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Sun12172017

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Didattica Meteo

Didattica Meteo (25)

Potremmo dire "Alea iacta est"... ossia il "dado è tratto" e a lanciare il dado è stato Mario Giuliacci, che dal suo sito (www.meteogiuliacci.it) scopre le carte i merito alla "diatriba" meteorologica che da giorni appassiona e divide i meteoappassionati italiani, ma prima riportare dubbio quanto riportato dal noto meteorologo sul propio portale, vorrei riassumere brevemente di cosa stiamo parlando.

Qualche giorno fa sui principali modelli meteorologici è apparsa (e poi confermata nei vari Run usciti fino ad oggi) una figura barica, apparentemente inusuale, che mostra una "profonda bassa pressione", in lento movimento dalla Sardegna verso l'Italia Centrale per poi risalire lungo il mar Adriatico dove, nella giornata di domenica verrà assorbita da un'altra depressione situata sui Balcani. Osservando le mappe sicuramente tale "figura" è estremamente interessante soprattutto dal punto di vista dei minici barici previsti: 985mbar! Sicuramente una bassa presisone molto profonda. Osservando poi le altre carte meteo (come ho fatto io in questo articolo), si possono intuire alcune caratteristiche di tale "robo mediterraneo", ad esempio il cuore è caldo (la temperatura del suo "nucleo" è più alta rispetto alle zone limitrofe)... i venti si dispongono in moto rotatorio attorno al centro e sembrano piuttosto forti (oddio... 60Km/h... la Bora tira molto di più...) e le precipitazioni?!?! Abbondanti... 100 mm in due giorni nelle zone interessate (a Genova il giorno dell'alluvione dello scorso autunno ne erano caduto 500 in poche ore...). Insomma sicuramente questa "figura barica" avrà la capacità di portare sull'italia una cospicua ondata di maltempo non c'è che dire...

La vera chiacca però è stata la diatriba che sul web si è scatenata... da una parte i sostenitori della tesi : Venerdì arriva un Ciclone Mediterraneo e sono cazzi per le zone colpite, dall'altra parte i sostenitori della tesi: Venerdì arriva una profonda depressione che porterà una forte ondata di maltempo sull'Italia. Ovvio, se io fossi un uomo di marketing e dovessi scegliere se è più figo scrivere "Miniciclone"  o "depressione", sceglierei sicuamente la prima... che mi fa venire in mente i Caraibi, mentre la seconda mi fa venire in mente il Prozac :-).

Le Agenzie di stampa e le testate giornalistiche online ovviamente hanno fatto incetta del termine miniciclone, "coniato" da Antonio Sanò (de ilmeteo.it) in un'intervista all'Ansa, prospettando per Venerdì l'arrivo sull'Italia di questo coso... poi si sà che sul web una "notizia" viene subito ingigantita e addirittura qualcuno ha scomodato il termine "uragano di categoria 1"  :-DDD ... di "landfall" (certo atterra gli ufo) e di tanti altri termini più o meno altisonanti. Dall'altra parte della "barricata" invece, capitanati da Mario Giuliacci si sono schierati quelli che invece hanno chiamato la figura barica come "depressione mediterranea"... un termine poco di "appeal" ma forse più corretto

Come scrivevo nel mio articolo, io non sono un esperto e non mi permetto di dire cose che "non conosco" e per le quali non ho "l'autorità" per dire la mia, ma qualche dubbio sul fatto che i 985mbar e il cuore caldo, bastassero per affermare che sta arrivando un Tropical Like Cyclone o miniciclone...o un uragano di categoria 1 (sta roba fa proprio ridere...), è venuto anche a me. Bene oggi Giuliacci ha "calato le carte" e dal sui sito ha puntualizzato alcune cose molto importanti che dovrebbero togliere ogni dubbio classificando "Sulley" (così è stata chiamato) come depressione mediterranea.

Riportoalcuni passaggio di quanto scritto sul sito www.meteogiuliacci.it e che potete leggere integralmente qui:

  1. il valore molto profondo delle pressione nel centro della depressione, stimato per venerdì  su  valori intorno 985 sulla Sav13rdegna,  non è una delle condizioni perché si possa parlare di TLC ( come invece  ha fatto la maggior parte dei male informati).  Infatti anche nelle  depressioni  mediterranee si raggiungono spesso valori  così  bassi ;
  2. La presenza di un cuore caldo nel centro della depressione, come in effetti  avverrà  nella depressione di venerdì ,   è una condizione necessaria ma non sufficiente perché si possa parlare TLC;
  3. I TLC sono sempre barotropici ovvero intorno al centro di bassa pressione le isoterme  sono sempre  parallele alle isoipse; le depressioni mediterranee invece sono sempre barocline ovvero le  isoipse tendono ad intersecare le isoterme;
  4. I TLC non hanno un fronte freddo e un fronte caldo; le depressioni mediterranee invece sì;
  5. La violenza dei venti e  delle piogge  nelle  depressioni mediterranee  può essere pari a quella dei TLC.  Lo dimostra il fatto che tutti gli eventi alluvionali in Italia sono collegate alla presenza di depressioni mediterranee, come ho già scritto ieri nell’articolo sulle depressioni mediterranee

Ora osservate la Fig. allegata, che riporta la configurazione a 850 hPa alle ore 14 di venerdì 13.

