità che si crei un wet downburst è molto alta.

Il Downburst normalmente è più forte sul bordo avanzante della stessa cella temporalesca, le raffiche che sviluppa spesso possono causare seri danni alla vegetazioni e alle strutture dei centri urbani a tal punto che questo spesso può essere confuso con i danni provocati appunto da una tromba d'aria! Ma il Downburst si differenzia da essa per due motivi... Innanzitutto si può formare anche in presenza di temporali poco intensi ma soprattutto come abbiamo visto in precedenza, un downburst produce venti che si muovono in "linea retta" e che non assumono però il classico moto rotatorio delle trombe d'aria!

Insomma sono violenti, anzi olto violenti anche loro... ma sarebbe opportuno non confonderli con l'altro fenomeno meteorologico di cui parlerò però in un'altro articolo! :-)

Friday, 03 August 2012 07:52

Monitoraggio ITCZ: Prima Decade di Agosto 2012

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Tra l'1 e il 10 Agosto 2012, l'ITF (Intertropical Front) l'ITF è avanzata notevolmente rispetto alla posizione registrata nell aterza decade del mese di Luglio. Si tratta di di un acambio di rotta positivo che probabilmente ha spiazzato tutti visto l'arretramento precedente.

Analizzando la prima immagine possiamo notare, come spesso accaduto anche nei mesi scorsi la parte più occidentale del fronte è abbondantemente sotto media, poi la parte centrale del fronte si riporta abbondante sopra la media, per ritornarci nella parte orientale. Il fatto che la parte centrale del fronte sia anche stavolta sopra media è molto probabilmente dovuta ai forti venti provenienti da Sud che hanno portato piogge torrenziali nel Shael e nel Mali e nel Niger Occidentale. Il Monsone di Sud-Ovest in pratica continua a spingere nonostante il suo centro si sia notevolmente abbassato.

La posizione media della porzione occidentale dell'ITF è stata posizionata approssimativamente a 19.8°N , 0,4° sopra la posizione precedente, e 0.5° a Nord delle medie sul lungo periodo.

La posizione media della porzione orientale dell'ITF è stata posizionata approssimativamente a 18.2°N, che è di 1.4° gradi più a nord della decade precedente e 0,9° gradi più a nord della posizione media climatologica. Questa è l'ottava decade consecutiva in cui il fronte EST è sopra la media climatologica

Tirando le conclusioni possiamo dire, secondo il mio modesto parere, che l'ITCZ è sempre alimentato nella sua parte centrale dai forti venti da sud-ovest che sono alimentati dalle basse pressioni presenti a sud del Ghana. Sono molto probabilmente questa a consentire ancora il "surplus" nella parte centrale del ITCZ.

Cosa attenderci? Beh difficile dirlo, ma di sicuro le incurzioni africane non possono man care.  La prossima che arriverà nel Week End (soprattutto al Centro Nord) è figlia della posizione sopra media dell'ITCZ. Poi sembra che le temperature diminuiscano...forse segno che anche ITCZ cederà...

La figura 1 mostra la posizione attuale ITF rispetto alle posizioni climatologiche della terza decade di Luglio, e la sua posizione precedente nella seconda decade di Luglio. Le figure 2 e 3 sono una serie temporale che illustra i valori medi di latitudine delle porzioni occidentali ed orientali della ITF, rispettivamente, e le loro progressioni osservate da aprile, 2012.

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FIGURA 1 : Posizione ITCZ prima decade di Agosto (fonte: http://www.cpc.ncep.noaa.gov)

Ecco gli scostamenti rispetto ai mesi precendenti

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FIGURA 2: Andamento Posizione ITCZ Occidentale  (fonte: http://www.cpc.ncep.noaa.gov)

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FIGURA 3: Andamento Posizione ITCZ Occidentale  (fonte: http://www.cpc.ncep.noaa.gov)

