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Friday, 14 December 2012 21:48

C'è chi "teme" la neve... ma il gelicidio è molto peggio! Featured

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E' vero, questa mattina con 10 cm di neve sulla strada senza che spazzaneve o mezzi spargisale avessero fatto il loro dovere, guidare è risultato "stressante" anche per chi alla neve è abituato o comunque non la teme. Però c'è qualcosa di molto peggio della neve, che davvero richiede molta attenzione alla guida... anche perchè "non si vede"... parlo del fenomeno del Gelicidio.

Io ricordo benissimo quello del 25 Dicembre del 1999... in Valdadige fu una vera e propria ecatombe di automobili che "imprudenti" avevano affrontato la statale del Brennero diciamo "sotto gamba"... io ne ho contate na trentina in poco meno di 10 Km... nessun incidente grave per fortuna... ma comunque sempre una scocciatura per chi era rimasto coinvolto...

Comunque dicevamo...il Gelicidio.... Dal punto di vista pratico è na ca*gata... si tratta in buona sostanza di ghiaccio sulla strada, ma (come vedremo a fine articolo) non tutto è gelicidio ciò che luccica...infatti, questo particolare fenomeno, è il ghiaccio che, a causa delle basse temperature,  si forma nell'istante in cui la pioggia (o pioggerellina) tocca terra. Questo fenomeno accade solitamente in condizioni molto simili a quelle che si potrebbero avere in certe zone, la prossima notte. Vediamole assieme: quando a livello del suolo è presente uno strato di aria fredda, con temperatura inferiore a 0 °C  e sopra di esso, c'è uno strato d'aria più calda che consente la fusione della neve che cade dalle nubi, si forma il gelicidio. E' molto importante notare che questo "fetente" :-) non si forma quasi mai da nubi calde, cioè da nubi da cui cade acqua allo stato liquido.

A causa del fenomeno della sopraffusione (ossia per dirlo in parole povere quella condizione in cui l'acqua rimane liquida anche al di sotto dello 0°) le gocce che raggiungono il terreno congelano all'istante perchè cedono calore al terreno, formano uno strato di ghiaccio trasparente, omogeneo, liscio e molto scivoloso, racchiudendo i rami degli alberi, gli arbusti, gli steli dell’erba, i cavi elettrici all'interno di un involucro assai duro di acqua cristallizzata e trasparente in quanto senza "bolle" d'aria. Dai suddetti effetti è possibile capire quanto sia pericoloso infatti:

  • E' trasparente... quindi sulla strada non si vede... e chi guida rischia di prenderlo in quel posto...non ghè gome termiche che tegna (Trad. anche con le gomme termiche è complicato)
  • Se lo strato di ghiaccio che si forma attorno ai rami degli alberi è "spesso", esso pesa un casino... e questo provoca la rottura di rami anche grossi che potrebbero creare problemi alla cricolazione
  • Se lo strato di ghiaccio che si forma attorno ai cavi elettrici è "spesso"... beh alla lunga si rimane senza corrente perchè i cavi si spezzano
  • E' molto complicato anche rimanere in piedi semplicemente camminando

Insomma è un fenomeno "semplice" nella sua formazione... ma molto pericoloso...quindi domani state attenti! Occhio però a non fare confusione... perchè? semplice, il gelicidio può essere confuso con la brina che si deposita lentamente per condensazione sulle superfici esterne quando, in assenza di ventilazione e con umidità relativa dell’aria molto elevata, perdono calore di notte fino a raggiungere 0 °C. Altro fenomeno affine ma distinto è la neve chimica (fenomeno che lo scorso anno ha visto Verona come protagonista in diverse occasioni), che si forma in presenza di nebbia e basse temperature, quando siano disponibili a sufficienza nuclei di congelamento. Non dovrebbe essere confusa con il gelicidio neppure la galaverna che si verifica, con temperature inferiori a 0 °C quando minuscole goccioline di acqua esistenti nell’aria si solidificano intorno al suolo o sulla vegetazione formando un rivestimento che è però opaco (per la presenza di aria), biancastro ed assai fragile. In presenza di vento forte, il rivestimento intorno alle superfici segue la direzione del vento, cosicché si formano talora, specialmente intorno ai tralicci di metallo ed ai fusti delle piante, delle specie di lame di ghiaccio biancastre, irregolari e dentellate, larghe anche 20 centimetri e più; il fenomeno si chiama calabrosa.

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