Come potete vedere la struttura è baroclina  e,  per  di più è dotata di un fronte freddo e di un fronte caldo. (come ovvio essendo baroclina). Insomma  non vi sono le condizioni perché  si possa parlare di TLC; al contrario  vi sono tutte le  condizioni perché si possa parlare di depressione mediterranea.


insomma secondo Giulicci non è un miniciclone... e  mio modesto parere ha proprio ragione :-)

 

Friday, 23 March 2012 14:51

Gli indici temporaleschi - Il CAPE

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Si avvicina ormai la stagione dei temporali, anzi qualcuno c'è già stato ad inizio settimana, e con essa si avvicina il fermento dei tanti appassionati che aspettano tali eventi per "andare a caccia" della foto perfetta, del video da far vedere agli amici, del lampo...sperando CAPE ita 12sempre però che i temporali non degenerino in eventi tali da portare disagi alle persone. Comunque al di la degli appassionati, sono in molti ad essere attirati da questi fenomeni...così strani ed improvvisi...ora c'è il sole e fra 10 minuti le nuvole nere ed imponenti portano pioggia e vento...e dopo 10 minuti torna a splendere il sole... così come arriva un temporale se ne va....forse è questo a renderlo così "misterioso".

Lo scorso anno in un articolo, avevo spiegato come si formano i temporali e avevo scritto che questo tipo di fenomeni si sviluppano più facilmente quando vi sono giornate particolarmente calde e umide ed in quei luoghi in cui il calore del giorno ha la possibilità di esprimere maggiormente il suo potenziale, ad esempio la Pianura Padana è un posto "ideale" per la formazione dei temporali, così come, ma per motivi diversi, la montagna.

Ovviamente non basta il "calore" serve che poi in quota vi sia uno strato d'aria un po' più fredda, perchè  se l'aria in prossimità del suolo diventa più calda a causa del sole, essa diventa più leggera e tende quindi a salire  e se nel corso della salita incontra appunto uno strato d'aria pù fredda, l'aria calda che sale, tende a raffreddarsi al punto che l'umidità in essa contenuta condensa formando le classiche nubi a sviluppo verticali o torreggianti: i cumuli.

Ma visti i fattori in gioco, aria calda al suolo, aria più fresca in quota, umidità, vento etc. non è così semplice capire o prevedere se un dato giorno si scatenerà un temporale oppure no. Beh diciamo che non è semplice per i "comuni mortali" o i meteo appassionati non professionisti... ma per loro esistono, e sono facilmente reperibili si internet delle mappe che mostrano, attraverso la rappresentazione di appositi indici, se un giorno è propizio o meno alla formazione dei temporali. Di tali indici, ne esistono di vario genere e che vengono rapprensentati attraverso misure di grandezza differenti, con questo post inizieremo a conoscerli in modo da avere una panoramica completa. 

Il primo che tratteremo è l'indice CAPE (Convective Available Potential Energy). Si tratta di un indice termodinamico che indica la quantità di energia potenziale disponibile al fenomeno della convezione. L'unità di misura è joule/kg (J/kg). Volendo essere un po' più precisi, la si può definire come la quantità d'energia di sollevamento a disposizione nella porzione di superficie presa in esame. Maggiore è la differenza termica tra l'atmosfera circostante e la superfice osservata, maggiore sarà il CAPE e conseguentemente l'accelerazione verticale delle particelle d'aria in essa contenute. Sebbene il CAPE sia sensibile alle proprietà della zona di partenza, di solito è considerato il migliore indice in quanto è calcolato prendendo in esame un intero radiosondaggio e non utilizzando invece dei dati a delle specifiche e predefinite altezze.