Thursday, 26 July 2012 10:41

Monitoraggio ITCZ: Seconda Decade di Luglio 2012

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Tra l'11 e il 20 giugno 2012, l'ITF (Intertropical Front) l'ITF è avanzata in modo compatto sia lungo la sezione occidentale (un po' meno) che lungo la sezione orientale, mantenendosi più a nord rispetto alla posizione media climatica di questo periodo. L'avanzamento maggiore si è comunque osservato nella zona centrale del fronte che è evidentemente sopra media. Solo la parte più ad occidente (una minima parte di essa in realtà) è più arretrata rispetto alla media in questo periodo. Questo è probabilmente attribuibile al fatto che in pieno oceano Atlantico a ridosso dell'equatore,  è presente un'anomalia negativa delle SST dell'Atlantico e questa potrebbe determinare un centro di bassa pressione in grado di rafforzare, e non poco, il Monsone di Sud-Ovest che sposta quindi la cella di Hadley e di conseguenza l'ITCZ.

La posizione media della porzione occidentale dell'ITF è stata posizionata approssimativamente a 19.4°N (la più avanzata toccata fino ad ora), ossia 1.4° a nord della posizione media climatologica.

La posizione media della porzione orientale dell'ITF è stata posizionata approssimativamente a 17.2°N, che è di 0.5° gradi più a nord della decade precedente e 1.3° gradi più a nord della posizione media climatologica. L'ITF ad est si è spostata molto più a Nord rispetto alle decadi fino ad ora osservate

Tirando le conclusioni, possiamo dire che il fronte rimane mediamente in posizione più elevata rispetto alle medie del periodo. Questo si potrebbe tradurre in una nuova fase "anticiclonica africana" (già in vista per l'italia nei prossimi giorni). A quanto pare però nel medio lungo termine, almeno per le regioni settentrionali, non si vedono eccessive ondate di calore. Tiene infatti (anche se meno forte) il Tripolo atlantico che si mantiene inconfigurazione +-+ e quindi favorevole alla discesa di "cavi d'onda" che potrebbero avere la forza di mantenere lontani incursioni africane.

La figura 1 mostra la posizione attuale ITF rispetto alle posizioni climatologiche della seconda decade di Luglio, e la sua posizione precedente nella prima decade di Luglio. Le figure 2 e 3 sono una serie temporale che illustra i valori medi di latitudine delle porzioni occidentali ed orientali della ITF, rispettivamente, e le loro progressioni osservate da aprile, 2012.


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FIGURA 1

Ecco gli scostamenti rispetto ai mesi precendenti

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FIGURA 2

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FIGURA 3

Monday, 23 July 2012 22:13

I 10 Venti del Lago di Garda...li conoscete?

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Il "nostro" Garda lo conosciamo tutti. La sua forma lascia intendere che esso sia nato grazie all'azione di un Ghiacciaio Paleolito che ha scavalto la collina morenica che oggi lo "racchiude" tra le sue "sponde".  Il Lago che è  quindi circondato nella parte più settentrionale (diciamo dasurfgarda Punta San Vigilio fino a Riva del Garda se consideriamo la sponda Veronese) da montagne, le maggiori delle quali appartengono al Gruppo del Baldo.

Il Clima è piuttosto mite anche in inverno anche se a volte regala insperate sorprese come la nevicata dello scorso febbraio che grazie ad un potente effetto lago ha portato 20 cm di neve in alcune zone della costa veronese. Oltre che ad una conosciuta meta turistica anche internazionale (soprattutto Tedeschi ed Austriaci), il Lago è una meta conosciuta in tutto il mondo dagli amanti della vela e del windsurf, infatti la particolare posizione geografica e le caratteristiche morfologiche delle Valli laterali, favoriscono l'inserimento di venti provenienti da diverse direzioni ed intensità a seconda delle condizioni atmosferiche, della stagione e dell'altezza del sole sull'orizzonte. Vediamo quali sono i venti principali quindi che ogni surfer conosce...e che magari a molti di noi sfuggono.

Il PELER: E' il vento caratteristico del Garda è il PELER, è un vento proveniente da Nord e che interessa quasi tutto il lago, soprattutto l'alto ed il medio Garda. Esso soffia dalle prime ore della notte fino a circa mezzogiorno e si rafforza dopo il sorgere del sole a causa dell'aumento della temperatura. E' più forte lungo la sponda Veronese teoricamente,  tra Torri e Malcesine. In estate, raggiungendo i 15 m/s è in grado i formar eun discreto moto ondoso. Viene sfruttato per la pratica del windsurf da numerosi appassionati che escono all'alba nei pressi di Limone o di Malcesine.

