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Fri07202018

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Nel 1707, la cenere vulcanica del Monte Fuji raggiunse i 23 Km di altezza

Una nuova ricerca relativa all'ultima eruzione del monte Fuji nel 1707 l'eruzione del monte Fuji ha dato risultati preoccupanti, indicando che se oggi il Giappone subisse oggi una simile eruzione, sarebbe potenzialmente disastrosa.Nuovi calcoli effettuati dalla Hot Springs Research Institute di Kanagawa della Prefettura di Odawara ha scoperto che la cenere vulcanica emessa  dall'eruzione raggiunse i 23 chilometri, ossia molti di più  di quanto si credesse. I risultati suggeriscono che una enorme energia fu rilasciata dall'eruzione.

Gli esperti ora chiedono quindi  misure di preparazione e prevenzione maggiori perché una tale eruzione oggi potrebbe paralizzare molte funzioni urbane nell'area metropolitana di Tokyo per un lungo periodo. Kazutaka Mannen, un ricercatore senior presso l'istituto, e i ricercatori della Nihon University hanno esaminato l'accumulo di cenere vulcanica nelle rocce circostanti l'area del Monte Fuji,  per calcolare la quantità di magma che in ogni secondo, fu emessa nell'aria nel 1707, e attraverso opportuni algoritmi,  hanno determinato l'altezza raggiunta dal fumo vulcanico.

Dopo aver consultato i documenti di allora, i ricercatori hanno calcolato che l'eruzione iniziò verso le 10 il 16 dicembre 1707, e continuò per circa 90 minuti, espellendo la cenere fino ad un'altezza di appunto 23 chilometri. L'eruzione poi si indebolì e la cenere raggiunse  altezze comprese tra 12 e 22 chilometri la sera del 19 dicembre. Dopo un'altra pausa, l'eruzione riprese, espellendo cenere fino ad un'altezza compresa tra 14 e 20 chilometri fino al mattino del 30 dicembre. I funzionari dell'istituto hanno affermato che  fino ad ora, gli studi compiuti sull'eruzione avevano ipotizzato che la cenere fosse arrivata fino ad un massimo di circa 15 chilometri. Se il fumo vulcanico raggiunge la stratosfera, che si estende 10-50 chilometri sopra la superficie della terra, allora la cenere vulcanica può essere distribuita su  grandi distanze dai venti occidentali.

Secondo l'Agenzia meteorologica Giapponese, nessuna delle Eruzioni recenti in suolo Nipponico hanno avuto "pennacchi" di cenere che hanno raggiunto la stratosfera. Nel 2000 l'eruzione del Sakurajima nella Prefettura di Kagoshima, per esempio, espluse cenere fino a massimo cinque chilometri di altezza, mentre l'eruzione nell'Isola di Miyakejima isola  dello stesso anno espulse il fumo fino ad un'altezza di otto chilometri. Nel 2011 l'eruzione monte Shinmoedake, a  Kirishima nel sud del Kyushu, espulse cenenere fino ad un'altezza di  tre chilometri.

Tuttavia, gli studi effettuati sull'eruzione del 1707 hanno mostato che in quell'occasione, la cenere del Monte Fuji è stata distribuita a più di 150 chilometri di distanza, arrivando fino alla costa del Pacifico della prefettura di Ibaraki. Durante l'eruzione del marzo 2010 in Islanda, fumo vulcanico raggiunse vette di almeno 10 km, che portarono  alla sospensione dei voli da e verso 29 nazioni in Europa. La chiusura di diversi aeroporti interessati destinazioni di voli verso l'Europa da tutto il mondo. Setsuya Nakata, professore presso il Volcano Research Center of the Earthquake Research Institute dell'Università di Tokyo, ha detto che le ultime scoperte gettano nuova luce sulla più grande eruzione in Giappone nel corso degli ultimi 300 anni.

"C'è la possibilità che gli effetti della cenere vulcanica che raggiunse la stratosfera ebbero probabilmente un impatto globale", ha inoltre affermato Nakata. "L'utilizzo di tali risultati e rapportati alla situazione attuale, fanno pensare che è necessari prevedere misure più serie nel caso in cui il Fuji decidesse di risvegliarsi",