Vi sono dei valori di riferimento, che ci consentono di stabilire se in quell'area verranno a crearsi le condizioni ideali alla formazione del temporale:

  1. CAPE minore 500: assenza di temporali
  2. CAPE da 500 a 1000: possibilità di isolati temporali
  3. CAPE da 1000 a 2000: temporali abbastanza probabili
  4. CAPE maggiore 2000: temporali forti abbastanza probabili; possibili tornado

Va comunque detto che questo indice da solo vuol dire poco, va anche abbinato ai venti in quota e alle velocità verticali a 700 hpa per fare una previsione abbastanza dettagliata sui temporali. Quindi anche se questo indice può aiutare a capire se ci sarà o meno un temporale in realtà non è detto che ad un CAPE alto corrisponda poi davvero un evento temporalesco. In pratica anche in questo caso la soluzione migliore è "guardar per aria" :-D

Wednesday, 08 February 2012 09:39

Leggende sulla Neve - Nevica con +10°...possibile???

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Giovedì 22 Dicembre 2011 a Salerno è successo un fatto davvero strano. Molti testimoni hanno assicurato, giurato e spergiurato che nel corso della giornata è calibro-di-temperatura-nella-neve-thumb17989061iniziata a cadare una fitta nevicata su alcuni quartieri della città campana. Nulla di strano direte voi, siamo in dicembre è pur sempre inverno e la neve si sà, se non cade in inverno, quando può cadere? Tutto giusto, la cosa strana infatti non era ne la "location" nel il periodo... la cosa strana era la temperatura : +10°... si avete capito bene DICECI GRADI SOPRA LO ZERO. Ovviamente sui forum dedicati al meteo questa notizia ha fatto pensare al fatto che la precipitazione fosse di altro tipo (es. Gragnola, o grandine) ma alla fine si è convenuto (prove alla mano) che effettivamente fosse neve.. ma che forse la temperatura era più bassa e compresa tra i +5° e i +7°..

Questa premessa per discutere del motivo per cui la neve, in determinate condizioni, possa cadere anche quando le temperature sono di molti gradi sopra lo zero. Molto spesso si tende a dare come risposta a questo strano fenomeno al fatto che nel corso dei fenomeni (e limitatamente alla zona in cui questi si manifestano) vi siano dei "riversamenti" al suolo, di aria fredda presente in quota, a causa delle precipitazioni, ossia i fenomeni precipitativi  sono così "intensi" da trascinare con sè anche il freddo, favorendo quindi la formazione dell neve. Questa ipotesi traballa in quanto, riversamenti di questo tipo, si hanno solo con precipitazioni a carattere di rovescio date da nubi a sviluppo connettivo, che sono quelle che possono dare il via a fenomeni di updraft e downburst...e questo tipo di nubi sono tipiche dei temporali estivi e difficilmente si verificano nel corso dell'inverno.

Il vero motivo percui può nevicare anche con 10° sopra lo zero ve lo provo a spiegare con un esempio. Supponiamo che al suolo la temperatura non sia prossima allo zero, ma superiore, per non fare gli sboroni diciamo che ci sono 5°. In quota vi siano le condizioni giuste affinchè si possano formare i cristalli di neve e che quindi essi possano iniziare a cadere. Ovviamente se succede questo, iniziando a cadere almeno inizialmente il fiocco incontrerà temperature che sono al di sotto del grado di congelamento, ma mano a mano che si avvicinerà al suolo, le temperature inizieranno a diventare positive e questo porterà allo scioglimento del fiocco che a questo punto dovrebbe arrivare a terra sotto forma di pioggia. Tutto vero se l'umidità dell'aria è molto elevata. Infatti, nel caso in cui il fiocco inizia a sciogliersi all'interno di uno strato d'aria molto secca, l'acqua del fiocco che inizierà a sciogliersi tenderà ad evaporare invece di rimanere allo stato liquido. Per uno dei principi della termodinamica, l'evaporazione dell'acqua rilasciata dal fiocco nel corso della discesa, provocherà un raffreddamewetbulb-fnto del fiocco stesso che a questo punto potrebbe giungere fino al suolo sotto forma di neve.  La condizione per cui questo possa accadere è che la temperatura raggiunta dal fiocco a seguito dell'evaporazione (chiamata in gergo WET BULB o Temperatura del Bulbo Umido) sia inferiore alla temperatura di congelamento (ossia la temperature del fiocco diventi negativa). Chi possiede una stazione meteorologica non per forza professionale, potrà accorgersi che il Wet Bulb è una tempratura che solitamente sta tra la temperatura dell'aria e la temperatura di rugiada (dew point ossia la temperatura alla quale, a pressione costante, l'aria si satura di vapore acqueo)...questo ci porta a dire che :

  • con dew point positivo sicuramente non nevicherà
  • con temperatura dell'aria positiva ma wet bulb negativo, in caso di precipitazioni potrebbe anche nevicare (la tabella allegata al posta mostra appunto la relazione tra la temperatura dell'Aria, la pressione, il wet bulb e la qualità della neve che potrebbe cadere)

Quindi, la prossima volta che sentirete qualcuno dire "fa troppo caldo per nevicare" voi potrete controbattere chiedendo..."hai verificato il wet bulb prima di esserne certo???" :-DDDD


 

Quando ci si "imbatte" in una nevicata "strana" come quella che ha interessato la zona del Garda tra Lazise e Torri del Benaco (vedi immagine) nella notte scorsa lakeeffecte nella mattinata di oggi si cerca sempre di capirne i motivi provando a fare delle ipotesi, magari suggestive. Ed è quello che voglio provare a fare in questo articolo.

