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Friday, 25 November 2011 13:09

Le Teleconnessioni...della serie basta un rutto in Atlantico per far piovere in Italia (Parte 1) Featured

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Con questo post, vorrei iniziare ad affrontare un argomento "per appassionati" ma proverò a trattarlo in modo semplice, a tal punto che possa essere capito anche da me :-). Nonostante pochissime persone sappiano cosa si intende per Teleconnessioni in meteorologia, sono abbastanza certo che tutti almeno una volta nella vita hanno sentito dire la frase "Si dice che il minimo battito d’ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo" che può, secondo me, essere utilizzata molto bene come "metafora" per spiegare in due parole (dai non proprio due, ma 23... :-) ) cosa è una Teleconnessione Meteorologica. In pratica sono delle relazioni a distanza tra aree anche molto lontane del pianeta che però determinano (sembra... perchè in meteorologia nulla è mai certo) legami molto forti tra "il meteo" di queste aree; Per rappresentarle si utilizzano degli indici numerici che descrivono solitamente "le medie" dei valori misurati (pressioni, temperature, etc).

Siccome non voglio che il post diventi troppo noioso, e le teleconnessioni sono tante, ne scriverò più di uno in modo da trattare pochi parametri per post ... in questo modo credo che eviterò l'abbiocco ai pochi lettori di questo blog :-) ... pochi ma buoni ovviamente ! Prima di partire con la spiegazione però devo dire che esistono due grandi famiglie di Teleconnessioni:

  • TELECONNESSIONI OCEANICHE (Oscillazioni Oceaniche)
    Esse rappresentano il fatto che negli oceani in modo piuttosto regolare si verificano alcune condizioni tali per cui il "clima terrestre" è in qualche modo condizionato. Tali "condizioni" riguardano più che altro la temperatura superficiale del mare, che ha un'influenza decisiva sulla circolazione atmosferica in quanto sono in grado di "controllare" la direzione e l'intensità delle masse d'aria calda o fredda che si spostano lungo i meridiani terrestri (in gergo si chiamano onde di Rossby). Per questa loro caratteristica, le Oscillazioni Oceaniche, vengono utilizzate per "predirre" il tempo.
  • TELECONNESSIONI TROPOSFERICHE
    Questo tipo di teleconnessioni invece non sono "predittive" ma sono "descrittive" in quanto riassumono (sulla base dei run dei modelli ensemble) il verificarsi di una situazione "barica" su di una certa area duratura nel tempo. Esse in pratica descrivono il fatto che in una determinata area del globo vi è una situazione pressoria "quasi permanente" (bassa pressione o alta pressione che sia) che potrebbe in qualche modo influenzare l'andamento climatico delle "aree vicine".

Bene a questo punto che abbiamo capito che esistono queste due macro tipologie di TLC posso anche iniziare a parlare nel dettaglio di un paio di esse... che in questi giorni tra gli appassionati sono molto "gettonate" perchè potrebbero essere la causa dell'anomalo campo di altapressione che staziona da giorni sulle nostre teste e che sembra non avere nessuna intenzione di lasciarci in pace (dire che sto HP mi ha rotto i co*lioni è scontato :-) )... queste due teleconnessioni sono la NAM e la NAO ..che nomi buffi!! :-)

NAO - North Atlantic Oscillation (TROPOSFERICA)

Forse non lo sapete, ma tutto il clima dell'Emisfero Settentrinale (quello dove viviamo noi!!) è regolato dalla variazione ciclica della pressione al livello del mare chiamata Artic Oscillation (AO). Nel nostro emisfero esiste alle alte latitudini (sopra il 50°) una bassa pressione permanente chiamata Vortice Polare (VP) che è la struttura barica più "amata" (se si comporta bene!!!) dei freddofili di tutto l'emisfero nord. Il mitico VP nei mesi freddi tende a "spostarsi" verso sud, andando ad alimentare altri due centri di bassa pressione uno situato in oceano Pacifico (del quale ci interessa poco o nulla a noi Italiani..) e l'altro invece situato sull'Islanda, chiamato appunto Ciclone d'Islanda. Quando la pressione del VP cala questo fa si che la pressione alle medie latitudini (quelle in cui si trova l'Italia) per una questione di "compensazione barica", tenda invece a salire facendo "ingrossare" l'altapressione permanente sita nell'Atlantico ossia la famosa Altapressione delle Azzorre... che in estate è molto amata ma in inverno potrebbe anche starsene a casa sua!!!

Al contrario invece, se il VP si indebolisce ossia "aumenta di pressione" questo provoca un indebolimento dell'alta pressione delle Azzorre . Questo "gradiente" barico...o meglio le variazioni di questo gradiente barico del Vortice Polare è la AO. Qundi AO positiva implica che il Vorti Polare sta facendo il Pavone e quindi di conseguenza lo farà anche l'anticiclone delle Azzorre... con conseguenza che da noi si hanno situazioni di Altapressione pressochè infinita e monotona... e per la gioia dei freddofili posso dire che in questi giorni l'indice AO è assoutamente POSITIVISSIMO... che culo eh?? LA NAO non è altro che il ramo Atlantico della AO e descrive l'scillazione periodica del gradiente barico tra il ciclone d'islanda e l'alta delle azzorre...

Per riassumere... se la AO (o la NAO) è positiva...scordate che piova... o per lo meno le probabilità sono piuttosto ridotte perchè cmq il campo di alte pressioni alle nostra latitudini è piuttosto in forza e le perturbazioni (generate dal ciclone d'Islanda) si spostano a latitudini più elevate...e noi siamo tagliati fuori... ribadisco...che culo!

NAM - North Anular Mode (OCEANICA)

Il NAM, a differenza dell'AO che misura la "potenza" del VP sul livello del mare, misura la forza del VP a tutte le altezze (immaginiamolo come una MEDIA della forza del VP a diverse quote) ed è, per questo motivo, un'ottimo indice per misurare quanto è "gasato" il VP... se il VP è gasato solo al livello del mare oddio, ci possono essere delle speranze che possa anche ridimensionarsi in fretta...ma se la forza è distribuita anche in altezza allora in questo caso sono ca**i. Quindi se il NAM è negativo significa VP è un po' giocherellone è quindi tende a lanciare "lobi" anche alle medie latidudini (EVVIVA!!!) mentre un NAM positivo... beh significa che il VP è poco "empatico" e "chiuso" e tende a rimanere compatto a casa sua (NOOOOOOOO).
Esite poi na teoria che lega NAM e AO e dice che se si superano determinati valori di NAM alla quota di di 10hPa allora si avranno ripercussioni per sessanta giorni successivi sulla AO... bene... in questi giorni tali valori sono stati superati... e le proiezioni danno AO+ per sessanta giorni... il che potrebbe significare che l'inverno 2011 potrebbe essere un inverno povero di soddisfazioni per i freddofili Italiani... :-((

Per concludere...in questi giorni NAM e AO non è che sono molto amici dell'Italia che ama il freddo...ma come dicevo prima...il meteo è bello perchè è imprevedibile...quindi cari freddofili...non lasciamoci scoraggiare se leggiamo NAM+ e AO+... speriamo che anche questi "indici" ogni tanto facciano cilecca.... :-)

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