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Mon12102018

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Teleconnessioni

Teleconnessioni (21)

Monday, 18 June 2012 22:12

Monitoraggio ITCZ: Prima Decade di Giugno 2012

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Tra l'1 e il 10 giugno 2012, l'ITF (Intertropical Front) l'ITF si è mantenuta leggermente più a nord rispetto alla media del periodo lungo gran parte dell'Africa Occidentale (retrocede leggermente nella parte più occidentale del fronte), mentre, rispetto alle rilevazioni precedenti reletive alla terza decadi di maggio,  ha fatto un grosso masso indietro su gran parte della porzione più orientale del fronte.

La posizione della porzione occidentale dell'ITF è stata posizionata approssimativamente a 16.4°N, ossia di 0,5 gradi più a nord della posizione media climatologica. Questa collocazione "a nord" dell'ITF è il risultato di venti forti venti umidi e meridionali superiori in velocità ai venti misurati in questo periodo su gran parte dell'Africa Occidentale, che hanno contribuito con la loro spinta a spostare leggermente a nord il fronte.

La poizione media della porzione orientale della ITF è stata posizionata approssimativamente a 14.0°N, che corrisponde ad un arretramento medio rispetto alla terza decade di maggio, di quasi 0.5°. Nono stante questo arretramento però, la posizione è ancora di 0,5° più a nord rispetto alla posizione media climatologica di questo periodo. I venti meridionali che hanno soffiato si tutta l'Africa Orientale, non sono stati così anomali come qulli registrati a fine maggio, e questo ha favorito l'arretramento a sud del fronte.

Tirando le conlusioni, possiamo dire che il fronte rimane mediamente in posizione più elevata rispetto alle medie del periodo. Questo si potrebbe tradurre in una fase "anticiclonica africana" un po' più duratura, soprattutto sulla parte occidentale europea. Sicuramente però l'arretramento ad est potrebbe comunque sfavorire ingressi "forti" sul mediterraneo centrale da parte di HP Africani.

La figura 1 mostra la posizione attuale ITF rispetto alle posizioni climatologiche per la prima decade di giugno, e la sua posizione precedente nella terza decade di maggio. Le figure 2 e 3 sono una serie temporale che illustra i valori medi di latitudine delle porzioni occidentali ed orientali della ITF, rispettivamente, e le loro progressioni osservate da aprile, 2012.


itcz

FIGURA 1

Ecco gli scostamenti rispetto ai mesi precendenti

west

FIGURA 2

east

FIGURA 3

Tuesday, 05 June 2012 21:21

Monitoraggio ITCZ: Terza Decade di Maggio 2012

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Tra l'21 e il 31 maggio 2012, l'ITF (Intertropical Front) si è spostato in maniera piuttosto anomala lungo tutto il fronte da Ovest ad Est, conquistando porzioni di territorio Africano fino a questo momento non toccate. Volendo entrare nel dettaglio di tali "scostamenti" avvenuti nella terza decade del mese di maggio possiamo dire che la porzione occidentale si trova mediamente attorno ai 16.5° Nord che corrisponde a circa 1,4° più a Nord rispetto alle medie del periodo.

Il motivo per cui si è verificato tale spostamento verso Nord dell'ITF nel corso della terza decade di maggio può essere attribuito ai forti venti umidi provenienti da sud, che hanno soffiato incessantemente tanto da  spingere le precipitazioni a nord fino al confine con Niger, Ciad e Libia.

Per quanto riguarda invece la porzione orientale dell'ITF, essa mediamente si trova attorno ai 14.5° Nord, che corrispondono a circa 1,6° piu a nord della posizione media climatologica. La metà orientale della ITF ha progredito a nord rispetto alla posizione media, molto più in fretta e in maniera molto più decisa, rispetto alla porzione occidentale. Basti pensare infatti che ad inizio mese, tale porzione del ITCZ si trovava circa 1° a sud rispetto alla posione media.

La causa principale di questa inesorabile avanzata è l'aumento degli umidi venti meridionali in tutta l'Africa orientale, in particolare in Ciad.