Che la neve fosse prevista nella nostra zona è fuori di dubbio. Tutti i modelli matematici di previsione avevano dato come certo che sul Nord-Est si potessero verificare tra Sabato notte e Domenica mattina delle DEBOLI nevicate che avrebbero interessato quasi tutte le Prealpi Venete e parte della Pianura Padana Veneta. Gli accumuli previsti però erano molto limitati (qualche centimetro) in quanto il "nocciolo" dell'instabilità era posizionato molto a sud, grosso modo tra il Lazio e l'Abruzzo, e quindi le nostre zone, pur essendo interessate dalla "rotazione" della depressione, avrebbero potuto ricevere solo le briciole. In effetti così è stato, nel senso che, se escludiamo il Friuli che è stato completamente "saltato" in molte zone del basso Veneto e del Mantovano, ieri sera hanno iniziato a vedere qualche spolverata di neve.

E' andata diversamente invece per una zona molto ristretta compresa tra i paesi di Torre del Benaco e Lazise (lungo la sponda Veronese del Garda) e alcuni lagodigardapaesi nelle vicinanze, come ad esempio Calmasino, Cavaion, i parte Affi, Albarè e Castion, dove il manto nevoso è stato MOLTO più cospicuo del previsto: mediamente 15/20 cm di neve al suolo...ma in alcune zone qualcosa di più. La cosa davvero strana è che mentre a Caprino Veronese (5 Km in linea d'aria da Garda, splendeva il sole, nelle zone suddette la nevicata in atto era "impetuosa".

In mattinata mi sono recato nella zona interessata dalle nevicate ed ho potuto "misurare" tre cose:

  • Temperatura di -6° in tutte le zone interessate dalla nevicata
  • Umidità  che mediamente variava dal 92% al 95%
  • Vento con raffiche da 15 a 20 Km/h proveniente da Nord-Ovest

La neve cadeva piuttosto incessantemente con fiocchi di medie dimensioni e fitti. Quando sono rientrato a Caprino (nel frattempo qualche fiocco aveva cominciato a cadere anche li) ho potuto verificare che:

  • La temperatura era di -3° leggermente più alta rispetto a Garda
  • il Vento era piuttosto debole
  • L'umidità era notevolmente più bassa (nonostante in quel momento nevicasse) rispetto alle zone "più colpite" dalla nevicata 

Al di la del fatto che potrebbe anche essere che su quella zona insistesse una instabilità più "generosa" rispetto alle zone limitrofe, quello che mi è sembrato strano era la disposizione "strana delle precipitazioni". La neve praticamente scompariva nella zone della Valdadige per poi riapparire in Valpolicella. Inoltre il garda1valore dell'umidità molto più alto nelle zone soggette alla nevicata e la disposizione del vento, mi hanno portato ad ipotizzare che la nevicata così forte fosse da attribuirsi a cosiddetto "lake effect" .

Ma in cosa consiste questo "effetto lago"? Si tratta di un fenomeno molto comunue nei pressi dei Grandi Laghi Americani. Quando gelide e asciutte correnti polari (che nel nostro caso invece sono siberiane), provenienti il più delle volte da nord o nordovest,  scorrono al di sopra delle acque relativamente più calde di un Lago, può accadere che dal lago stesso, venga "risucchiata" l'aria più mite e umida che ristagna solitamente al di sopra di un bacino lacustre. Tale "risucchio" porta alla formazione di nubi molto alte e cariche di instabilità. Quando tali nubi, giungono lungo le coste sottovento possono portare a vere e proprie tormente di neve. Il principio dell'effetto lago è del tutto simile a quello che accade in estate con i temporali, infatti in quel caso, quando una massa d'aria "fredda" scivola ad esempio sulla Pianura Padana, da quest'ultima si solleva l'aria calda e umida accumulata nei bassi strati e questo determina la formazione dei cumulonembi ossia le classiche nubi temporalesche. I temporali, come tutti sanno, non colpiscono "uniformemente" una zona, ma colpiscono solo le zone e così accade anche per le nubi da effetto lago.