Il Vento di ORA: Si tratta di una brezza di valle proveniente dalla pianura Padana che spira da Sud poco dopo la caduta del Peler (12-13) sino al pomeriggio inoltrato. E' maggiore nell'alto Garda dove, grazie alla forma ad imbuto del Lago, esso acquista velocità per quello che viene definito L'effetto Venturi (o paradosso idrodinamico) ossia quel fenomeno fisico, scoperto e studiato dal fisico Giovanni Battista Venturi, per cui la pressione di una corrente fluida aumenta con il diminuire della velocità. E' un vento "poco" intenso e mediamente non supera i 5/6 metri al secondo, ma d'estate, soprattutto sull'alto Garda può raggiungere i 10/12 m/s portando alla formazione di un discreto moto ondoso.

Il PONAL: E' un vento tipicamente estivo e di forte intensità. Soffia dalla valle di Ledro nelle ore mattutine e nelle ore serali seguendo il solco del torrente Ponale da cui ne deriva il nome.

Il BALI: E' un vento proveniente da Nord tipicamente invernale, originato da un forte abbassamento della temperatura spesso dovuto ad intense precipitazioni a carattere nevoso. Può raggiungere velocità fino a 20 m/s e dare luogo ad un forte moto ondoso.

L'ANDER: E' un altro vento tipico del Lago. Esso proviene da Sud-Ovest, soffia nel primo pomeriggio e che si protrae solo per poche ore interessando soprattutto il Basso Garda. Può raggiungere velocità fino a 10 m/s dando luogo ad onde irregolari soprattutto da Torri del Benaco in su.

Il VINESA: E' un vento costante proveniente da Est Sud-Est e che soffia dalla sponda veronese verso quella bresciana. È dovuto a perturbazioni in corso nell'alto Adriatico o all'insorgenza della Bora; in tal caso se il cielo a Est Sud-Est di Peschiera diventa di colore scuro, si preannuncia l'arrivo di questo vento portatore di maltempo. Può essere molto pericoloso per la sua forza e per il moto ondoso che origina.

Il BOAREN: E' un vento che spira al mattino o alla sera da Ovest Nord-Ovest uscendo dal Golfo di Salò e allontanando il Peler dal Golfo di Toscolano-Maderno. È di varia intensità con una velocità massima che può arrivare 5-6 m/s anche se solitamente è debole e pertanto non riesce a lambire la sponda veronese ne causare moto ondoso. È un vento che solitamente porta bel tempo.

Il GARDESANA: E' un vento che spira da Garda in direzione di Sirmione.

Il VISENTINA: E' un vento originato dal maltempo che scende da San Vigilio interessando il basso Garda.

Il FASANELLA: E' un vento costante, solitamente di scarsa intensità, che si forma nel primo pomeriggio ad ovest di Fasano, frazione di Gardone Riviera, e soffia verso est fino al tramonto, raggiungendo anche il basso Garda. Può anche incanalarsi verso l'alto Garda ed acquistare forza per effetto Venturi, originando moto ondoso a partire da Tignale. È tipico del periodo estivo, porta bel tempo e rende il lago di color verde azzurro.

Monday, 16 July 2012 19:03

Monitoraggio ITCZ: Prima Decade di Luglio 2012

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Tra il 1 e il 10 giugno 2012, l'ITF (Intertropical Front) l'ITF è avanzata in modo compatto sia lungo la sezione occidentale (un po' meno) che lungo la sezione orientale, mantenendosi più a nord rispetto alla posizione media climatica di questo periodo. L'avanzamento maggiore si è comunque osservato nella zona centro orientale del fronte. Solo la parte più ad occidente è arretrata rispetto alla terza decade di Giugno. Questo è probabilmente attribuibile al fatto che a sud Ovest del Marocco è presente un anomalia negativa delle SST dell'Atlantico e questo determina un centro di bassa pressione in grado di rafforzare, e non poco, il Monsone di Sud-Ovest che sposta quindi la cella di Hadley e di conseguenza l'ITCZ.