Quali conseguenze potrà avere tale avanzate verso Nord del fronte sul clima della nostra penisola è ancora troppo presto per dirlo, i geopotenziali in gioco in Africa sono ancora piuttosto bassi e non consentono all'anticiclone africano di essere "troppo potente" e poi c'è da dire che il VP è ancora in grado di sferrare attacchi alle besse latitudini, quindi almeno fino a metà mese non sembra che la stagione estiva possa decollare in maniera definitiva

La figura 1 mostra la posizione attuale ITF rispetto alle posizioni climatologiche per la terza decade di maggio, e la sua posizione precedente nella seconda decade di maggio. Le figure 2 e 3 sono una serie temporale che illustra i valori medi di latitudine delle porzioni occidentali ed orientali della ITF, rispettivamente, e le loro progressioni osservate da aprile, 2012.

itcz

FIGURA 1

Ecco gli scostamenti rispetto ai mesi precendenti

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FIGURA 2

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FIGURA 3

Thursday, 24 May 2012 21:57

Monitoraggio ITCZ: Seconda Decade di Maggio 2012

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Tra l'11 e il 20 maggio 2012, l'ITF (Intertropical Front) si è spostato considerevolmente verso nord in molte parti dell'Africa occidentale, mentre è tornato verso la sua posizione più in linea con le medie del periodo, in gran parte dell'Africa Orientale. Volendo entrare nel dettaglio di tali "scostamenti" avvenuti nella seconda decade del mese di maggio,  si può osservare, dalle immagini in calce all'articolo, che la media, della porzione occidentale dell'ITF si è trovato a 15,4° nord, che è di circa sopra la sua posizione normale (14.5°)  in questo periodo.

Il motivo per cui si è registrato queto postamento verso nord dell'ITF è stato imputato ad alcuni giorni caratterizzati da un forte flusso meridionale che si è esteso dalla regione del Golfo di Guinea fino a sud dell'Algeria, che ha provocato rovesci moderati nel nord del Mali e del Niger.

Per quanto riguarda invece la media della porzione orientale dell'ITF, essa si trova al 12,2°mostrando quindi un avanzamento verso nord rispetto alla prima decade di maggio. Questo però ha semplicemente determinato che la sua attuale posizione  sia praticamente in linea con le medie del periodo. Tale avanzamento ha determinato un aumento, delle precipitazioni stagionali sul Sudan e in Etiopia occidentale

L'avanzamento verso nord del ramo occidentale del ITF potrebbe quindi avere conseguenze anche sull'Europa occidentale, determinando quindi un ritorno del gran caldo soprattutto sulla penisola Iberica... cosa che infatti sta avvenendo proprio in questi giorni.

itcz

Ecco gli scostamenti rispetto ai mesi precendenti

west

east

Tuesday, 27 March 2012 22:47

La Niña sta "morendo"

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La Nina che negli ultimi due anni ha favorito le inondazioni e le forti piogge in Australia e la grave siccità in mote regioni del Sud America, nina12sta per "morire", le condizioni affinchè essa si verifichi nell'Oceano Pacifico stanno scomprendo secondo l'agenzia meteorologica Australiana.

Nel suo ultimo aggiornamento sull'Indice Teleconnettivo  El Nino Southern Oscillation (ENSO), la suddetta Agenzia, ha affermato appunto che le condizioni favorevoli alla Nina non persisono ne in Oceano ne in Atmosfera. La nina è iniziata la scorsa primavera e ha portato notevoli disagi nel corso di tutto l'inverno australiano soprattutto nelle zone Orientali come il Queensland compito ripetutamente da alluvioni e piogge torrenziali.

Il Sud-est dell'Australia ha registrato due record:  la settimana più piovosa mai registrata,  un episodio da record per la meteorologia Australiana. a questo primo record aggiungiamo il fatto che l'effetto di due anni consecutivi di Nina hanno portato in Australia l'anno più piovoso da quando sono iniziate le archiviazioni dei dati meteorologici, possiamo certamante capire come, la fine della Nina venga vista come "una liberazione"

Il manager del Weather Bureau Australiano, il dottor Andrew Watkins, ha detto che mentre è certo che La Ninadovrebbe essere finita, per l'Australia e i paesi del sud est asiatico, non è ancora giunto il momento di cantare vittoria ae anzi almeno per il mese di Aprile si dovrà essere molto prudenti.

"La superfice dell'Oceano attorno all'Australia rimane più calda del normale, e la stagione tropicale umida dovrebbe rimarrà attiva fino alla fine di aprile, portando con sé la possibilità che cicloni tropicali e ulteriori piogge colpiscano il continente Oceanico", ha proseguito il dottor Watkins.

Watkins ha comunque rassicurato tutti dicendo che "La probabilità di una nuova Nina, che sarebbe la terza consecutiva, è rimasta bassa. Infatti nessuno dei modelli utilizzati dall'ufficio Meteorologico Australiano ne indica il ritorno, anzi stando alle previsioni il prossimo anno potrebbe essere caratterizzato da un episodio di Niño"

Wednesday, 15 February 2012 23:15

Indice AO in ascesa... inverno agli sgoccioli?