Quindi secondo questa "teoria" oggi nella zona del garda cosa è accaduto? Beh i venti provenienti da Nord-Ovest hanno convogliato sul lago di Garda unagarda2 massa d'aria fredda (e in questi giorni di aria fredda ce n'è a sufficienza...) che nell'attraversare la parte sud del lago (la più larga) è riuscita a risucchiare l'aria più calda presente sulla superfice e a portare alla formazione delle nubi che una volta arrivate lungo le coste Veronesi (nei pressi delle località sopra citate) hanno determinato le forti nevicate ma ovviamente tali nevicate non si sono estese molto in quanto, come per i temporali, l'effetto lago svanisce nel momento in cui le condizioni atmosferiche non sono più "favorevoli" alla sua formazione. Ad esempio secondo me le nevicate non ci sono state nella parte "alta" della sponda veronese perchè il tratto di lago che la massa d'aria fredda ha attraversato, era così stretto che non ha consentito la formazione delle nubi lungo le coste, ma come è accaduto, per l'effetto dello Stau ha consento alla neve di cadere sul Monte Baldo.

Come dicevo all'inizio la mia è solo un'ipotesi che però, viste le condizioni a contorno potrebbe anche essere che questa "strampalata" ipotesi abbia un fondo di verità :-) ... intanto però lo spettacolo che ha regalato è stato impagabile!

Thursday, 02 February 2012 22:39

L'effetto albedo, l'amico del freddo...

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Lo stiamo dicendo da giorni: Nelle prossime ore sull'Italia farà il suo ingresso un nocciolo d'aria gelida proveniente dalla Siberia, albedoche causerà il crollo le temperature a valori minimi negativi anche di due cifre in pianura... i -10° saranno possibili anche negli spazi aperti a Caprino ad esempio. Oltre a questo "ingresso" però, nelle zone che risultano innevate, le temperature potrebbero subire un ulteriore calo per quello che viene definito "l'effetto albedo"... ma in cosa consiste precisamente questo fenomeno? Perchè riesce a "raffreddare" il suolo anche quando le masse d'aria nei bassi strati non sono poi così fredde?

Per capire in cosa consiste l'effetto albedo, è prima di tutto necessario sapere cosa si intende per albedo. Il nome deriva dal latino albēdo (bianchezza) o da album (bianco), e viene usato per "misuare" la quantità di radiazione incidente su di una superficie che viene "rispedita al mittente" dalla superfice stessa. In pratica ogni superfice che viene colpita da una "radiazione" (ad esempio la luce) tende a riflettere in ogni direzione la suddetta radiazione... il principio è identico a quello che succede quando una palla colpisce un pavimento...essa (la palla) viene rispedita in aria (riflessa) dal pavimento.... in questo caso si direbbe che l'albedo del pavimeno nei confronti della palla è di 1 o del 100%. L'albedo varia da superficie a superficie e dal tipo di radiazione che si sta prendendo in considerazione e il suo valore varia da 0 (o 0%) quando una superfice assorbe senza riflettere tutta la radiazione, a 1 (100%) quando la radiazione viene riflessa completamente.  Superfici di colore scuro hanno un albedo molto basso, superfici più chiare hanno albedo alto...ecco perchè spesso è preferibile vestirsi con solori scuri in inverno mentre per l'estate vanno meglio indumenti di colore chiaro.

Quando in meteorologia si parla di effetto albedo, il tipo di radiazione a cui si fa riferimento è la luce del sole e la superfice è ovviamente il terreno... innevato però! Chi mastica un po' di meteorologia sa che durante il giorno il terreno assorbe quasi completamente la luce proveniente dal sole (albedo basso del terreno) per poi "rilasciarla" sotto forma di calore consentendo all'aria sovrastante il terreno di riscaldarsi. Nelle notti nuvolose il calore disperso tende a ristagnare perchè le nuvole impediscono la sua dispersione, mentre nelle notti prive di nubi il calore tenderà a disperdersi nello spazio favorendo la diminuzione delle temperature minime. A questo punto abbiamo tutti gli elementi per comprendere cosa è l'effetto albedo che si avrà nel corso delle prossime notti.

Infatti, oltre al fatto che:

  • sta arrivado un nocciolo gelido che già di suo abbasserà le temperature
  • il cielo tenderà a rasserenarsi soprattutto al nord nei prossimi giorni

siamo nella condizione in cui, grazie alle copiose nevicate di questi giorni, gran parte del centro nord Italia è ricoperto da uno strato di neve (a tratti consistenti). L'albedo della neve è di 0.9 ossia è in grado di riflettere immediatamente il 90% della luce che riceve. Questo significa che i terreni innevati assorbono solo il 10% della luce solare e quindi disperderanno solo il 10% del calore che disperderebbero se non fossero ricoperti di neve. Se oltre alla presenza del manto nevoso, si ha un cielo sereno e l'assenza di vento le temperature minime nel corso della notte possono scendere anche di molti gradi.