La posizione media della porzione occidentale dell'ITF è stata posizionata approssimativamente a 18.3°N (la più avanzata toccata fino ad ora), ossia 0.6° gradi rispetto la precedente decade, mentre è posizionato 1.6° a nord della posizione media climatologica.

La posizione media della porzione orientale dell'ITF è stata posizionata approssimativamente a 16.8°N, che è di 1.5° gradi più a nord della decade precedente e 2.1° gradi più a nord della posizione media climatologica. L'ITF ad est si è spostata molto più a Nord rispetto alle decadi fino ad ora osservate

Tirando le conclusioni, possiamo dire che il fronte rimane mediamente in posizione più elevata rispetto alle medie del periodo. Questo si potrebbe tradurre in una nuova fase "anticiclonica africana" dopo quella appena trascorsa. A quanto pare però nel medio lungo termine, almeno per le regioni settentrionali, non si vedono eccessive ondate di calore. Tiene infatti (anche se meno forte) il Tripolo atlantico che si mantiene inconfigurazione +-+ e quindi favorevole alla discesa di "cavi d'onda" che potrebbero avere la forza di mantenere lontani incursioni africane.

La figura 1 mostra la posizione attuale ITF rispetto alle posizioni climatologiche della prima decade di Luglio, e la sua posizione precedente nella terza decade di giugno. Le figure 2 e 3 sono una serie temporale che illustra i valori medi di latitudine delle porzioni occidentali ed orientali della ITF, rispettivamente, e le loro progressioni osservate da aprile, 2012.


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FIGURA 1

Ecco gli scostamenti rispetto ai mesi precendenti

west

FIGURA 2

east

FIGURA 3

Il terzo satellite Meteosat di Seconda Generazione, dalla sigla Msg-3, progettato e costruito da Thales Alenia Space per conto meteosat10dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) e per Eumetsat, è stato lanciato alle 23,6 (ora del centro Europa), con un razzo vettore Ariane 5 dal Centro Spaziale di Kourou, nella Guyana francese.

Un lancio perfetto, con l’assordante rombo del potente razzo europeo, e con la lunga scià della coppia di vettori di spinta iniziale a combustibile solido, ha permesso dopo 34 minuti ad Ariane 5 di inserire in un’orbita ellittica detta “di trasferimento” l’ultimo arrivato (nello spazio) delle “sentinelle meteo made in Europe”. Il tutto, sotto l’attento controllo del Centro Esoc di Darmstadt, in Germania. Oltre a Msg 3, dall’ogiva dell’Ariane 5 è stato anche rilasciato il satellite per telecomunicazioni EchoStar 17, realizzato per i servizi della Hughes Network Systems dalla Space Systems Loral.

Con un peso di oltre due tonnellate al lancio, il satellite MSG-3 (rinominato Meteosat-10 una volta in orbita), di forma cilindrica con diametro di 3,2 metri, e altezza di 2,4 metri, è stato progettato per una vita operativa di sette anni. L’ultimo dei satelliti meteo Esa, è costituito da una struttura principale che si compone di ripetitori e antenne, e dalla piattaforma principale del satellite che include quelli che vengono chiamati sottosistemi, tra i quali quello di potenza, di controllo termico, e il Tt&C (che sta per “Telemetria e Telecomandi”). Dotato di 12 canali di acquisizione immagini, invierà un’immagine aggiornata ogni 15 minuti (rispetto ai 30 minuti dei satelliti di prima generazione), e opererà su 12 bande, dal visibile all’infrarosso, con risoluzioni spaziali da 1 a 3 chilometri.