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Forse non lo sapete, ma tutto il clima dell'Emisfero Settentrionale (quello dove viviamo noi!!) è regolato dalla variazione ciclica della pressione al livello del mare chiamata Artic Oscillation (AO). Nel nostro emisfero esiste alle alte latitudini (sopra il 50°) una bassa pressione permanente chiamata Vortice Polare (VP) che è la struttura barica più "amata" (se si comporta bene!!!) dei freddofili di tutto l'emisfero nord. Il mitico VP nei mesi freddi tende a "spostarsi" verso sud, andando ad alimentare altri due centri di bassa pressione uno situato in oceano Pacifico (del quale ci interessa poco o nulla a noi Italiani..) e l'altro invece situato sull'Islanda, chiamato appunto Ciclone d'Islanda. Quando la pressione del VP cala questo fa si che la pressione alle medie latitudini (quelle in cui si trova l'Italia) per una questione di "compensazione barica", tenda invece a salire facendo "ingrossare" l'altapressione permanente sita nell'Atlantico ossia la famosa Altapressione delle Azzorre... che in estate è molto amata ma in inverno potrebbe anche starsene a casa sua!!!

aoAl contrario invece, se il VP si indebolisce ossia "aumenta di pressione" questo provoca un indebolimento dell'alta pressione delle Azzorre . Questo "gradiente" barico...o meglio le variazioni di questo gradiente barico del Vortice Polare è la AO. Qundi AO positiva implica che il Vortice Polare sta facendo il Pavone e quindi di conseguenza lo farà anche l'anticiclone delle Azzorre... con conseguenza che da noi si hanno situazioni di Altapressione pressochè infinita e monotona... LA NAO non è altro che il ramo Atlantico della AO e descrive l'scillazione periodica del gradiente barico tra il ciclone d'islanda e l'alta delle azzorre...

Per riassumere... se la AO (o la NAO) è positiva...scordate che piova... o per lo meno le probabilità sono piuttosto ridotte perchè comunque il campo di alte pressioni alle nostre latitudini è piuttosto in forza e le perturbazioni (generate dal ciclone d'Islanda) si spostano a latitudini più elevate...e noi siamo tagliati fuori...che culo!

Detto questo, dopo aver avuto un inizio d'inverno con indice AO positivissimo (infatti ricordiamo come è iniziato...) a metà gennaio circa l'indice AO è piombato in zona negativa (fino a -3) grazie al fatto che lo stratwarmig stava frantumando il vortice polare, ed in terreno negativo ci è rimasto fino a qualche giorno fa (l'odata di gelo è testimonianza del fatto che il VP era dislocato). Ora invece l'AO sta tornando a in positivo o per lo meno a valori più consoni e questo signifca solo una cosa, il Vortice polare si sta ricompattando e come abbiamo visto sopra questo significa, per i freddofili, che sono "ca**i" perchè forse l'inverno a due settimane dalla sua fine "meteorologica" si sta avviando verso il viale del tramonto. Ma questo però è anche un grosso problema soprattutto per il Nord (Nord Est in primis) che è in preda ad una inistente siccità (si pensi che a Caprino siamo in deficit per il solo mese di Gennaio di ben 50 millimetri di pioggia) e che solo le forti perturbazioni atlantiche potrebbe sedare... ma con l'indie AO positivo è molto difficile che tali perturbazioni possano giungere sul mediterraneo in quanto sarebbe favorito il flusso Zonale... Atlantico a Nord , Azzorre a Sud (e quindi su di noi).

Quindi cosa ci si prospetta per il futuro? Almeno per la prossima settimana il VP sarà comunque compatto, l'onda ciclonica che pare arrivare in Italia Domenica non porterà fortissime precipitazioni e per la settimana prossima non si vedono cambiamenti sostanziali (almeno per ora) nella circolazione atmosferica. L'andamento dell'AO però sembra voler calare ancora una volta verso fine mese nel momento in cui alcuni modelli tra cui Reading sembra mostrare la formazione di un secondo Wejikoff...insomma...con l'AO che cresce l'inverno è finito o sarà solo una fisiologia pausa?

Lo scopriremo presto :-)

 

Friday, 16 September 2011 13:09

El Niño, La Niña e … la Santa Maria...

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Ciao a tutti!!