Per dirlo in parole povere: la neve riflette la luce del sole, quindi il terreno non assorbe calore, quindi il calore non verrà disperso nella notte, quindi...farà freddo :-)

 

In molti degli ultimi articoli che ho scritto per parlare del "non inverno" che ci sta tenendo compagnia (almeno al Nord) in questo ultimo mese del 2011,  ho dato la colpa al VORTICE POLARE, dicendo che fino a quando non si indebolirà per noi saranno "ca**i"... ovviamente per noi che desideriamo il freddo e il gelo :-)...

Lo ammetto prima di farmi un po' di "cultura meteorologica"..sta cosa mi sembrava na bestialità!... "ma come, il Vortice Polare è in gran forma e quindi da noi non fa freddo??",  "ma se è Polare dovrebbe portarci freddo e neve a go go??"  queste erano le convinzioni da "non addetto ai lavori"... poi invece ho imparato che quando il VP è in gran forma, è molto difficile che "permetta" al freddo di farci visita (a noi italiani intendo)... il VP in questi casi è egoista e il freddo lo tiene tutto per sè... solo se si indebolisse allora da noi potrebbero arrivare "proiettili gelidi" non indifferenti...

Ma non è di questo che vi voglio parlare... in questo post vorrei parlavi un po' del VP per spiegarvi di cosa si tratta...ah, non ve ne frega niente?!?! Beh fa lo stesso, ve lo piego ugualmente!!! :-P

Comunque, il VP è un'estesa area di Bassa Pressione che staziona in modo permanente (o quasi...) sopra il Polo Nord. in pratica non è altro che un immensa "perturbazione" dello strato atmosferico al di sopra del polo che trova maggior forza nel periodo invernale. Lo possiamo considerare il "fratello" delle aree di alta pressione permanenti (o quasi) che troviamo spesso alle nostre latitudini (Es. l'anticiclone delle azzorre) o dei cicloni equatoriali...

VP

L'immagine qui sopra, mostra l'aspetto del VP quando "è in forma" (come in questo periodo) infatti come si può notare dall'immagine esso si limita a toccare il polo nord e le regioni europee e americane alle più alte latitudini e di conseguenza l'Europa Centrale e il Bacino del Mediterraneo,  se ne stanno al caldo :-(. L'immagine successiva invece mostra un VP "meno gagliardo" anzi se proprio vogliamo dirla tutta, l'immagine non mostra un VP.

VP1

Come vedete, il VP è "spezzato" in tanti piccoli frammenti che vanno a spasso per l'emisfero boreale e questi proeittili freddi sono i maggiori responsabili degli inverni rigidi in Europa e di conseguenza in Italia!... in particolare, la mappa appena vista si riferisce a come era "disposto" il VP il 10 Dicembre dello scorso anno... Ve li ricordate i primi 15 giorni del Dicembre 2010?? In molte località dell'Europa lo ricordano come l'inverno del Secolo...da noi quei primi giorni di dicembre ci hanno regalato "bianche soprese" :-). Questo ci fa capire  che quando il VP si spezza per l'emisfero boreale sono "fuochi d'artificio" perchè questa immensa area depressionaria condiziona su larga scala la situazione meteorologica del nostro emisfero grazie all'interazione "nascosta" che esso ha con le zone di alta pressione presenti alle nostre latitudini....vediamo il perchè di questa interazione...

Se la terrà non ruotasse, se non vi fossero correnti che "viaggiano" da ovest ad est, non ci sarebbe nemmeno bisogno di fare le previsioni meteo...il tempo sarebbe sempre uguale...e se non sbaglio, da noi toccherebbe sompre il sole (che figata diranno in molti ! :-) )... ma siccome la terra gira e le correnti esistono, accade spesso che VP e Alte Pressioni si scambino di posto, portando, il primo,  freddo a latitudini "miti", le seconde, caldo a latitudini polari!!... Ve lo ricordate il gennaio '85? in quel fantastico Gennaio, l'altapressione delle Azzorre andò a svernare in Groenlandia...mentre il VP venne a svernare in pieno mediterraneo!!