MSG-3 è stato sviluppato e costruito da Thales Alenia Space, che da circa trent’anni è principale contraente per i satelliti meteorologici europei, e Thales Alenia Space Italia, è stata responsabile per il carico utile di comunicazione, di cui fanno parte antenne e trasponditori e del sistema Tt&C. Dopo la consegna di sette satelliti Meteosat di prima generazione, a metà degli anni novanta, Thales è stata scelta per realizzare anche i quattro satelliti di seconda generazione (Msg). I primi due satelliti Msg sono stati lanciati con successo ad agosto 2002 e a dicembre 2005. Il terzo componente di questa famiglia, lanciato la scorsa notte, è stato posizionato, dall’ultimo stadio dell’Ariane 5, in orbita geostazionaria a circa 36.000 chilometri, a longitudine 0°.

Grazie ai satelliti Meteosat di Seconda Generazione è stato possibile migliorare notevolmente l’analisi dei dati meteorologici in Europa, sin dai primi anni del 2000. Questi satelliti stabilizzati per rotazione (100 giri al minuto), infatti, ritrasmettono immagini ad alta risoluzione di Europa, Nord Atlantico e Africa, a beneficio di meteorologi e servizi meteo in tutto il continente europeo. La tecnologia avanzata che li contraddistingue ha notevolmente migliorato la qualità delle immagini, grazie al maggior numero di canali di osservazione, alle prestazioni radiometriche potenziate e ai cicli di rivisitazione dimezzati. Quest’ultima generazione di satelliti inoltre, punta su una più veloce produzione di immagini per fornire un più rapido e più frequente accesso ai dati da parte dei gestori del servizio; una migliore identificazione delle nuvole e della neve al suolo unita alla capacità di effettuare una analisi dell’atmosfera in modo da determinare con una certa accuratezza temperatura e umidità relativa.

"I dati meteo influenzano molte decisioni dell’economia europea, soprattutto in materia di trasporti e produzione di energia elettrica" - spiega Patrick Mauté, Direttore della divisione di Osservazione Ottica di Thales Alenia Space - “e se comprendiamo meglio questi dati, a livello nazionale e internazionale, potremo prevedere condizioni climatiche rigide e persino pericolose, e quindi trasmettere queste informazioni per proteggere la popolazione. Queste risorse nello spazio sono una componente vitale per l’osservazione del clima globale e dei pianeti”. “La nostra storia dei Meteosat” – aggiunge Mauté – “non termina con il lancio di questo satellite, visto che siamo stati scelti da ESA e Eumetsat, insieme al nostro partner tedesco OHB, per realizzare anche 6 nuovi satelliti di terza generazione”.

La storia dei satelliti Meteosat (noti anche perché da anni le loro immagini dell’Europa dallo spazio vengono utilizzate nelle rubriche meteo in TV), dura da 35 anni: era infatti il 23 dicembre 1977, quando il primo satellite meteo realizzato dall’Esa, del peso di 295 chilogrammi, venne lanciato, in quella prima occasione, con un razzo americano Delta 2914 da Cape Canaveral (ma già il secondo, nel 1981, verrà lanciato con un Ariane 1 dalla Guyana). Il sistema dei Meteosat fornisce informazioni meteorologiche sull’Europa, l’Africa e il Medio Oriente trasmettendo, in maniera costante, immagini della Terra e delle coperture nuvolose. I satelliti, inoltre, mediante le stazioni sparse sulla superficie terrestre, sono in grado di raccogliere anche dati relativi a temperatura, umidità e velocità dei venti.

Tutte queste informazioni, centralizzate ed elaborate, permettono agli studiosi di ricavare modelli matematici dell’atmosfera terrestre e rendono possibili previsioni atmosferiche a lungo termine sempre più accurate. “Inoltre, i nuovi Meteosat permettono di trarre benefici in tutte quelle attività che, in qualche misura, risentono dei fenomeni meteorologici: agricoltura, oceanografia, idrologia, ingegneria civile, traffico aereo” – precisano in una nota i responsabili della missione di Thales Alenia Space – “ e quest’ultima generazione di satelliti punta su una più veloce produzione di immagini per fornire un più rapido e più frequente accesso ai dati da parte dei gestori del servizio; una migliore identificazione delle nuvole e della neve al suolo unita alla capacità di effettuare un’ analisi dell’atmosfera in modo da determinare con una certa accuratezza temperatura e umidità relativa”.

Fonte: La Stampa

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