Questo sito utilizza/non utilizza cookie per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze e cookie di terze parti. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina
 o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.

Mon10212019

Last update

Alluvioni: Prevenire...ops, prevedere è meglio che curare

Ogni volta che una fase di severo maltempo si avvicina all'Italia, scatta l'allarme alluvione, ma non per eccesso di prudenza, ma perchè in effetti sembra che i fenomeni large rain3associati ai forti peggioramenti diventino sempre più intensi. Le alluvioni in Veneto in Liguria, in Toscana e soprattutto in molte regioni del Sud Italia (ultima in termini di tempo quella di Mercoledì in Sicilia) sono la prova che spesso accade che in pochissime ore cada la pioggia che solitamente cadrebbe addirittura in 3 mesi. I quasi 600 millimitri di pioggia caduti a Genova nel giro di 12 ore durante l'alluvione dello scorso ottobre, lo dimostrano. E' quindi ovvio che la ricerca in campo meteorologico abbia un occhio di riguardo su questi fenomeni, per cercare di spiegarli e prevenirli nel senso più ampio possibile.

Una delle ultime ricerche in questa direzione,  riguarda i radar meteo e pluviometri per prevenire i dissesti idrogeologici ed è stata presentata ad Atrani (Salerno), dal prof. Franco Ortolani, ordinario di Geologia presso l’Università Federico II di Napoli. nel corso della presentazione i Prof. Ortolani,  che spiegato che:  “Sintetizzando i risultati acquisiti con le ricerche svolte nelle aree devastate dai disastri idrogeologici negli ultimi anni da Messina a Genova e mirate ad individuare e valutare gli effetti al suolo degli eventi piovosi, rilasciati durante il transito di cumulonemb, che spesso provocano alluvioni improvvise chiamate flash flood, si è visto che attualmente il territorio non ha alcun tipo di difesa relativamente agli eventi piovosi tipo nubifragio. Questi eventi - ha continuato il docente universitario -, in poche ore rilasciano quantità di pioggia eccezionali che variano da circa 100 millimetri in un’ora come ad Atrani, a circa 400 mm in 4-5 ore come accaduto a Genova e nelle Cinque Terre-Lunigiana nell’autunno scorso”.
Proseguendo con  la sua presentazione, Ortolani ha detto : “Lo studio ha consentito di mettere a punto un sistema di difesa chiamato Allarme Idrogeologico Immediato che rappresenta l’ultima fase di un sistema di monitoraggio multidisciplinare e multi istituzionale degli eventi tipo cumulonembi. Si prevede l’integrazione di un monitoraggio tramite radar meteo, in grado di individuare con 1-3 ore di anticipo l’area vasta nella quale possono innescarsi ed evolvere cumulonembi e una rete di pluviometri adeguatamente distribuiti e tarati per la lettura molto frequente della pioggia precipitata”.

La metodologia è chiara: nei bacini dove transitano cumulonembi, l’installazione di pluviometri  può consentire di individuare e delimitare, dopo pochi minuti, l’area nella quale è iniziata una precipitazione piovosa tipo nubifragio che può causare innesco e sviluppo di potenti flussi di acqua fangosa e detriti.

“Dopo pochi minuti che l’evento piovoso eccezionale è iniziato - ha concluso il professore - pertanto, si può lanciare l’allarme idrogeologico immediato e dal momento che si conosce in anticipo quale sarà il percorso dei flussi incanalati nell’alveo, un adeguato piano di protezione civile può consentire di mettere in salvo i cittadini”.
Insomma, quello che si sta studiando all'università di Napoli, è un modo per "salvare" quante più vite possibili, mettendo loro a disposizione (o meglio alle autorità locali) informazioni tempestive e "ufficiali" di quello che in una certa ona sta accadendo. Ho detto "ufficiali" perchè esiste già (almeno al Nord) una fittissima rete di stazioni meteorologiche amatoriali che potrebbe essere usata per tali rilevazioni che potrebbe, secondo me, essere utilizzata.