Se nel corso dell'inverno il VP è importante per la situazione "neve" in Europa, nel corso della primavera/estate esso è il "regista" delle molte perturbazioni che vengono a farci visita e questo perchè esso è "meno forte" che nel periodo invernale e quindi tende ad "abbassarsi" di latitudine più spesso :-)

Insomma il VP nel bene e nel male è quello che "comanda" il tempo dalle nostre parti... è lui che fa "il bello e il cattivo tempo"... e sarà lui a decidere se e quando far arrivare l'inverno anche sul Nord Italia... per ora non sembra intenzionato a cedere (ma a metà novembre l'indice NAM aveva superato un determinato valore tale per cui teoricamente la situazione dovrebbe rimanere così fino a metà gennaio... vedi Le Teleconnessioni...della serie basta un rutto in Atlantico per far piovere in Italia (Parte 1) ) ma speriamo che le cose cambino, così anche noi potremmo vedere finalmente la NEVE!! :-DD

Ciaoooo

 

Vi è mai capitato di alzarvi una mattina d'estate, guardare fuori dalla finestra, vedere il cielo completamente limpido e dire "vaccadi, ancò vo a far en giro en montagna, cisà che no cata anca do fonghi" (Trad Veronese- Italiano : Caspita, che bella giornata, oggi vado a fare una passeggiata in montagna, magari sono così fortunato da trovare anche i funghi)? Per gli appassionati della montagna credo che questa cosa sia capitata spesso...addirittura i più "meteorologici" magari, sono anche andati a vedere le immagini dal satellite per essere sicuri che non sia una "presa per il cu*o" questa splendida giornata: "eh cassego, la nuvola piassè visina l'è sule Svalbard, prima che l'ariva chi fasso ora a nar tre olte a pie ala Corona" (Trad. Veronese - Italiano : Capperi, l'Europa intera è interessata da un vasto campo di alta pressione di origine africana, non credo proprio che piova oggi)... a questo punto cosa succede? Beh, la giornata è bella e calda, le previsioni non danno pioggia, la prima nuvola lè en cul ai lupi...via si parte!! Andiamo a goderci questa giornata su qualche cocuzzolo...impermeabile, ombrello? Lasciamoli a casa!! è solo peso per niente : BRAO FURBO!

Wednesday, 10 August 2011 13:09

Ma il meteo...da cosa dipende???? (3° Parte)

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Rieccoci con la terza parte dei questo post che ha lo scopo di spiegarvi quali sono le grandezze fondamentali che entrano in gioco nello studio dei fenomeni meteorologici... dico fondamentali perchè tra le varie grandezze in gioco c'è anche "il culo" nel senso che spesso ci va di "culo" se il tempo è soleggiato oppure no, e questo perchè, lo dico sempre, la meteorologia non è ancora una scienza esatta...ma purtroppo il "culo" non è misurabile...quindi non ha senso parlarne :-).

Comunque nel post precedente abbiamo visto la temperatura (quella che non mette mai d'accordo nessuno..o fa troppo caldo o fa troppo freddo...o fa troppo medio...insomma un disastro...), in questo post invece vorrei parlarvi della pressione... no no no fermi!! Non sto parlando della pressione arteriosa quindi mettete via gli sfigmomanometri :-) (mi domando chi sia il fenomeno che gli ha dato sto nome del ca**o a sto strumento...ahh ecco chi è stato .. Samuel Siegfried Karl Ritter von Basch con sto nome qua non poteva che inventarsi un nome di mer*a :-)) ), quindi visto che questo è un blog comicometeorologico ovviamente sto parlando della pressione atmosferica...si si proprio quella delle "basse pressioni" e delle "alte pressioni" che banalmente mia nonna identificava in questo modo:

  1. bassa pressione = tempo brutto
  2. alta pressione = tempo bello

diciamo che a grandi linee più o meno mia nonna aveva ragione...ma per capire come mai, è il caso di capire bene cosa è sta benedetta pressione atmosferica partendo dalle basi.

Wednesday, 20 July 2011 13:09

Ma il meteo...da cosa dipende???? (1° Parte)

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E' pur vero che "tempo cul e siori i fa quel che i vol lori" (Trad. Veronese - Italiano : Meteo, sedere e ricchi fanno ciò che vogliono) ma almeno per la meteorologia questo vale solo perchè, come abbiamo visto nel post sulla storia delle meteorologia, con le nostre conoscenze e tecnologie attuali, non siamo ancora in grado di predirre con esattezza quello che accadrà, ma non è detto che non lo sapremo fare in futuro. La meteorologia infatti non è una cosa casuale...non è che Lui, la mattina lancia un dado per decidere se su una determinata regione pioverà oppure ci sarà un sole che spaccherà le pietre...infatti, il fatto che piova o che ci sia il sole dipende da una serie di fattori "locali" o "globali" che combinati tra loro (in un modo abbastanza incasinato visto che non riusciamo ad interpretarlo bene e di conseguenza le previsioni che vengono fatte spesso, sono valide come una banconota da 50euro "coniata" con una stampante a getto d'inchiostro...) determinano il tempo che farà.