Quello di cui voglio iniziare a scrivere in questo post è una cosa di cui negli ultimi anni si sta sentendo parlare parecchio e che molti (credo) non conoscono, ossia del Niño e della Niña...che non sono due delle tre caravelle con cui Colombo ha scoperto l'America, ma sono due "fenomeni" meteorologici (ovviamente opposti) che sembrano influenzare il clima Globale e quindi anche dell'Italia anche se "avvengono" a mille mila chilometri di distanza da noi...

C'è da dire innanzitutto che fino a qualche anno fa non se ne parlava mai nelle trasmissioni Meteo e nelle Previsioni (almeno io non lo ricordo...), forse ne parlavano solo i massimi esperti per fare le loro "elucubrazioni" su come il clima stava cambiando... In fondo noi "comuni mortali" volevamo solo sapere se pioveva, se c'era il sole e se potevamo uscire in canottiera oppure era necessario "el tabar" (Trad. Veronese - Italiano : Cappotto). Negli ultimi anni invece la meteorologia è diventata una scienza "del popolo" e questo credo sia dovuto più che altro ad Internet... e quindi anche questi "termini" prima oscuri sono diventati di dominio pubblico...

Ma ok, un conto è sapere che esiste sto fantomatico Niño e sua sorella Niña ma sono certo che il 70% di quelli che "seguono" il meteo (e ne sono affascinati) non sanno precisamente cosa siano... Lo ammetto quando ne sentivo parlare le prime volte, io ero convinto che fossero dei Venti...si si ok dai adesso non inorridite davanti alla mia ignoranza...ho detto le prime volte che ne ho sentito parlare, poi mi sono documentato... ed ho scoperto che dietro a "sti due" c'è un mondo di teorie e pippe mentali impressionante. Ora non speventatevi...in questo post mi limitero a dirvi cosa è il Niño e cosa è la Niña, poi su tutto quello che questi due comportano relativamente al meteo...beh ve lo dirò in un altro post...

Con questo post, vorrei iniziare ad affrontare un argomento "per appassionati" ma proverò a trattarlo in modo semplice, a tal punto che possa essere capito anche da me :-). Nonostante pochissime persone sappiano cosa si intende per Teleconnessioni in meteorologia, sono abbastanza certo che tutti almeno una volta nella vita hanno sentito dire la frase "Si dice che il minimo battito d’ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo" che può, secondo me, essere utilizzata molto bene come "metafora" per spiegare in due parole (dai non proprio due, ma 23... :-) ) cosa è una Teleconnessione Meteorologica. In pratica sono delle relazioni a distanza tra aree anche molto lontane del pianeta che però determinano (sembra... perchè in meteorologia nulla è mai certo) legami molto forti tra "il meteo" di queste aree; Per rappresentarle si utilizzano degli indici numerici che descrivono solitamente "le medie" dei valori misurati (pressioni, temperature, etc).

Siccome non voglio che il post diventi troppo noioso, e le teleconnessioni sono tante, ne scriverò più di uno in modo da trattare pochi parametri per post ... in questo modo credo che eviterò l'abbiocco ai pochi lettori di questo blog :-) ... pochi ma buoni ovviamente ! Prima di partire con la spiegazione però devo dire che esistono due grandi famiglie di Teleconnessioni:

  • TELECONNESSIONI OCEANICHE (Oscillazioni Oceaniche)
    Esse rappresentano il fatto che negli oceani in modo piuttosto regolare si verificano alcune condizioni tali per cui il "clima terrestre" è in qualche modo condizionato. Tali "condizioni" riguardano più che altro la temperatura superficiale del mare, che ha un'influenza decisiva sulla circolazione atmosferica in quanto sono in grado di "controllare" la direzione e l'intensità delle masse d'aria calda o fredda che si spostano lungo i meridiani terrestri (in gergo si chiamano onde di Rossby). Per questa loro caratteristica, le Oscillazioni Oceaniche, vengono utilizzate per "predirre" il tempo.
  • TELECONNESSIONI TROPOSFERICHE
    Questo tipo di teleconnessioni invece non sono "predittive" ma sono "descrittive" in quanto riassumono (sulla base dei run dei modelli ensemble) il verificarsi di una situazione "barica" su di una certa area duratura nel tempo. Esse in pratica descrivono il fatto che in una determinata area del globo vi è una situazione pressoria "quasi permanente" (bassa pressione o alta pressione che sia) che potrebbe in qualche modo influenzare l'andamento climatico delle "aree vicine".

