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Saturday, 04 May 2013 21:32

3 Maggio 2013: La mega-grandinata di Verona Featured

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Attorno alle 16 -16.15 di Venerdì 3 Maggio il Satellite ha iniziato a mostrare le immagini che ritraevano la “genesi” di una enorme cella temporalesca grosso modo a ridosso delle province di Bologna e Modena. La sua nascita è da ricercarsi nella configurazione barica in cui si trovava l’Italia nella giornata di ieri che era molto favorevole alla formazioni di temporali (anche forti). Infatti il Nord Italia si trovava sotto l’azione di un cavo d’onda (nato dalla saccatura principale che si trovata a ridosso dell’Europa Centro Occidentale) in grado di trasportare verso le nostre regioni settentrionali correnti d’aria fresche e secche in quota. Al suolo invece “transitavano” correnti più calde ed umide (infatti in molti hanno provato sensazione di afa tipica dei mesi estivi). Questo scorrimento di aria più fredda in quota su un “tappeto” di aria più calda al suolo ha determinato l’accentuarsi dell’instabilità che aiutata da altri fattori (la formazione di un minimo barico localizzato nella zona in cui tutto è “nato”, la confluenza sulla zona di correnti di estrazione differenti, a uno shear molto elevato) è “scoppiata” formando la cella che possiamo vedere nella prossima immagine. Per chi non lo sapesse, ricordo che La grandine si forma generalmente all'interno di nuvole temporalesche (Cumulonembi) quando le correnti ascensionali (causa dello sviluppo verticale delle nubi temporalesche) sono così forti da consentire ai cristalli di ghiaccio in esse presenti di aumentare di dimensione grazie a ripetuti "sali e scendi" all'interno della nube...ovviamente più le correnti ascensionali sono forti e più "hanno la forza" di sostenere cristalli via via sempre più grandi e quindi di generare grandinate di dimensioni notevoli. Teoricamente è possibile sapere quante volte il chicco è stato "rimandato in alto" contando il numero di strati di ghiaccio che si sono accumulati attorno al nucleo centrale...insomma è un po' come verificare l'età di un albero dal numero di anelli che compongono il suo tronco

                                                                   

Quello che è accaduto in Emilia Romagna è noto a tutti: probabilmente tre tornado, grandine di dimensioni ragguardevoli e molti danni; ma nella sua evoluzione successiva e nel suo spostamento verso Nord-Est la Supercella è entrata in Veneto. Nel Veronese il temporale è arrivato attorno alle 17.15-17.30. L’immagine radar relativa a quei momenti è eloquente e mostra con una riflettività molto alta tutta la potenza che aveva in serbo il temporale.

Da quel momento sono arrivate le prime segnalazioni da un comune della provincia di Verona, Castel D’Azzano di grandine delle dimensioni di una palla da tennis, poi è stato un susseguirsi di che sono durate per almeno mezz’ora, tempo in cui “il mostro” (come lo hanno definito molti veronesi) si è spostato in direzione Est-Nord-Est, per poi esaurirsi a ridosso della pedemontana ad Est di Verona.

La prossima immagine mostra le zone da cui sono arrivate le segnalazioni con la relativa dimensione dei chicchi.

Ed ecco alcune immagini dei chicchi eccezionali

Ovviamente un evento simile fa parte di quei fenomeni che per la provincia di Verona possiamo definire rari, ma non rarissimi e che hanno un tempo di ritorno dai 4 ai 6 anni. Le sone che più spesso vengono interessate da fenomeni simili nella nostra provincia, sono quelle Centro Occidentali, Lago di Garda in primis, dove le condizioni “orografiche” e la presenza del Lago favoriscono la formazioni di temporali anche piuttosto intensi. I danni della Grandinata non sono attualmente determinabili, ma le prima stime parlano di qualche milione di Euro.

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