Vi chiederete (e se non ve lo chiedete ve lo dico lo stesso :-P): "ma quali sono i principali fattori che determinano "il tempo" a livello planetario"? E' presto detto:

  • Il primo fattore....è il Sole...si proprio lui...o meglio diciamo che è l'energia che la nostra stella ogni giorno trasmette alla terra. Questa energia è il motore di ogni movimento e di tutti i fenomeni che si verificano sulle nostre teste (nell'atmosfera per capirci) nel corso dell'anno.
  • Il secondo fattore è che la Terra non la sta mai ferma...gira attorno al Sole e ruota su se stessa...e questo fa si che vi siano zone che nel corso della giornata e al mutare delle stagioni ricevano più o meno energia e che le masse d'aria che si muovono nell'atmosfera subiscano delle "deviazioni" nel loro movimento (Vedi figura 1, 2 )
  • Il terzo fattore è il fatto che la terra non è una palla da boowling...nel senso che non è liscia ma ha le montagne, le pianure, gli altipiani, i mari, i laghi, i fiumi e via discorrendo...e questo determina:
    • i raggi solari non "battono" nello stesso modo in tutti i luoghi
    • non tutti i posti si scaldano nello stesso modo...un parcheggio si scalda prima di una pozza d'acqua...
    • ci sono luoghi più secchi...e altri più umidi e questo determina una diversa concentrazione di vapore acqueo
    • e come dicevamo nell'ultimo post...le masse d'aria subiscono variazioni di direzione alle basse altezze a causa delle montagne...e non solo!
  • L'ultimo fattore è che l'atmosfera non è un ammasso uniforme di azoto, ossigeno, ozono è altre minchiate...ma la concentrazione di queste minchiate varia da zona a zona...e quesot determina:
    • alcune zone ricevono più insolazione da parte del sole
    • non tutte le zone ricevono le stesse radiazioni (in termini di lunghezza d'onda) solari.
Thursday, 28 July 2011 13:09

Ma il meteo...da cosa dipende???? (2° Parte)

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Nella prima parte del post abbiamo visto che le variabili che determinano i mutamenti delle condizioni atmosferiche in una zona sono sostanzialmente tre : temperatura, pressione e umidità, alle quali possiamo aggiungere anche il vento. Abbiamo visto che è sufficiente che una di questa "variabili" subisca una variazione (in positivo o negativo non importa) per far si che anche le altre cambino e di conseguenza mutino le condizioni atmosferiche. Per capire come mai questo avviene nei prossimi post le analizzeremo nel dettaglio, partendo proprio dall'odiata Temperatura.

Perchè odiata? beh avete mai sentito qualcuno che sia sempre felice e contento della temperatura dell'aria? In inverno c'è chi si lamenta perchè è troppo bassa, in estate perchè è troppo alta, chi si lamenta perchè è troppo freddo poi quando arriva l'africano si lamenta perchè fa troppo caldo...insomma come si dice? mai contenti!!!...ma torniamo a noi...dicevamo che la temperatura è una delle componenti fondamentali del cambiamento del tempo e assieme ad essa lo è anche il calore. Si lo so, spesso calore e temperatura vengono considerate sinonimi, ma in realtà sono due cose ben diverse:

  1. La temperatura è la grandezza fisica che esprime lo stato termico di un corpo e il fatto che sia in grado o meno di scambiare calore con corpi a temperature inferiori.
  2. Il calore invece è la forma di energia posseduta da un corpo che si trasmette per convezione, conduzione o irraggiamento da un corpo ad un altro (se quest'ultimo si trova a temperatura inferiore)

In pratica un corpo subisce un aumento di temperatura se riceve calore da un altro corpo il quale a sua volta subisce una diminuzione della propria temperatura. Il calore si misura in Joule mentre la temperatura a seconda della scala utilizzata si misura in gradi Centigradi (la nostra) Kelvin o Farenheit...lo avete visto il film My name is Tannino? la scena di quando lui si misura la febbre con un termometro impostato sui gradi Farenheit ed escalma "minchia ccento ggradi" è memorabile e fa capire, anche ad un ignorante come me, che tutte queste scale hanno valori differenti per rappresentare la stessa temperatura...ad esempio i 100 gradi del film corrispondono ai nostri 37,7 gradi :-)

In natura, in ogni momento vi sono continui scambi di calore e di conseguenza continue variazioni di temperatura, il più evidente ed importante "passaggio" di calore da un corpo ad un altro è quello che avviene tra gli oceani ed i continenti. Gli oceani (ma in generale tutte le masse d'acqua) sono degli enormi accumulatori di calore perchè hanno la capacità di riscaldarsi molto rapidamente anche con bassissimi apporti di energia (solitamente quella che arriva dal Sole) e di conseguenza riescono a mitigare le temperature dei continenti impedendo loro di raffreddarsi troppo rapidamente, irraggiando calore nei periodi freddi, e di riscaldarsi eccessivamente, accumulando calore nei periodi caldi.

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