Bene a questo punto che abbiamo capito che esistono queste due macro tipologie di TLC posso anche iniziare a parlare nel dettaglio di un paio di esse... che in questi giorni tra gli appassionati sono molto "gettonate" perchè potrebbero essere la causa dell'anomalo campo di altapressione che staziona da giorni sulle nostre teste e che sembra non avere nessuna intenzione di lasciarci in pace (dire che sto HP mi ha rotto i co*lioni è scontato :-) )... queste due teleconnessioni sono la NAM e la NAO ..che nomi buffi!! :-)

NAO - North Atlantic Oscillation (TROPOSFERICA)

Forse non lo sapete, ma tutto il clima dell'Emisfero Settentrinale (quello dove viviamo noi!!) è regolato dalla variazione ciclica della pressione al livello del mare chiamata Artic Oscillation (AO). Nel nostro emisfero esiste alle alte latitudini (sopra il 50°) una bassa pressione permanente chiamata Vortice Polare (VP) che è la struttura barica più "amata" (se si comporta bene!!!) dei freddofili di tutto l'emisfero nord. Il mitico VP nei mesi freddi tende a "spostarsi" verso sud, andando ad alimentare altri due centri di bassa pressione uno situato in oceano Pacifico (del quale ci interessa poco o nulla a noi Italiani..) e l'altro invece situato sull'Islanda, chiamato appunto Ciclone d'Islanda. Quando la pressione del VP cala questo fa si che la pressione alle medie latitudini (quelle in cui si trova l'Italia) per una questione di "compensazione barica", tenda invece a salire facendo "ingrossare" l'altapressione permanente sita nell'Atlantico ossia la famosa Altapressione delle Azzorre... che in estate è molto amata ma in inverno potrebbe anche starsene a casa sua!!!

Al contrario invece, se il VP si indebolisce ossia "aumenta di pressione" questo provoca un indebolimento dell'alta pressione delle Azzorre . Questo "gradiente" barico...o meglio le variazioni di questo gradiente barico del Vortice Polare è la AO. Qundi AO positiva implica che il Vorti Polare sta facendo il Pavone e quindi di conseguenza lo farà anche l'anticiclone delle Azzorre... con conseguenza che da noi si hanno situazioni di Altapressione pressochè infinita e monotona... e per la gioia dei freddofili posso dire che in questi giorni l'indice AO è assoutamente POSITIVISSIMO... che culo eh?? LA NAO non è altro che il ramo Atlantico della AO e descrive l'scillazione periodica del gradiente barico tra il ciclone d'islanda e l'alta delle azzorre...

Per riassumere... se la AO (o la NAO) è positiva...scordate che piova... o per lo meno le probabilità sono piuttosto ridotte perchè cmq il campo di alte pressioni alle nostra latitudini è piuttosto in forza e le perturbazioni (generate dal ciclone d'Islanda) si spostano a latitudini più elevate...e noi siamo tagliati fuori... ribadisco...che culo!

NAM - North Anular Mode (OCEANICA)

Il NAM, a differenza dell'AO che misura la "potenza" del VP sul livello del mare, misura la forza del VP a tutte le altezze (immaginiamolo come una MEDIA della forza del VP a diverse quote) ed è, per questo motivo, un'ottimo indice per misurare quanto è "gasato" il VP... se il VP è gasato solo al livello del mare oddio, ci possono essere delle speranze che possa anche ridimensionarsi in fretta...ma se la forza è distribuita anche in altezza allora in questo caso sono ca**i. Quindi se il NAM è negativo significa VP è un po' giocherellone è quindi tende a lanciare "lobi" anche alle medie latidudini (EVVIVA!!!) mentre un NAM positivo... beh significa che il VP è poco "empatico" e "chiuso" e tende a rimanere compatto a casa sua (NOOOOOOOO).
Esite poi na teoria che lega NAM e AO e dice che se si superano determinati valori di NAM alla quota di di 10hPa allora si avranno ripercussioni per sessanta giorni successivi sulla AO... bene... in questi giorni tali valori sono stati superati... e le proiezioni danno AO+ per sessanta giorni... il che potrebbe significare che l'inverno 2011 potrebbe essere un inverno povero di soddisfazioni per i freddofili Italiani... :-((

Per concludere...in questi giorni NAM e AO non è che sono molto amici dell'Italia che ama il freddo...ma come dicevo prima...il meteo è bello perchè è imprevedibile...quindi cari freddofili...non lasciamoci scoraggiare se leggiamo NAM+ e AO+... speriamo che anche questi "indici" ogni tanto facciano cilecca.... :-)

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